Varese e Moretti un anno dopo: ci risiamo?!

paolo-moretti-varese-2016-10-09

L’avvio di stagione negativo della OpenjobMetis Varese ha riportato alla mente di tifosi e appassionati di basket il duro periodo attraversato lo scorso anno, tra novembre e dicembre, dalla squadra di coach Moretti.

Esattamente un anno fa, dopo 8 giornate, il record dei biancorossi era di 4 vittorie e 4 sconfitte, a cui però seguirono 4 KO consecutivi. Ora il record dei biancorossi è addirittura peggiore (solo 3 i successi), e dopo Capo d’Orlando ci saranno impegni molto complicati sulla carta: il derby con Cantù oltre a Reggio Emilia, Trento e Venezia.

L’allenatore, Paolo Moretti, è lo stesso, ma ci sono alcuni aspetti per cui le due squadre differiscono tra loro:

  • in primis proprio il fatto che sia passato un anno, Moretti non è più un neo-arrivato nella Città Giardino, la squadra non è stata ricostruita completamente, i meccanismi non sono ancora tutti da rodare. Se lo scorso anno la breve vita del nuovo progetto (tutto lo staff e il roster a partire da zero) poteva essere una buona attenuante per una partenza lenta, quest’anno gli stessi errori in avvio non si sarebbero dovuti ripetere, proprio perché “errare è umano, ma perseverare è diabolico”.
  • inoltre lo scorso mercato estivo portò a Varese numerose incognite (Davies, Thompson e Galloway su tutti) e nessun grandissimo nome (Wayns era l’uomo di punta), cosa che indusse giornalisti ed esperti a collocare la OpenjobMetis tra le penultime caselle della griglia di partenza, ben al di fuori della zona Playoff. Un anno dopo invece nella Città Giardino sono arrivati Anosike, Eyenga, Maynor (seppur con l’incognita infortunio) e ottimi prospetti come Avramovic e Pelle, che hanno dato valore al roster biancorosso, ponendolo tra le squadre in lotta per i Playoff alla vigilia del campionato.
  • in più, se durante la scorsa stagione alle note negative in campionato si alternavano continui successi in FIBA Europe Cup (con il raggiungimento della finale della competizione), quest’anno, complice il cambio di livello, stanno arrivando solo note dolenti dalla Champions League (4 sconfitte su 5 partite).
  • la soluzione trovata poi dalla società nella passata stagione, con i cambi a livello di roster (via Faye, Shepherd, Thompson, Galloway e Molinaro) portò ad una buona ultima parte di campionato, con 7 successi nelle ultime 10 partite, anche se la striscia positiva non fu sufficiente per il raggiungimento dei Playoff. Ad ora invece non sono state effettuate correzioni in corsa da parte della società, nonostante le continue voci della critica intorno ai nomi di Maynor, Anosike e Johnson.
  • infine, la differenza più significativa, se un anno fa nessuno dei tifosi e dei giornalisti dava responsabilità alla guida tecnica di Moretti, che anzi era considerato l’unico da salvare (tutte le critiche erano rivolte a giocatori e dirigenza), con il ripetersi delle difficoltà di inizio stagione l’ambiente varesino ha ora individuato in Moretti probabilmente il maggiore colpevole, chiedendone addirittura le dimissioni.

La risposta di coach Moretti è stata secca, ha escluso la possibilità di abbandonare la squadra e alzare bandiera bianca, convinto di poter uscire da questo momento difficile con gli interpreti a sua disposizione. Dunque non resta che aspettare e vedere se la società vorrà intervenire a livello di mercato o tecnico, rimane il fatto che l’esigente pubblico varesino non sarà certo soddisfatto nel caso ci fosse una ripresa tardiva (ancora una volta insufficiente per i Playoff, che mancano dalla stagione degli “Indimenticabili”) o addirittura una lotta per la salvezza.

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