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Matteo Boniciolli - Credit: Apudine.it/Lodolo Apu Udine. Matteo Boniciolli: “Quando le cose si sistemeranno, torneremo a giocare come prima”

Apu Udine. Matteo Boniciolli: “Quando le cose si sistemeranno, torneremo a giocare come prima”

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Matteo Boniciolli, head-coach dell’Apu Old Wild West Udine, è intervenuto a Udinese TV nella trasmissione “Basket a Nord-Est”. Ecco le sue dichiarazioni.

Innanzitutto a coach Boniciolli gli viene chiesto delle dichiarazioni del presidente Alessandro Pedone con cui oggi si è incontrato dopo le sue parole successive alla sconfitta contro Biella.


“Le dichiarazioni del presidente non si commentano. Io e lui abbiamo una comunicazione molto aperta, non sempre siamo d’accordo. Non ho amarezza sulla partita di Biella, ma ho amarezza perchè noi abbiamo preparato questa squadra in maniera quasi maniacale per costruire un’identità di gruppo intorno a delle gerarchie che ci facessero diventare la squadra, fino a tre giorni fa, secondi in campionato con 10 vinte su 12 in stagione comprendendo anche la Supercoppa. Questo è un periodo difficile, io non ho mai voluto annoiare qualcuno con le assenze avute: prima Marco Giuri, poi Michele Antonutti… Però, dopo il match contro l’Urania Milano dove hai portato la tua prima punta a una condizione di forma straordinaria cancellando Nik Raivio dal campo (parlo di Dominique Johnson), nel giro di pochi giorni perdi: Johnson che fa 19 punti di media e costruisce per gli altri; Andrea Amato che è chiamato a integrare la regia di Giuri e i punti di Johnson, e Joseph Mobio. Perdi 30 punti di media, e passi dalla miglior squadra al tiro da tre di tutta la A2 con il 43% al 15%. I padri latini dicevano: ‘natura non facit saltus’, cioè, siamo consapevoli di avere fatto un buon lavoro, però tre giocatori non li puoi sostituire. La società ha fatto un grande sforzo ingaggiando un giocatore che era fermo da un anno e che ci darà una mano enorme, stante e temo che l’assenza di Amato sarà abbastanza lunga. Sono rimasti nel reparto esterni Giuri, Nobile e Deangeli, ma che non hanno le caratteristiche dei giocatori nominati prima. Abbiamo giocato un secondo tempo accettabile contro Torino impiegando un ragazzo di 19 anni che gioca in serie B a Monfalcone. Partita straordinaria contro Orzinuovi perdendola ai supplementari. Infine un ultimo quarto molto negativo a Biella, ma ci tengo a precisare una cosa: potevo tenere i giocatori americani fino alla fine e perdere di 9, ma se uno dei due si fosse fatto male alla caviglia, allora li ho tolti pensando in termini di programma e non al quotidiano. Perso male, siamo dispiaciuti, ma resto convinto che siamo un gruppo che si sta allenando in un periodo molto difficile in termini numerici: siamo passati dall’essere in 14 a essere in 9. Appena le cose si rimetteranno a posto, ricominceremo a giocare come abbiamo giocato.” 

E adesso il campionato va avanti…
“Adesso continuiamo ad allenarci con grande durezza. Già il lunedì pomeriggio cominciamo ad allenarci con chi ha giocato meno di 15′ più con i giovani. Dominique Johnson stamani all’allenamento non riusciva nemmeno a muoversi perchè dopo 14 giorni seduto sul divano e con Biella ha giocato 30′. Ho dato 30′ a Johnson perchè ho utilizzato la partita di Biella come fonte di recupero fisico. Chiaro che contro Biella avrebbe giocato una partita modesta, era inevitabile.” Coach Matteo Boniciolli pone l’esempio di Venezia. “Alla Reyer hanno 15 giocatori dove il rookie dei rookie è Luca Campogrande. Quando i giocatori non c’erano, perdevano. Adesso che cominciano a esserci, vincono. Non servono tre lauree ad Harvard per capirlo.”

Boniciolli pone anche l’esempio di Trieste. “Ricordo che qualche settimana fa i miei concittadini triestini credevano che l’Allianz avrebbe fatto un campionato da retrocessione. Adesso sono rientrati tutti, hanno ricominciato a vincere e sono alle Final Eight di Coppa Italia. Per questo noi dobbiamo continuare a lavorare, rimettere in condizione chi ha perso due settimane di lavoro e sperare di rubare sportivamente una partita contro Bergamo che sarà durissima per cercare di vincerla e ricominciare a giocare come abbiamo fatto prima. Non credo che bisogni avere tre lauree ad Harvard per capirlo…”

Sulla possibilità di vedere in campo assieme Nana Foulland e Francesco Pellegrino assieme.
“Li potremo vedere a due condizioni. La prima è che gli altri esterni in campo siano pericolosi da lontano, se no gli spazi sarebbero troppo intasati. L’abbiamo provato in allenamento, ma non in partita, è che nella consapevolezza che Foulland giochi da 5 in attacco e da 4 in difesa, mentre Pellegrino da 5 in difesa e da 5 in attacco. Alternandosi come ruolo. Pellegrino ha una visione perimetrale superiore a Nana che ha combinazione di piedi più veloce rispetto a Francesco. Combinazione da usare nei playoff quando ci sarà meno contropiede, si camminerà di più e si correrà di meno.”