Home Coppe Europee EuroCup Reyer Venezia. Walter De Raffaele: “Tanta voglia di tornare sul parquet, e andarci è come messaggio di nuova normalità”
Reyer Venezia. Walter De Raffaele: “Tanta voglia di tornare sul parquet, e andarci è come messaggio di nuova normalità”

Reyer Venezia. Walter De Raffaele: “Tanta voglia di tornare sul parquet, e andarci è come messaggio di nuova normalità”

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Conferenza stampa straordinaria di Walter De Raffaele, coach dell’Umana Reyer Venezia, in vista dell’inizio della stagione 2020-2021. Domani inizia il raduno degli orogranata e l’allenatore nativo di Livorno si è concesso alle domande dei giornalisti via web.

“Tutto il gruppo della Reyer ha grande desiderio di tornare ad avere una vita normale dal punto di vista sportivo. Le motivazioni arrivano quasi da sole come dedotto dalle loro interviste. La parte fisica sarà molto importante nonostante hanno lavorato prima di arrivare a casa propria e durante il lockdown sono stati parzialmente fermi. Dovremo stare attenti ai rischi infortuni. Dal punto di vista mentale sono sereno, tanta è la voglia di tornare a giocare e dovremo tornare a giocare il più normale possibile, questa è la spinta in più.”

Solitamente la Reyer partiva con il raduno poco dopo Ferragosto. Insieme a Renzo Colombini, il preparatore atletico della squadra, come sarà programmato il percorso di avvicinamento alla prima partita ufficiale in Supercoppa Italiana (il 29 agosto).
“E’ molto mutato, tutta la squadra fin dal primo giorno di ritiro sarà in mano a Colombini. Tutto il gruppo si è presentato in buone condizioni, è l’inattività agonistica ad essere la cosa da più stare attenti.”

Gli innesti di Isaac Fotu e Lorenzo D’Ercole e la conferma del nucleo storico e vincente.
“Sono molto contento perchè volevamo fare pochi innesti inserendo Davide Casarin in prima squadra e il primo obiettivo era riconfermare il gruppo. Ogni volta che un giocatore descriveva la sua conferma si percepiva un desiderio di riprendere un percorso interrotto a metà. Credo che l’acquisto di D’Ercole è ad hoc, lo conosco da anni, sa stare in un gruppo importante e conosce il ruolo, conosce la competizione e non gli manca da aver molta voglia di competere, e so che mi metterà in difficoltà. Fotu è un giocatore onestamente che inseguivo da 5 anni, è quel tipo di atleta che gioca in doppia dimensione e nelle mie squadre è fondamentale, può giocare con chiunque con la variabile di Austin Daye in ruolo da 3. Quando proponi un gruppo importante insieme agli stessi giocatori c’è il rischio della voglia di seguire lo stesso solco in maniera esatta, dovremo essere bravi quando le cose saranno simili, come staff tecnico dovremo diversificare. Siamo sempre riusciti a trovare le motivazioni ogni anno con ogni gruppo, dovremo essere bravi a proporre e trovare varianti rispetto agli anni passati, la conoscenza di un giocatore singolo quello è, la chimica di squadra sarà importante e ci darà qualche vantaggio.”

La mosca bianca della conferma del gruppo storico può dare un vantaggio?
“Credo alla fine che conterà il campo. Ci basiamo molto sulle persone, non abbiamo mai abbandonato nessuno. La conferma del gruppo vuol dire che abbiamo fatto dei gran passi avanti e aver ottenuto risultati importanti. Non so se sia un vantaggio, la condizione fisica all’inizio la farà da padrona, noi cercheremo di non rischiare niente per avere una stagione più lunga possibile. La lingua comune con grandi stimoli da parte di tutti ci consentirà di inserire meglio i nuovi”.

I giovani Davide Casarin (guardia) e Luca Possamai (pivot) inseriti in pianta stabile in prima squadra.
“Davide sarà il cambio della guardia, gli calzerà bene il ruolo. Avrà sì bisogno del periodo di adattamento e possibilità di sbagliare, si prenderà responsabilità ma non più di quelle che si deve prendere. Luca invece farà parte del gruppo allargato, farà la stagione con noi, sarà un anno di apprendistato per lui. Ha veramente la possibilità di crescere molto in una stagione con noi dato che la competizione sarà altissima con giocatori di alto livello. Sono molto fiducioso, perchè è un ragazzo intelligente e che capisce, ha la possibilià di costruirsi pian piano una carriera importante in un ruolo dove ce ne sono pochi. La strada prende tante direzioni, ma sono fiducioso che con noi si possa levare delle belle soddisfazioni personali. Per me, comunque, alla fine interessa vincere più partite possibili, chi sta in campo conta poco.”

