Memphis è quasi imbattibile. I Lakers vanno di corsa.

E’ stata senza dubbio la settimana dei Memphis Grizzlies quella appena conclusa. Grandi prestazioni quelle di Marc Gasol e compagni, che si sono arresi solo nell’ultima gara ai Denver Nuggets del nostro Danilo Gallinari, che nell’occasione ha mostrato il vestito più bello segnando ben 26 punti. La squadra del Tennessee ha iniziato la stagione con il piede ben piantato sull’acceleratore, attualmente ha il secondo record di tutta l’NBA (8 vinte e 2 perse) dietro alla sola New York.

La costante crescita di Mike Conley, la conferma ad altissimi livelli di Gasol, la ritrovata gioventù di Big Zack Randolph e non ultimo il grande atletismo di Rudy Gay hanno fatto si di creare un mix molto difficile da affrontare per le varie franchige avversarie. Quest’anno i tifosi dei Grizzlies si divertiranno.

Un altra squadra che sta vivendo un bel momento di forma ha sede a Los Angeles. I Clippers, guidati da Chris Paul e Blake Griffin hanno vinto le ultime 6 gare consecutive che li vedono appaiati a Memphis per numero di gare vinte e perse. La nota negativa, riguardo a Griffin, che dal suo esordio nella lega è notevolmente migliorato affinando alcuni aspetti del suo gioco che definire verticale è davvero riduttivo, presenta ancora lacune evidenti come la precisione dalla linea dei tiri liberi che vede un impietoso 61% nelle prime dieci gare della stagione.

Da segnalare anche un momento importante per uno tra i giocatori più forti della Nba, la prima storica ‘tripla-doppia’ per Kevin Durant. L’ha confezionata nella gara contro i Golden State Warriors segnando 25 punti 13 rimbalzi e 10 assist. Il tutto è avvenuto dopo ben 391 gare disputate nella sua seppur breve carriera, e può rappresentare una ‘pietra miliare’ per questi Thunder che devono metabolizzare la dipartita di Harden. Durant negli ultimi tempi aveva già palesato il proprio miglioramento nel passaggio, e potrebbe divenire un’arma molto importante, visto che fino ad oggi, i difensori tendevano a contrastare più un suo tiro che un assist. I numeri parlano chiaro: ha sacrificato i suoi punti e i suoi tiri per il bene della squadra. In 11 partite ha fatto una media di 16.5 tiri, 0.6 meno rispetto a quando era un rookie 19enne. La sua media punti di 24.5 è la più bassa dal suo primo anno in Nba. Ma gli attuali 4.6 assist a partita sono 1.1 in più rispetto alla miglior prestazione in carriera fatta registrar e lo scorso anno. Questo sforzo ha aiutato i Thunder, all’ultimo posto nella classifica degli assist un anno fa, ad assestarsi a metà classifica con una media di 22.4 a partita.

Sembrano essere usciti dal tunnel anche i Los Angeles Lakers, che hanno visto questa notte l’esordio di Mike D’Antoni in panchina, ma che hanno già palesato le peculiarità delle squadre ‘Dantoniane’ con oltre 100 punti segnati di media nelle gare disputate dopo l’avvento dell’ex Olimpia Milano. Per il momento le basi per una stagione da protagonisti devono essere ancora costruite vista anche l’assenza di Nash, ma vasteranno poche settimane per capire se Kobe Bryant riuscirà ad eguagliare il numero di anelli del mito Michael Jordan.

Brutte notizie invece sul fronte infermeria per un giocatore amato da molti e che proprio quest’anno era tornato in attività dopo il ritiro per i problemi cronici alle ginocchia che aveva avuto. Stiamo parlando di Brandon Roy, che si è dovuto sottoporre ad un intervento in artoscopia al ginocchio destro. Fermo dal 9 novembre, Roy rischia nuovamente di non tornare più. “Anche se la mia stagione finisse oggi non mi importerebbe. Non ho rimpianti, sono soddisfatto di quello che ho fatto. So i sacrifici che ho fatto per tornare, ci è voluta una grande disciplina per farlo. E’ tutto quello di cui mi importa: tutto il duro lavoro che ho fatto”. Roy, che in estate ha firmato un biennale da 10,8 milioni con Minnesota (ma solo il primo anno è garantito), rischia di chiudere il 2012-13 con 5,8 punti e 4,6 assist in 5 partite e di dover chiudere definitivamente col basket con 326 partite in Nba. Solo dopo la riabilitazione la guardia saprà se potrà tornare in campo o dovrà smettere definitivamente.
Ma i Wolves potrebbero consolarsi con due rientri eccellenti: Ricky Rubio e Kevin Love.

Ad oggi, la peggior squadra dell’Nba, gioca nella capitale. I Wizards hanno perso le prime nove gare della loro stagione. Per una franchigia in ricostruzione ci potrebbe anche stare, anche perché si è affidata ad un rookie come Beal che dopo le prime apparizioni è in crescita, ma i giocatori più esperti come Ariza e Okafor stanno facendo davvero pochissimo per guadagnarsi i propri stipendi. Che già si punti forte ad avere più chance possibili alla Lottery del prossimo Giugno? Speriamo di no, altrimenti le gare che li vedranno in campo saranno davvero uno spettacolo indegno per il più bel campionato di basket al mondo.

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