NBA – Western Conference Playoffs, analisi 1º turno. Chi fermerà Golden State?

Danilo Gallinari Los Angeles Clippers
I Clippers sperano in Danilo Gallinari per dare la sorpresa – Credit: Los Angeles Clippers

Dopo sei mesi e 82 partite giocate da ogni squadra, l’NBA entra nel vivo. Inizia il momento più atteso ed emozionante. È tempo di Playoff. In una Western Conference estremamente competitiva ed equilibrata come non mai tra le otto compagini qualificate per la post-season, il nemico pubblico numero uno è sempre lo stesso: gli Golden State Warriors di Steph Curry, Kevin Durant, DeMarcus Cousins e compagnia. I primi che proveranno a mettere i bastoni tra le ruote ai bi-campioni in carica saranno i Los Angeles Clippers del nostro Danilo Gallinari, che tornerà a sperimentare l’ebrezza dei Playoff sette anni dopo l’ultima apparizione con Denver.

Diamo un’occhiata agli accoppiamenti e alle affascinanti sfide che prenderanno il via nella notte tra sabato e domenica, con entrambi gli italiani oltreoceano impegnati dei rispettivi matchup.

Golden State Warriors (1) – Los Angeles Clippers (8)

Tra la prima e l’ottava qualificata della Western Conference quest’anno ci sono state solo 9 vittorie di differenza. Golden State ha chiuso prima, ma con il peggior record degli ultimi anni (57-25), mentre per i Clippers, squadra bistrattata e lasciata fuori da tutti i pronostici precampionato, il bilancio è stato di 48 vittorie e 34 sconfitte. Non ci sono dubbi che gli Warriors siano comunque considerati la squadra più forte del campionato e la massima candidata a vincere il titolo, che sarebbe il terzo consecutivo e il quarto in cinque anni, basta dare un’occhiata al loro roster, costellato di AllStar come Steph Curry, Kevin Durant e Klay Thompson, ai quali si è aggiunto quest’anno DeMarcus Cousins.

Di fronte si troveranno una compagine forse difensivamente, che lotta con grinta, con la miglior panchina dell’NBA, e soprattutto che non ha nulla da perdere. I Los Angeles Clippers, reduci da due rivoluzioni, una in estate e una al trade-deadline, non hanno comunque perso la propria identità. Danilo Gallinari, in forma come non mai questa stagione, è il leader silenzioso di questa squadra che ha sorpreso un po’ tutti e che, con due rookie tra i titolari (Shai Gilgeous-Alexander e Landry Shamet) e la miglior coppia dalla panchina di tutta l’NBA (Lou Williams e Montrezl Harrell) proverà a dare del filo da torcere ai Warriors. Patrick Beverley, uno dei migliori difensori di perimetro del campionato, sarà uno dei fattori chiave per cercare di limitare l’attacco più letale del campionato.

Denver Nuggets (2) – San Antonio Spurs (7)

Che i giovani Nuggets di Michael Malone avrebbero dato un passo avanti quest’anno e si sarebbero qualificati per i Playoff era qualcosa che tutti davano per scontato, ma non in molti si sarebbero aspettati un exploit così evidente, tanto che i ragazzi della Mile High City hanno addirittura impensierito gli Warriors per il primo posto della Western Conference. Nikola Jokic, fresco di rinnovo per il massimo contrattuale e di partecipazione all’AllStar, è stato il leader di una squadra che ha visto nel playmaker canadese Jamal Murray l’altro protagonista assoluto della stagione. Per il resto, tanto gioco di squadra e rotazioni differenti, dovute anche agli infortuni, e che hanno visto Malik Beasley e Monte Morris entrare stabilmente nei piani di Malone.

Di fronte alla gioventù e all’inesperienza dei Denver Nuggets ci saranno i veterani Spurs, la squadra che in assoluto si è qualificata per la post-season per più stagioni consecutive (22). LaMarcus Aldridge e DeMar DeRozan hanno chiuso la stagione regolare con oltre 20 punti di media a partita. Veterani come il nostro Marco Belinelli, che ha chiuso con una media di 10.5 punti a partita, o Rudy Gay hanno condiviso il parquet con giovani come Bryn Forbes o Jacob Poetl. Nonostante il ritiro di Manu Ginobili e la partenza di Tony Parker, Gregg Popovich è rimasto fedele al suo stile di pallacanestro, e proprio l’esperienza potrebbe essere la chiave, visto che Michael Malone dirigerà una squadra ai Playoff per la prima volta in vita sua.

Portland Trail Blazers (3) – Oklahoma City Thunder (6)

Senza fare troppo rumore, Portland si è qualificata per i sesti Playoff consecutivi con il miglior bilancio degli ultimi cinque anni (53-29). La coppia Damian Lillard (25.8 punti a partita) e C.J. McCollum (21) continua ad essere il cavallo vincente di questi Blazers, che però dovranno fare a meno di Jusuf Nurkic, infortunato con gravità nella retta finale della regular-season. Il centro bosniaco, che fino al momento aveva collezionato 15.6 punti e 10.4 rimbalzi a partita, lascia un vuoto importante. L’obiettivo è quello di superare il primo giro per la prima volta in tre anni.

Dall’altro lato si trova OKC, squadra che in parte ha deluso le aspettative della vigilia, visto che i vari esperti li collocavano tra le teste di serie della Western Conference. Con un record di 49-33, Russell Westbrook, Paul George e compagni si preparano comunque ad affrontare la post-season sperando finalmente di poter dare quel definitivo passo che permetta loro il salto di qualità definitivo verso l’olimpo dei top-team NBA. Paul George ha terminato una regular-season da record con una media di 28 punti, 8.2 rimbalzi, 4.1 assist e 2.2 recuperi a partita, tutti massimi in carriera. Da parte sua, Mr Tripla Doppia Westbrook ha chiuso per il terzo anno consecutivo con una tripla doppia di media (22.9 punti, 11.1 rimbalzi, 10.7 assist). Con due giocatori di questo livello ed eliminatorie a sette partite, i Thunder potrebbero essere la mina vagante dei Playoff.

Houston Rockets (4) – Utah Jazz (5)

Si prospetta davvero una gran serie tra uno dei migliori attacchi dell’NBA contro una delle difese più solide. I Rockets sono considerati da inizio anno forse l’unica vera alternativa agli Warriors nella Western Conference, con il candidato a MVP James Harden assieme a un giocatore come Chris Paul. In ogni caso, ci si attendeva qualcosa di più da parte loro, e il quarto posto della regular-season sa un po’ a poco. La mancanza di concretezza difensiva si fa notare, anche se la perizia offensiva degli esterni riempie bene le lacune.

Di fronte a loro gli Utah Jazz, al terzo Playoff consecutivo. Il franchise di Salt Lake City ha rivoluzionato i pronostici negativi come l’anno precedente, qualificandosi abbastanza tranquillamente per la post-season. Donovan Mitchell in attacco e Rudy Gobert in difesa solo le chiavi del successo di una squadra che gioca una pallacanestro diversa rispetto a quella di Houston, ma non per questo meno efficiente. Una serie dal pronostico difficile tutta da seguire per vedere chi passerà al seguente turno nella Western Conference.