Home NBA NBAFinals G2- Miami lotta stoicamente, ma i Lakers ne hanno di più e vanno sul 2-0
Foto da NBA.com NBAFinals G2- Miami lotta stoicamente, ma i Lakers ne hanno di più e vanno sul 2-0

NBAFinals G2- Miami lotta stoicamente, ma i Lakers ne hanno di più e vanno sul 2-0

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I Los Angeles Lakers superano i Miami Heat anche in gara-2 delle NBA Finals e si portano sul 2-0, a così due vittorie dall’anello. 124-114 il finale di una gara che praticamente dall’inizio alla fine è stata comandata dai californiani.

Troppo pesanti le assenze di Bam Adebayo (problemi al collo) e Goran Dragic (lesione alla fascia plantare) dopo gara-1. Troppo forti LeBron James e Anthony Davis per la squadra di Erik Spoelstra con il contorno di Rajon Rondo che ha dettato i tempi e il gioco gialloviola contro la zona di Miami, bucata dai rimbalzi offensivi di Los Angeles. Si può così sintetizzare così gara-2, cominciata con il 14-8 dopo 5′ dei Lakers con Dwight Howard in formato “Superman” a impattare ottimamente sotto-canestro e la statistica che parla da sola dei 12 punti di squadra su 14 nel pitturato dei gialloviola, è 29-23 dopo il primo quarto. Miami prepara la zona, lotta come un leone ma è in gabbia contro i Lakers che trovano anche un positivo aiuto difensivo da Alex Caruso, 40-27 LAK dopo 15′. Jimmy Butler però non molla, si carica i compagni anche su una gamba sola ed è 45-41 al 19′. Serve il solito “Playoff Rondo” alla squadra di coach Frank Vogel con l’ex play dei Celtics ad attaccare bene la zona, è 68-54 Lakers all’intervallo con un 17/20 da due Lakers che la dice lunga su quanto pesi l’assenza di Adebayo per Miami. Secondo tempo e si scatena il pandemonio Anthony Davis con 15 punti nel quarto del monociglio (a un certo punto era 14/15 al tiro) a portare i gialloviola sull’88-70 al 31′. E’ ancora +18 Los Angeles per il 90-72 con il solito Rajon Rondo a togliere le castagne dal fuoco della zona avversaria, il terzo quarto si chiude 103-93 con Miami a resistere grazie a un efficace Kelly Olynyk, oltre al solito Butler. Miami non riesce a tornare sotto la doppia cifra, ma è anche vero che I Lakers con Danny Green e Kentavious Caldwell-Pope che sbagliano triple su triple non la riesce a chiudere, 111-101 a 7’49” dalla fine. Non segna praticamente nessuno, è 115-104 a 3’12” dal termine, ma la schiacciata di Anthony Davis a 2′ dalla fine con la bimane chiude di fatto la gara che termina 124-114.

Per i Los Angeles Lakers sono le due Superstar Anthony Davis e LeBron James a firmare di fatto la vittoria. Per il monociglio ex Pelicans sono 32 punti (30 firmati nei primi tre quarti, 15/20 dal campo finale) con 14 rimbalzi (8 offensivi), per LeBron gara di grande intelligenza, finendo ancora vicino alla tripla doppia con 33 punti, 9 rimbalzi e 9 assist segnando 14 dei 25 tiri tentati (3/8 da tre). Pessima serata al tiro degli altri titolari (3/19 da incubo combinato dall’arco di Caldwell-Pope e Danny Green) e ringraziano un super Rajon Rondo dalla panchina, autore di 16 punti (3/4 da tre) e 10 assist in 26 minuti, oltre a un buonissimo Alex Caruso e il contributo di Kyle Kuzma.

In casa Miami, sconfitta ma a testa altissima, spicca la prestazione di Jimmy Butler che finisce vicino alla tripla doppia con 25 punti, 8 rimbalzi e 13 assist, pur tirando male dal campo (7/17) ma sopperendo dalla lunetta (11/12); sono proprio i tiri liberi (31/34, un’enormità) e il tiro pesante con oltre il 40% (11/27) a far rimanere in vita fino alla fine la squadra di coach Erik Spoelstra che pesca l’inattesa grande partita di Kelly Olynyk da 24 punti e 9 rimbalzi in 37 minuti, oltre ai 17 del titolare rookie Tyler Herro (il più giovane nella storia delle Finals superando Magic Johnson), seguiti dai 13 di Kendrick Nunn e i 12 di Jae Crowder.
Gli Heat per la sconfitta pagano, come detto, tremendamente la lotta a rimbalzo (16 carambole offensive concesse agli avversari) e solo 9 palle perse forzate.
Ora si possono solamente attendere buone notizie dalle condizioni di Dragic e Adebayo in vista di gara-3 (in diretta nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 all’1.30 su Sky Sport ), altrimenti sarà molto dura per Miami.