Davide Casarin

L’avversario non sarà solo in campo…
“A distanza di 5 mesi mi mancava tornare sul parquet, il campo è sempre il campo e io sono uomo di campo, mi mancava molto, questo sarà un guaio per i giocatori (ride). Ma ho già detto a staff e collaboratori che è talmente tanto il desiderio e l’entusiasmo di ri-iniziare che dobbiamo fare in modo che sia una nuova normalità, senza avere alibi. Da gestire nel modo più normale possibile per cercare di far rivivere anche ai tifosi, perchè aldilà di quelle che saranno le decisioni, il ritorno in campo è un messaggio di ritorno alla normalità. Ci saranno ritmi diversi, protocolli diversi per gli americani, non ci saranno alibi, è il modo meno intelligente da fare in questo momento.”

Sulla Supercoppa e sulle dichiarazioni in proposito di Vincenzo Esposito, coach di Brescia.
“E’ la parte finale della preparazione. Il ranking lo lasciamo agli altri, noi siamo silenti facendo parlare il campo, non per parlare sottotraccia. L’obiettivo per una società come la nostra sia continuare a essere protagonisti, per status competere e per quello che si è fatto, volendo arrivare il più a lungo possibile. Sulle dichiarazioni di Esposito? Naturale che c’erano due possibilità: o ti riunivi presto per poi subire tutto quello che ne consegue, oppure ti cercavi di adeguare l’inizio rispetto alla preparazione. In vista del 29 agosto ci sono poche settimane di preparazione, così è, dobbiamo adeguarci. Aldilà delle considerazioni fisico-tecniche, è un appuntamento che è stato fissato. Diventava molto difficile riunirsi a metà luglio senza i protocolli…”

Il pubblico nei palasport e le porte chiuse.
“Non so come sarà, non lo decido io. Quando abbiamo giocato a Brescia la scorsa stagione in 7 DAYS EuroCup a porte chiuse, è stato molto strano. Mi piacerebbe, da sportivo, giocare coi palazzetti pieni, ma dall’altra parte ci adatteremo a giocare 3-4 partite senza pubblico. Son decisioni che non spettano a me, spero in una progressione di presenza per poi arrivare il prima possibile alla normalità. Noi facciamo spettacolo per le persone, la copertura televisiva, dobbiamo adeguarci a quelle che sono le decisioni.”

La Reyer Venezia ha già la squadra al completo, un primo grande risultato.
“Da complimentarsi con Federico Casarin e Mauro Sartori in un’estate di riunioni e protocolli vari, a parte Austin Daye che ci raggiungerà in questi giorni. Averli già tutti va al merito dell’organizzazione del club, è uno dei meriti che la società si è guadagnato.”

Livello del campionato che si alzato.
“Milano e Virtus Bologna si sono rafforzate, un gran successo per la Serie A e un gran vantaggio per tutti che arrivino giocatori importanti in Italia, io sono per le squadre forti e competitive. Io metto in prima fascia anche Brescia e Fortitudo Bologna per gli investimenti e acquisti fatti, sono delle contender rinforzate, come Sassari. Queste per me saranno le squadre che si giocheranno lo scudetto fino alla fine in attesa di Brindisi e Trento che devono ancora completare il roster, poi ci sarà la solita sorpresa. In una situazione che dovremo rendere la più normale il più possibile, anche se normale non sarà, sarà un campionato molto difficile.”

Il morale della società Reyer Venezia.
“Se conosco chi la gestisce, è altissimo. È sempre un club molto propositivo, si è sempre compattato dalle difficoltà, che ha guardato il bicchiere mezzo pieno. Si è rimboccata sempre le maniche, c’è sempre una positività di fondo confermando vari compagni di viaggio. Positività allargata anche alla città di Venezia non solo nel Covid, ma anche economica, noi vorremo essere una spinta dal punto di vista sportivo.”

festeggiamenti: Walter De Raffaele e Federico Casarin

L’interruzione della scorsa stagione di EuroCup e quella che arriva.
“Ci è rimasto un grosso amaro in bocca… Il percorso che avevamo fatto è stato splendido, arrivati ai Quarti con grande spinta. Mi sarebbe piaciuto sapere fino a dove potevamo arrivare perchè è un grande desiderio perchè è il mezzo, l’unico, per andare in EuroLeague. Fino all’ultimo ho sperato in una Final8 in sede unica, ma va bene così, non c’erano le condizioni e l’EuroLeague ha deciso sia sull’EuroCup che l’EuroLega. Sono curioso di sapere come sarà gestita la situazione legata agli spostamenti in EuroCup quest’anno, la situazione epidemiologica. Sul girone proveremo a fare il massimo come al solito, sarà un’avventura molto dura.”

Il rapporto con Austin Daye e la sua permanenza in bilico.
“Non ero sicuro che rimanesse, perchè dalle cose che ho letto si avvicinavano al vero. Il fatto che abbia accettato di restare è stato motivo di grande soddisfazione e anche grande orgoglio per noi. Ha accettato con grande trasporto e convinzione, e per me interessava più di ogni altra cosa. Alla fine l’intervento della società, di stare in un gruppo e di lavorare in un certo modo ha pesato molto, così come il fatto di non tornare in NBA.”

austin daye, venezia