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#FIBAWC: Serbia, la massima favorita per vincere il mondiale?

Serbia

Mancano sempre meno giorni all’inizio dei campionati Mondiali di pallacanestro e per la prima volta nell’era recente (post-Dream Team) gli Stati Uniti non sono i favoriti all’unanimità per vincere la medaglia d’oro. Per via degli infortuni e defezioni subiti dall’armata allenata da Gregg Popovich, altre squadre si affacciano come possibili candidate al trionfo iridato, e tra tutte soprattutto una: la Serbia.

Una scalata d’argento

La nazionale della Serbia, così come i giocatori che la compongono, è cresciuta parecchio negli ultimi anni. Dapprima parte integrante dello squadrone jugoslavo fino alla dissoluzione del paese nel 1992, e quindi passando attraverso varie denominazioni, fino all’attuale, adottata nel 2006, la Serbia può fare affidamento su un roster di primo livello, con stelle sia in NBA che in Europa. I balcanici hanno conquistato la medaglia d’argento nell’ultima edizione di tutte le grandi competizioni: mondiale di Spagna nel 2014, Olimpiadi di Rio nel 2016 ed EuroBasket nel 2017.

La Serbia si presenterà all’appuntamento mondiale con quattro giocatori che militano in NBA, e questa è la principale novità rispetto agli appuntamenti anteriori in occasione dei quali i balcanici avevano già brillato. Quando avevano vinto l’argento olimpico, ad esempio, c’era solo un giovane Nikola Jokic, reduce dalla prima sorprendente campagna con i Denver Nuggets, come rappresentante del miglior campionato di pallacanestro mondiale.

Adesso non solo Jokic è cresciuto incredibilmente, diventando All-Star e franchise-man in una squadra contender, ma il versatile centro dei Nuggets è ben accompagnato da altri giocatori che hanno dimostrato il proprio valore oltreoceano, come la coppia dei Sacramento Kings Bogdan Bogdanovic/Nemanja Bjelica, e il ‘gigante’ recentemente messo sotto contratto dai Dallas Mavericks Boban Marjanovic. Se a loro aggiungiamo pure Marko Guduric, pronto a dare il salto tra le file dei Memphis Grizzlies dopo le due soddisfacenti stagioni con i Fenerbahçe, si potrebbe completare un quintetto tutto NBA, completato da alcuni dei migliori giocatori di Eurolega e un paio di gregari fissi della nazionale.

Bogdan Bogdanovic, un fisso della nazionale serba – Credit: Košarkaški savez SRB

L’infortunio di Milos Teodosic non sembra minare le aspettative

La Serbia continua ad essere considerata la principale alternativa agli Stati Uniti nonostante abbia perso uno dei suoi grandi nomi per questo mondiale. Milos Teodosic, infatti, non è parte della spedizione di Sasha Djordjevic in Cina. Il giocatore ha avuto una ricaduta della fastidiosa fascite plantare che già gli aveva impedito di rendere al meglio in occasione del suo sbarco in NBA nella stagione 2017-18 con i Los Angeles Clippers.

Anche Dragan Milosavljevic, ala dell’Unicaja Málaga, si è infortunato gravemente rompendosi il legamento crociato anteriore in occasione di un’amichevole pre-mondiale, ma in ogni caso Djordjevic ha messo assieme un gruppo competitivo.

  • Marko Simonovic, Ala piccola, 203 cm, Zenit San Pietroburgo, 30/05/1986 (33)
  • Bogdan Bogdanovic, Guardia, 197 cm, Sacramento Kings, 18/08/1992 (27)
  • Nemanja Bjelica, Ala forte, 209 cm, Sacramento Kings, 09/05/1988 (31)
  • Vladimir Lucic, Ala, 204 cm, Bayern Monaco, 17/06/1989 (30)
  • Miroslav Raduljica, Centro, 213 cm, Jiangsu Dragons, 05/01/1988 (31)
  • Stefan Bircevic, Ala Forte, 210 cm, Telekom Baskets Bonn, 13/12/1989 (29)
  • Nikola Jokic, Centro, 209 cm, Denver Nuggets, 19/02/1995 (24)
  • Nikola Milutinov, Centro, 213 cm, Olympiacos, 30/12/1994 (24)
  • Vasilije Micic, Playmaker, 195 cm, Anadolu Efes, 13/01/1994 (25)
  • Marko Guduric, Guardia tiratrice, 197 cm, Memphis Grizzlies, 08/03/1995 (24)
  • Stefan Jovic, Playmaker, 196 cm, Bayern Monaco, 03/11/1990 (28)
  • Boban Marjanovic, Centro, 222 cm, Dallas Mavericks, 15/08/1988 (31)

