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NBA – Approfondimento: cosa c’e’ dietro i 30 nomi delle squadre NBA?

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Vi siete mai chiesti cosa si celi dietro il nickname “Lakers”? O il perché i “Jazz” giochino nello Utah? Per quanto alcuni nomi delle squadre NBA hanno un significato abbastanza logico, altri hanno una storia tutta particolare. Vediamo le 30 franchigie di seguito, ne leggerete delle belle!

ATLANTA HAWKS

Le Aquile erano originariamente nere. Si, perché alla creazione della franchigia, nel 1948, il nome Blackhawks fu assegnato alle tre città di Moline, Rock Island e Davenport (tra Illinois e Indiana), storicamente zona di molte riserve indiane, in onore del capo indiano Black Hawk (Aquila Nera). Poi lo spostamento a Milwaukee tre anni dopo, nel 1951, e l’aggiustamento ad “Hawks” (anche per non confondersi con i Blackhawks dell’odiata Chicago, nell’hockey). Hawks che rimarrà poi quando la franchigia si sposterà a St.Louis e infine, nel 1968, ad Atlanta.

BOSTON CELTICS

Il nome e’ chiaramente attribuibile alla foltissima comunità di origini irlandesi presente nella città del Massachusetts. Il nome, pero’, originariamente assegnato dallo storico proprietario Walter Brown, fu osteggiato da alcuni suoi consulenti pubblicitari (“nessuna squadra con un nome irlandese ha mai vinto qualcosa a Boston”), ma a Brown ricordavano tanto gli storici e vincenti New York Celtics (glorioso team delle prime leghe amatoriali americane). Beh, aveva ragione lui.

BROOKLYN NETS

Le “Retine”, trasferitesi dal New Jersey nel 2012, nascono proprio nello stato gemello di New York nel ’67 ma come Americans. Si trasferiscono poi a New York subito dopo, nel ’68, e cambiano nome in Nets (convenientemente in rima con Mets e Jets, altre due squadre di baseball e football della Grande Mela). Nel ’77-78 il ritorno nel New Jersey (che nel ’94 ventileranno l’idea di chiamarsi New Jersey Swamp Dragons, idea fortunatamente tramontata) fino al ritorno di qua dell’Hudson otto anni fa.

CHARLOTTE HORNETS

Nel 2004, al ritorno di una franchigia nella città del North Carolina, il proprietario Bob Johnson era convinto della scelta Bobcats, osteggiata pero’ da gran parte dei fans e giocatori NBA (“Sembra il nome di una squadra di softball” le parole allora di Steve Kerr), anche perché gli Hornets all’epoca erano a New Orleans. Originariamente pero’, alla nascita della franchigia, l’allora proprietario George Shinn voleva il nome Spirit per il team, anch’esso fortemente respinto dai fans. Dopo un sondaggio tra i tifosi, la vittoria schiacciante del nome Hornets non lascio’ scampo agli altri contendenti (Knights, Cougars, Spirit appunto, Crowns e Stars). Il riferimento, per la cronaca, fu ad un comandante britannico che durante la guerra d’indipendenza dichiaro’ che l’area attorno a Charlotte fosse un “ribelle nido di calabroni”, come poi richiamato nel libro di Patricia Cornwell “Nido di Calabroni”, ambientato appunto nella città sudorientale degli USA.

CHICAGO BULLS

Secondo la Chicago Bulls Encyclopedia, l’allora proprietario Richard Klein, nel 1966, era alla ricerca di un nome rappresentativo della città come capitale mondiale della carne. Leggenda narra che Klein, affascinato dai nicknames “Matadors” e “Toreadors”, a queste idee senti’ il figlio esclamare “Dad, it’s a bunch of bull!” (Papa’, sono tutte str*****e!). Il resto e’ storia.

CLEVELAND CAVALIERS

Il nome esce da un sondaggio tenuto nel 1970 e si impone sulle alternative Jays, Foresters, Towers e Presidents (dal fatto che ben sette presidenti americani venissero dall’Ohio, stato secondo solo al Virginia nella speciale classifica).

DALLAS MAVERICKS

Anche qui, il nome (letteralmente “cavalli selvaggi) esce da un sondaggio lanciato da una radio locale, selezionato su alternative come Wranglers ed Express. Curiosità, i 41 fans che votarono Mavericks vinsero un biglietto per la partita inaugurale, e una di loro, la scrittrice Carla Springer, l’abbonamento a tutta la stagione. “Il nome Mavericks rappresenta lo stile indipendente ed eccentrico degli abitanti di Dallas”, disse poi la Springer. Un po’ alla Mark Cuban, insomma.

DENVER NUGGETS

Denver, prima dell’entrata in NBA nel 1974, portava il nome Rockets in ABA. Il nuovo nome, dato che Rockets era gia’ utilizzato da Houston, venne quindi affidato ad un sondaggio, e la scelta ricadde su Nuggets, che rievoca la corsa all’oro che fu in Colorado degli anni tra il 1850 e il 1860 (da qui Nuggets, “Pepite”).

