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Markus Carr, dalla California all'Austria ESCLUSIVA | Markus Carr: da stella NCAA al campionato austriaco (e tante altre cose!)

ESCLUSIVA | Markus Carr: da stella NCAA al campionato austriaco (e tante altre cose!)

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Markus Carr, nato a Sun Valley, nei sobborghi di Los Angeles, il 20 luglio del 1979, è uno dei parecchi playmaker americani (alto 1.85 cm) che, dopo una brillante carriera universitaria, culminata con il premio a miglior assistman NCAA nel 2001 con la Cal State Northridge, non è riuscito a sfondare in NBA o nei più rinomati club europei, ma ha comunque portato a termine una dignitosa traiettoria in diverse nazioni del vecchio continente, passando anche per il Sud America.

Grazie agli 8.9 assist di media nel suo terzo anno di College e i 16 punti di media nella stagione da Senior, Markus Carr è stato eletto Hall-of-Fame della sua università. Dopo la non elezione al Draft del 2002, Carr ha giocato tre anni in Venezuela, prima di approdare in Europa, dove ha giocato in Ungheria, Francia, Polonia e quindi in Austria. Proprio nel paese confinante con il nord Italia, il giocatore ha trovato una sorta di seconda casa, giocando prima nel BC Vienna, per poi chiudere la carriera nella vicina Villaco, tra le file dei Raiders Villach, che giocano in seconda divisione austriaca. La natura e la familiarità della terra di confine dell’Austria con il Friuli hanno fatto sì che Carr optasse per il paese di lingua tedesca come “seconda casa”, iniziando anche la carriera da allenatore a Spittal, tra le tantissime altre attività nelle quali è impegnato.

Scambiare quattro chiacchiere con lui è stato un autentico piacere: una persona che ama e conosce la pallacanestro, ma che ha anche tanti interessi.

BasketItaly: Ciao Markus, innanzitutto grazie per il tuo tempo. Da una brillante carriera universitaria in California al campionato austriaco; puoi riassumerci la tau traiettoria?

Markus Carr: “Grazie, Laura! Beh, la mia carriera, secondo me, è stata fortunata. Come molti altri giocatori con i quali ho giocato assieme o contro, il mio obiettivo finale era quello di riuscire a giocare in NBA, quindi dovevo lavorare sodo per raggiungere lo scopo. Ho avuto la mia prima occasione fortunata durante la High School, quando ho visitato un campus di pallacanestro in California chiamato Double Pump, che era un campus dove molti dei migliori giocatori di talento degli Istituti di tutti gli Stati Uniti venivano a mettersi in mostra.

Sono stato capace di attirare l’attenzione dell’assistant coach Eddie Hill, di quello che sarebbe poi stato il mio College. Successivamente, mi è stata offerta una borsa di studio completa per poter sia studiare che giocare a basket! Ero molto emozionato, però sapevo che mi aspettava molto duro lavoro. Da quel momento, sono poi andato avanti avendo un’eccellente traiettoria nel basket universitario, oltre che a compagni di squadra stupendi, con i quali sono poi riuscito a giocare in Europa dopo il College”.

BI: Ti piace vivere in Europa?

MC: “Mi piace vivere in Europa perché, nell’arco dei 15 anni della mia carriera come professionista della pallacanestro, è diventata una seconda casa per me. Ogni tanto mi manca la mia casa in California, ma sono cresciuto abituandomi allo stile di vita europeo. Adoro il fatto che da qua si possa viaggiare in diversi stati del continente, come in Italia, che è il mio preferito! Mi piace molto la cucina, il clima, e poi la gente lì è molto generosa. Qua in Austria c’è la mia famiglia: ho due figlie e vivo normalmente, come lo farei in California”.

BI: Quali sono le maggiori differenze tra vivere in Austria e negli Stati Uniti?

MC: “La differenza principale è la mentalità della gente. È sempre difficile fare comparazioni, ma diciamo che, ovviamente, è diversa! l’Austria è principalmente un paese rurale, a parte la capitale Vienna. È pieno di natura, così diversa rispetto a grandi città come Los Angeles. Il cibo è diverso e per imparare la lingua in modo tale da poter comunicare ci vuole un po’, ma poi tutto è più facile. Oltre alle differenze, ci sono anche similitudini, come la naturale tranquillità delle persone: aperte e rilassate“.

 BI: Preferisci l’NBA o l’Eurolega?

