Reyer Venezia, la presentazione di Pietro Aradori. “Porto esperienza e voglia di vincere”

pietro aradori, venezia

E’ il giorno della presentazione ufficiale di Pietro Aradori alla Reyer Venezia. Ecco le dichiarazioni rilasciate dal nuovo acquisto oro-granata presso la sala stampa del PalaTaliercio.
 
Ad aprire la conferenza stampa, come di consueto, è il direttore sportivo Federico Casarin: “Ci tenevo a ringraziare Pietro per aver accettato la nostra proposta e voglio fargli un grandissimo in bocca al lupo per la sua nuova avventura qui a Venezia. Quando Carlo Recalcati ha fatto la sua presentazione qui al PalaTaliercio, aveva detto che vogliamo fare i play-off e giocarli da protagonisti: ecco, questa squadra l’ha fin qui dimostrato e va un plauso loro e allo staff per quello che ci auspicavamo di arrivare. L’arrivo di Pietro testimonia la voglia di fare bene e provare a fare di più, è un’aggiunta e un’alternativa in più allo staff e alla squadra.”
 
Poi è la parola di coach Carlo Recalcati: ”Sono contento di dare il benvenuto a Pietro, ne avevamo già parlato a lungo in queste settimane anche quando bisognava negare l’evidenza però i tempi erano quelli necessari per cercare di dare una mano alla sua squadra di salvarsi. E’ stato tempestivo, la nostra speranza era che ci mettesse un giorno in meno però ha dato i tempi giusti alla sua società e poter essere qua. Mi preme dire che siamo molto contenti del roster che avevamo fino ad oggi, sono molto contento e felice della stagione che fin qua stiamo disputando. L’arrivo di Pietro è un’aggiunta, non si pensa di togliere niente e nessuno, soprattutto i meriti a chi ci ha portato fino a qua. La nostra è una squadra matura e intelligente come Pietro che conosco da quando era giovanissimo, quest’anno ha cambiato tre società e quindi sa bene quali sono le logiche delle squadre e di spogliatoio. Verrà accolto e ci darà un aiuto per lottare e diventare protagonisti. Sono contento di averlo, sono sicuro che ci darà qualcosa in più.”
 
La parola ora passa al diretto interessato. “Io volevo precisare di perché ho scelto Venezia: in primis non avevo nessuna voglia di andare in vacanza per 1\2 settimane quando avrei finito il campionato spagnolo, poi ho scelto Venezia per la stima che provo verso Charlie dato che lo conosco da tanti anni, perché conosco Casarin da quando era a Lumezzane e perché la Reyer è una società seria e solida con un presidente come Brugnaro, non lo conosco di persona ma so che tipo di persona sia. Ho fatto questa scelta perché penso di dare un contributo a questa squadra, non voglio togliere niente a nessuno ma cercare di dare qualcosa in più.”
 

pietro aradori, venezia

Poco tempo per conoscere la squadra: “Sono a disposizione completa di Charlie e dei compagni, non c’è nessun problema. Penso di essere una persona abbastanza intelligente con esperienza per capire le situazioni. So che non è la stesso tra l’arrivare a metà Maggio ed essere presente tutto l’anno. Abbiamo 7-8 giorni perché io possa capire meglio i compagni.” 
 
Ai play-off contro la sua ultima squadra italiana, Cantù. “Ne parlavamo anche prima, certe volte la vita è incredibile per poterla affrontare ai Quarti.” 
 
Le esperienze in Turchia e in Spagna. “Ad Istanbul mi sono trovato bene come città e ambiente, non è stato un anno fortunato per il Galatasaray che è in una situazione particolare sia nel calcio che nel basket. Chiusa quell’esperienza ho potuto andare in Spagna, sono convinto di avere fatto un’ottima scelta per la mia carriera. Ora sono qua, si guarda avanti. Tornare poi in Spagna? Sono qui per poter aiutare Venezia a portarla avanti nei play-off, se saranno contenti di me le porte saranno aperte da parte mia e quindi anche da parte loro, quindi non è precluso niente.”
 
Il suo arrivo in una squadra che ha chiuso al secondo posto. “Ho seguito la stagione, Venezia ha fatto finora un grandissimo campionato, mi hanno raccontato Charlie e lo staff che è un grande gruppo. Non riuscivo a seguire le partite però parlando con alcuni amici mi hanno detto che Venezia gioca una bella pallacanestro e lo testimoniano i risultati.”
 
Cosa porta alla Reyer. “Charlie lo può dire meglio di me ma posso dire che porto esperienza e voglia di vincere, voglia di fare gruppo sia in campo che stare bene fuori con i compagni. L’ho sempre fatto negli anni precedenti e voglio continuare a maggior ragione da ultimo arrivato. Ho giocato con Tomas Ress e con Viggiano, conosco molto bene Goss.”
 
Ultima parola a Recalcati nell’inserimento di Aradori. “Cercheremo di utilizzare la pausa play-off, anche se vorrei giocarli subito in questa situazione un po’ anomala perché stare tanto fermi diventa un problema, per aiutare Pietro sulla necessità di inserirsi. Nella prima parte gli faremo un “Bignami” per aiutarlo sulle nostre difese e attacchi, ma anche informazioni fuori campo come le nostre partite precedenti con Cantù. Il problema maggiore non sono le situazioni di gioco, sono sempre le stesse e poi abbiamo già lavorato assieme; la cosa importante è la conoscenza tra lui e i compagni, avere il tempo materiale e la capacità di capire le rispettive caratteristiche: lo stesso gioco fatto da un quintetto, un blocco di un compagno, come ricevere e passare la palla, il giocare 1 vs.1, ecc. Questo sarà il grande impegno, che ci sia una reciproca conoscenza tra lui e i compagni e viceversa. Adesso ci sono 3 giorni per aiutare Pietro nell’inserimento, poi da venerdì in poi prepareremo la partita e contiamo sulla prima parte completata.”
 
Cosa porta Pietro. “Ogni giocatore ha delle capacità individuali diverse una dall’altra, quindi all’interno della nostra distribuzione Pietro dovrà essere se stesso, porta la sua capacità da attaccante che gli piace di più poi nella difesa è applicazione ed organizzazione. La nostra squadra gioca e continuerà a giocare nel passandosi la palla (Venezia è risultata la prima in campionato con la media assist di 18,3 a gara), questo dovrà restare. Quando si gioca ogni 48 ore la pallacanestro cambia e non è più di corsa, si gioca di più a metà-campo, lì la capacità del giocatore è costruirsi il tiro e prendere un fallo, queste sono cose che Pietro sa fare.”
 
Vestirà la maglia n°21.
 
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