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Fortitudo Bologna: la cenerentola delle Final Eight di Coppa Italia

Ci siamo. La settimana di Coppa Italia è finalmente arrivata! Il primo trofeo del 2020 sarà assegnato domenica sera nella mastodontica Vitrifrigo Arena di Pesaro. Pochi avrebbero scommesso quest’estate sulla possibilità di vedere una neo-promossa raggiungere un traguardo che certifica il buon lavoro fatto nella prima metà di campionato. Contro ogni pronostico la Fortitudo Bologna è riuscita nell’impresa. La Pompea è certamente la promessa della kermesse cestistica di metà annata. Grazie a un record casalingo quasi perfetto, i ragazzi allenati da Antimo Martino hanno dato filo da torcere a tutte le squadre giunte al PalaDozza per regalare una serata beffarda alla Fossa dei Leoni (celebre gruppo ultras fortitudino che proprio nella vittoria che ha certificato l’approdo alle Final Eight ha celebrato i suoi 50 anni) e alla metà bianco-blu di Bologna.

Un singolare incrocio del destino attende la Pompea nella giornata di venerdì. Sarà infatti l’unico club capace di espugnare il fortino felsineo l’avversaria ai quarti di finale: la Germani Brescia. Ad aggiungere segnali del fato è la sede della competizione: Pesaro, seconda squadra a vincere a Bologna e compiere un incredibile exploit dopo un girone di andata interamente da dimenticare. Nella pallacanestro è però necessario mettere da parte qualsiasi ragionamento su coincidenze o fato, per lasciare spazio al lavoro costante e all’analisi dei punti forza e debolezza. Un lavoro che coach Martino non ha mai smesso di fare dall’inizio del primo viaggio in serie A dopo quasi 10 anni.

Testa bassa e lavorare!” Questo il mantra mutuabile da una celebre dichiarazione dell’ex Team Principal Ferrari, Fabrizio Arrivabene, per definire la mentalità del tecnico bianco-blu. Ragionare giorno per giorno, partita per partita è stata l’impalcatura portante della Pompea. Un modo di pensare semplice, che si confà perfettamente al ruolo di neo-promossa. Questo pensiero però non ha sempre consentito alla squadra di gareggiare ad armi pari con le avversarie sugli ostici campi della massima serie italiana, dove è necessario mantere alti standard di costanza su entrambi i lati del campo. Non ha mai nascosto coach Martino la più grande lacuna della sua squadra. Scesi talvolta in campo con scarsa energia psichica o incapaci di evitare black out di intensità e concentrazione durante la partita, i bianco-blu stanno continuando a lavorare da inizio stagione su tali problemi, dovendo al contempo far fronte a mancanze di giocatori importanti.

Pur soffrendo di tali lacune, la Pompea ha saputo conquistare punti importanti senza uno dei centri più dominanti della Lega, Henry Sims, facendo affidamento su un DeShawn Stephens aggiunto in corsa con contratto a gettone e adattato a un ruolo costruito per un altro tipo di giocatore. Se l’infortunio di due mesi del centro americano è stato complessivamente tamponato al meglio, ciò che Bologna ha subito sempre maggiormente sono state le scarse serate che a turno hanno colpito singoli elementi. Costruita per affrontare un sereno ritorno nel massimo campionato, ogni giocatore della Pompea ha dimostrato di avere una peculiarità difficilmente sostituibile. Anche questo aspetto ha inciso in maniera consistente sui cali di energia psichica durante i 40 minuti. Con ruoli così marcati e limitate alternative è giusto per Martino sottolineare l’importanza della condotta e dei risultati ottenuti dai suoi uomini fino a qui.

Contro la Germani sarà vitale fare tesoro delle sconfitte più dure da digerire come il derby di Natale o le beffarde serate dove la sfortuna si è accanita su una squadra che prova in ogni modo a mettere assieme le idee per limitare un’avversaria con ottimi tiratori come Varese. Nelle ultime performance la Fortitudo ha mostrato di aver sviluppato una competenza che mette una pezza ai cali di concentrazione. Mostratosi chiaramente nella vittoria contro la Virtus Roma nell’anticipo di sabato, la capacità di cambiare strategia e adattarsi controbattendo con astuzia ai punti forti dell’avversaria, potrà essere fattore grazie al quale compiere l’upset e ottenere contro la Germani soddisfazione dell’unica sconfitta casalinga all’andata. La differenza tra il progetto Pompea e quello di Brescia si è mostrato abbastanza evidente al PalaDozza. Coach Esposito ha a disposizione una panchina più lunga, pensata per viaggiare in EuroCup non solo quale turista della competizione ma quale squadra da temere. Si potrebbe quasi affermare, visto il mix di esperienza, atletismo e fisicità che la Leonessa sia a livello tecnico la sorella maggiore di questa Fortitudo, definita da tutti i coach avversari quale team di grande talento e conoscenza del campionato.

Nel terzo incontro con i tifosi organizzata il mese scorso a Casa Fortitudo per avvicinarsi al derby di ritorno, il Presidente Pavani rivolgendosi ai giornalisti presenti ha espresso la volontà di guardare la classifica alzando la testa. Un modo per proteggere da critiche la Cenerentola che in quel di Pesaro proverà a sorprendere ancora una volta i pronostici con la grinta di sempre, consapevole di poter affrontare senza paura qualsiasi sfida.