MC: “Preferisco l’NBA all’Eurolega perché sono cresciuto guardando Michael Jordan e i Chicago Bulls competendo contro Lakers e Celtics. Oggigiorno mi piace molto veder giocare ragazzi come Stephen Curry, Kevin Durant, LeBron James: uno spettacolo! Anche l’Eurolega ha momenti molto emozionanti, tipo mi ero divertito vedendo giocare il giovane Luka Doncic con il Real Madrid, e infatti ora sta rendendo ancora meglio in NBA!”

BI: Quali sono le tue squadre e giocatori preferiti sia in Europa che in America?

MC: “I miei giocatori favorito attuali sono Stephen Curry, Kevin Durant, LeBron James e Zion Williamson, anche se il mio idolo di tutti i tempi è Michael Jordan (the GOAT). La mia squadra preferita attualmente sono i Los Angeles Lakers in America, mentre in Europa probabilmente il Real Madrid. Mi piace vedere come un programma come il loro si adatti così bene all’Eurolega. Non sono mai riuscito a giocarci durante la mia carriera, ma era comunque un obiettivo”.

BI: Credi che la nazionale austriaca potrà ottenere risultati interessanti con giocatori come Jakob Poeltl, Thomas Schreiner, Rasid Mahalbasic o Benjamin Ortner e Kestu Kemzura come allenatore?

MC: “Sarebbe davvero interessante e sicuramente positivo dal punto di vista del marketing se qualcuno di questi giocatori giocasse con la nazionale austriaca, soprattutto Jakob Poeltl, ma non sono sicuro che cambierebbero i risultati. Secondo me, l’Austria ha un gruppo di ottimi giovani che in un futuro potranno competere ad alti livelli ovunque. Rasid Mahalbasic sembra un’ottima opzione per il futuro, tenendo in considerazione la sua esperienza e il fatto che gioca un basket davvero intelligente. Lo stesso si può dire per Schreiner, Ortner e coach Kemzura”.

BI: Sei molto attivo con il tuo profilo “Cross Over Nation Hoop Group”, puoi raccontarci qualcosa su quest’iniziativa?

MC: “Cross Over Nation Hoop Group e il mio altro profilo, che si chiama NBA GOATS (che è più attivo) sono miei gruppi che mi permettono di condividere contenuti sul basket ai followers di  Cross Over Nation. I Social Media di Cross Over Nation sono ricchi di contenuti di giocatori, appassionati e tifosi, sia storici che attuali; mentre NBA GOATS è più un gruppo di dibattito sul clamore e le notizie che circondano il mondo del basket. Mi piace utilizzare entrambi i gruppi per promuovere i video del canale YouTube Cross Over Nation e altri contenuti. È un bel modo per far conoscere alla gente i nostri eventi in programma, come campus di pallacanestro professionistici, così come tornei. Il riscontro da parte dei nostri followers mi infonde voglia di continuare ad andare avanti!”

Ecco i link:

BI: Oltre alla pallacanestro, cosa ti piace fare? Abbiamo visto che ti dedichi anche alla musica! 

MC: “La musica è sempre stata parte integrante della mia vita e la mia seconda passione. Ho scritto e prodotto musica per anni migliorando nel tema. Pallacanestro e musica sono due cose che vanno a braccetto e sono orgoglioso di poter dire che sono entrambe parte della mia carriera. Avrei avuto l’occasione di diventare un artista musicale, ma il basket è sempre stato il mio chiodo fisso. Adesso che ho finito con la carriera come giocatore, mi dedico di più alla musica. Non solo come musicista, ma anche come compositore. Mi piace anche raccontare storie. Ho una serie sul canale YouTube di Cross Over Nation chiamata “AV Ballers”, che racconta le vicissitudini di molti grandi atleti che provengono da una determinata piccola zona nei dintorni di Los Angeles in California. Attualmente sto sviluppando altri racconti, e spero di scrivere diverse sceneggiature nel futuro prossimo”.

BI: Come hai trascorso la quarantena e il confinamento dovuti all’emergenza Coronavirus?

MC: “Durante la quarantena causata dal Coronavirus ho approfittato per trascorrere tempo con la mia famiglia, e ho iniziato a lavorare su qualche nuova idea per il futuro di Cross Over Nation. Con così tante incertezze sul futuro, ho deciso di creare e sviluppare lezioni di allenamento di pallacanestro online e un eBook che uscirà prossimamente. Il confinamento ha fatto sì che tutti sentissimo più che mai la mancanza del basket, e spero che le cose miglioreranno e torneranno presto alla normalità”.