DETROIT PISTONS

Originariamente la franchigia era a Fort Wayne, Indiana, ed il nome della squadra “Zollner Pistons”, dal cognome del proprietario Fred Zollner, proprietario altresì di una fabbrica di pistoni della zona. Il logo era tutto un programma:

Allo spostamento a Detroit, nel 1957, il connubio sembrava perfetto con la Motor City.

GOLDEN STATE WARRIORS

La prima versione dei Warriors nasce a Philadelphia negli anni ’20, nell’allora ABL, che poi vincera’ il campionato inaugurale della BAA nel 1947. Lo spostamento sulla costa Ovest avviene nel ’61-’62 dapprima a San Francisco, poi definitivamente ad Oakland (e la location a Golden State) nel 1971.

HOUSTON ROCKETS

La franchigia, inizialmente situata a San Diego, prese il nome da un sondaggio tra i locali, richiamando il tema della città “sempre in movimento” (City in Motion), oltre alla produzione di razzi Atlas proprio a San Diego. Allo spostamento in Texas nel 1971, anche qui matrimonio perfetto con la presenza del NASA Space Center.

INDIANA PACERS

Nome originale e location originale, mai mutati, per la squadra di Indianapolis, con il nome Pacers (dal verbo “pacing”) che richiama la tradizione di corse di cavalli e motoristiche dello stato dell’Indiana – tra cui la Indianapolis 500.

LOS ANGELES CLIPPERS

Dopo lo spostamento dei Buffalo Braves a San Diego nel 1978, i proprietari vollero cambiare il nome a Clippers, una popolare imbarcazione del 19mo secolo, considerata la tradizione velistica della citta’ californiana. Dopo l’acquisto da parte di Donald Sterling nel 1981, il trasferimento finale a Los Angeles nell’84.

LOS ANGELES LAKERS

Uno dei nomi che meno si sposano con la location, i Lakers nascono originariamente a Detroit come Gems. Dopo lo spostamento a Minneapolis nel 1947, la scelta “Lakers” proprio dalla presenza di migliaia di laghi nella zona della città nordamericana. Successivamente allo spostamento a Los Angeles nel 1960, la scelta di mantenere il nome fu soprattutto per la tradizione stabilita nel Minnesota dai gialloviola – poi consolidata, decisamente, in California.

MEMPHIS GRIZZLIES

Ancor piu’ curiosa la scelta di mantenere Grizzlies per la franchigia di Memphis, dove di orsi grizzly proprio e’ difficile vederne (a parte forse Jonas Valanciunas). Il nome deriva dalla location originaria, ossia Vancouver, dove la squadra nasce nel 1994 (dopo l’insurrezione popolare contro i nomi Mounties – dal soprannome della polizia a cavallo canadese – e Ravens).

Al trasferimento nel 2001-02, l’offerta della FedEx (colosso postale con base a Memphis) di 100 milioni di dollari per chiamare la franchigia Express fu pero’ malamente rifiutata dall’NBA. E si e’ rimasti, stranamente e forse per mancanza di alternative, a Grizzlies.

MIAMI HEAT

Non e’ difficile associare il caldo (appunto, “heat”) alla franchigia del sud della Florida. All’espansione nel 1986, la spunta l’attuale nome su piu’ di 20,000 proposte, tra cui Sharks, Tornadoes, Beaches e Barracudas. Fortunatamente, proposte tutte cassate.

MILWAUKEE BUCKS

Nonostante la tradizione per la caccia degli abitanti del Wisconsin, il nome piu’ gettonato dai locali alla nascita della franchigia non fu Bucks (Cervi) bensì Robins (Pettirossi). La decisione fu presa contro la volontà popolare per dare un’accezione piu’ “locale” alla squadra. Poteva andare peggio pero’: tra le papabili, anche Skunks (Puzzole)!!!

MINNESOTA TIMBERWOLVES

Anche qui, scelta successiva ad un sondaggio tra tifosi, all’ingresso della franchigia nella NBA nel 1986. Vittoria di margine sul nome Polars, ma il nome piu’ votato alla fine fu Blizzard (“tormenta”) – anche qui scartato da una giuria a favore del piu’ locale Timberwolves (Lupi selvatici del Minnesota).

NEW ORLEANS PELICANS

All’acquisto della franchigia nel 2012 da parte di Tom Benson, dopo la migrazione degli Hornets nella città della Louisiana, fu subito chiaro che il nome sarebbe cambiato. Il pellicano, uccello simbolo della Louisiana, vinse sul Krewe – dal nome dei gruppi mascherati dal Mardi Gras di New Orleans.

NEW YORK KNICKS

I Knicks (versione corta di Knickerbockers) erano dei pantaloni arrotolati appena sotto il ginocchio dai primi pionieri olandesi dei primi insediamenti, nel 1600, ed anche il primo nome della franchigia che fece il suo ingresso nel 1946 nell’allora BAA.