Serbia, una squadra d’altezza

Il dato che chiama di più l’attenzione contemplando il roster della Serbia è l’altezza: 205.33 centimetri di media, la più elevata della competizione. È evidente che i 222 cm di Boban Marjanovic aiutano ad accrescere questa statistica, ma in ogni caso ci sono altri tre giocatori più alti di 2.10 e due di 2.09: un totale di sei giocatori più alti delle due “torri” della nazionale italiana (Danilo Gallinari e Amedeo Tessitori con 2.08).

La Serbia ovviamente non è solo centimetri: la rosa a disposizione di Djordjevic è ricca di qualità, e soprattutto i vari giocatori presentano ognuno diverse caratteristiche, che possono compenetrarsi alla perfezione e adattarsi quindi a qualsiasi tipo di rivale. Dall’altezza di Marjanovic alla visione di gioco di Jokic, passando per il tiro dalla lunga distanza di cecchini come Bogdanovic, Micic o Guduric, la duttilità di Lucic o Bjelica, l’imponenza fisica di Raduljica o Milutinov, la velocità di Jovic o l’esperienza di Simonovic.

Se la Serbia ha tutte le carte per poter lottare per collocarsi sul gradino più alto del podio dipenderà soprattutto dai due fuoriclasse NBA Nikola Jokic e Bogdan Bogdanovic. Mentre l’esterno dei Kings è un habitué della nazionale, avendo disputato anche l’EuroBasket 2017 e le partite estive delle Finestre FIBA (quelle che non coincidevano con la stagione USA), per il lungo dei Nuggets non si può dire la stessa cosa, visto che l’ultima volta che ha indossato la maglietta del suo paese in un evento ufficiale è stato in occasione della finale olimpica di Rio de Janeiro nell’agosto 2016.

Nikola Jokic, la stella della Serbia – Credit: Košarkaški savez SRB

Ovviamente vanno considerate le differenti circostanze. I Sacramento Kings si trovavano in fase di ricostruzione, e non sarebbe stato proprio una leggenda del paese come Vlade Divac, GM del franchise californiano, a impedire ai suoi connazionali Bogdanovic e Bjelica di giocare con la Serbia, anzi… D’altro canto, invece, i Denver Nuggets hanno scommesso forte su Nikola Jokic, rinnovando il suo contratto per il massimo salariale, e il giocatore, nonostante sia attaccato alla maglia del suo paese come tutti i balcanici, è sottostato alle raccomandazioni del suo franchise NBA, dedicando le ultime due estati al lavoro individuale e rinunciando quindi alla nazionale. Questa scelta ha dato i suoi frutti, in quanto la crescita a livello fisico di Jokic ha permesso al giocatore di sbocciare, convertendolo in un All-Star, però il richiamo dei mondiali era troppo forte: Jokic non poteva non esserci, e con lui in campo e gli Stati Uniti con poche stelle, potrebbe essere davvero l’occasione buona per scrivere una pagina della storia della pallacanestro.

Il calendario

La Serbia è inclusa nel gruppo D, lo stesso dell’Italia, e la sua qualificazione alla seguente fase non sembra in discussione visto che, tolti gli azzurri, Angola e Filippine non dovrebbero essere in grado di impensierire lo squadrone balcanico.

  • 31/08/2019 – 9.30 (ora italiana) – Angola-Serbia
  • 2/09/2019 – 13.30 (ora italiana) – Serbia-Filippine
  • 4/09/2019 – 13.30 (ora italiana) – Italia-Serbia