OKLAHOMA CITY THUNDER

La franchigia nasce sulle ceneri dei gloriosi Seattle Supersonics, trasferitisi in Oklahoma nella stagione 2007-08.

Il nome Thunder vinse su opzioni come Renegades, Twisters e Barons e fu accolto con entusiasmo dai locali, anche per la frequenza del fenomeno meteorologico nello stato dell’Oklahoma. Per la cronaca, il nome Supersonics era dovuto alla presenza del progetto del Supersonic, un aereo della Boeing con un grande impianto dedicato nella zona di Seattle.

ORLANDO MAGIC

Anche qui, il nome piu’ desiderato dei fans fu un altro – Challengers, dal nome dello space shuttle che esplose nel 1986, e tra le altre opzioni Floridians, Juice, Orbits, Astronauts, Aquamen e Sentinels. Una giuria pero’ impose la scelta Magic, dettata dalla connotazione fortemente turistica della città, coi suoi numerosi parchi di divertimento.

PHILADELPHIA 76ERS

Originariamente Syracuse Nationals, la franchigia si sposta a Philadelphia nel 1963 e cambia nome in 76ers, dal 1776, anno della dichiarazione d’indipendenza, firmata proprio nella Città dell’Amore Fraterno.

PHOENIX SUNS

La franchigia, entrata in NBA nel 1968, deve il suo nome al calore della città dell’Arizona dove ha sede. Jerry Colangelo, allora 28enne, scelse il nome tra una moltitudine di opzioni suggerite dai fans, tra cui le discutibili White Wing Doves, Sun Lovers, Poobahs, Dudes e Cactus Giants.

PORTLAND TRAIL-BLAZERS

All’ingresso della franchigia in NBA nel 1970, la scelta piu’ popolare fu Pioneers (Pionieri) dalla storia degli emigranti provenienti da Est e diretti verso l’Oregon. Considerato che il nome pero’ era gia’ in uso dal locale college di Lewis & Clark, la scelta finale ricadde su Trail Blazers (letteralmente “tracciatori di sentieri”).

Il logo, per chi non lo sapesse, rappresenta cinque giocatori di una squadra contro cinque di un’altra.

SACRAMENTO KINGS

Il nome risale alla franchigia originale, i Rochester Royals, nel lontano 1945, poi mantenuto dopo lo spostamento a Cincinnati nel ’57. Dopo il trasferimento a Kansas City-Omaha (poi rimasta solo Omaha), nel 1972 un sondaggio di fans richiede il cambio al sempre “reale” Kings, immutato anche dopo il trasferimento finale a Sacramento, nel 1985.

SAN ANTONIO SPURS

Dopo l’acquisto dei Dallas Chaparrals dalla ABA nel 1973, la decisione del nuovo nome fu affidata come spesso accade ai fans. Dopo aver scartato l’iniziale opzione Aztecs (molti altri team utilizzavano il nome), la giuria opto’ per Spurs (Speroni) in pieno stile texano. Forse solo un caso che uno dei principali investitori, Red McCombs, fosse nato a Spur, in Texas.

TORONTO RAPTORS

Poca la connessione tra il dinosauro e la città canadese, ma certamente l’uscita del film Jurassic Park nel 1993 aiuto’ l’ascesa del nome tra le preferenze dei canadesi quando la squadra fece il suo ingresso nella NBA, nel 1994. Tra le altre opzioni – poco fantasiose c’e’ da dire – Bobcats e Dragons.

UTAH JAZZ

Decisamente il nome piu’ controverso visto che proprio di musica jazz nella città dei Mormoni se ne sente poca, pochissima. Ovviamente il nome nasce a New Orleans, dove la franchigia ha origine nel 1974, poi mantenuto (e ormai storico ed intoccabile) al trasferimento a Salt Lake City nel 1979. Poteva andare decisamente meglio, se New Orleans avesse scelto l’opzione Deltas (vista la compagnia aerea di base nello Utah) ma anche molto, molto peggio con Cajuns.

WASHINGTON WIZARDS

La franchigia, da sempre denominata Washington Bullets (proiettili), fu messa sempre piu’ sotto le critiche dei media per l’associazione alla violenza e criminalità, molto alta nella stessa capitale americana. Dopo la morte di Rabin, primo ministro israeliano e grande amico dell’allora proprietario Abe Pollin, la decisione di rimettere il giudizio ai fan e cambiare il nome in Wizards – nonostante, e forse non se ne esce, le proteste dell’associazione americana per lo sviluppo delle razze di colore (NAACP), che contesto’ le possibili associazioni del nome con il Ku Klux Klan. Forse pero’ meglio Wizards che Dragons, Express, StallionsSea Dogs – altre pretendenti al nome.

 

Ruben Portelli

IG/Twitter: @johnnymanhattan

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