EDITORIALE. Reyer Venezia – Marquez Haynes, la fine di un rapporto di successo.

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“… Certi amori regalano un’emozione per sempre. Momenti che restano così impressi nella mente…”
Parole e musica di Eros Ramazzotti che possono sintetizzare tre anni di rapporto tra l’Umana Reyer Venezia e Marquez Haynes. Perchè quando si arriva alla fine di una simbiosi durata tre stagioni e interrotta bruscamente con il comunicato apparso stamani sulle pagine social della società veneziana della rescissione consensuale sul contratto che la legava al play texano, tanto vale fare un passo indietro e descrivere come è nata tre le due parti questa relazione di successo.

Haynes viene ufficializzato dalla Reyer il 5 luglio 2016, reduce da una stagione non proprio esaltante iniziata alla Dinamo Sassari e conclusa non proprio da prima stella al Panathinaikos vincendo però la Coppa di Grecia. Tante, troppe perplessità da parte dei tifosi e della stampa sul suo ingaggio, sui suoi sei anni precedenti giocati con sei squadre diverse; soprattutto si storce il naso che sia lui il playmaker titolare dopo la partenza di Mike Green e in quanto Haynes a Sassari e in Grecia non si faceva notare per numero di assist e regie illuminanti.

Nell’inizio di stagione 2016-17 e dopo la partita persa a Pesaro alla 6a di campionato viene bacchettato da stampa e tifosi, non convince il suo modo di giocare troppo individualista, sprecone e poco costruttivo per i compagni. Viene etichettato come “deleterio” e “inadeguato” per le esigenze tecnico-tattiche del gruppo oro-granata. Si chiede anche il suo taglio come quello del pivot Jamelle Hagins per cambiare in meglio la squadra. Ma il DS Federico Casarin non ascolta le critiche, il gruppo fa quadra e Venezia si scuote con il play di passaporto georgiano che diventa imprescindibile nello scacchiere di coach Walter De Raffaele non saltando nemmeno una partita stagionale per infortunio o scelta tecnica. Diventa uno dei protagonisti della solida stagione veneziana, uno dei pilastri oro-granata che portano l’Umana Reyer a raggiungere la Final Four di FIBA Champions League e vincere il terzo scudetto della sua storia dopo 74 anni di digiuno, con Quez che certifica la vittoria con quei due tiri finali dalla linea della carità nella bolgia del PalaTrento in gara-6, 12.3 punti di media nelle Finali Scudetto.

Haynes ovviamente rimane per la stagione successiva firmando un annuale. Nel 2017-18 salta una sola partita durante la stagione, la trasferta in Ungheria contro il Kormend per motivi familiari. In campionato la Reyer vince per la prima volta nella sua storia la regular season (ai playoff viene eliminata da Trento) e conquista il suo primo trofeo europeo di sempre, la FIBA Europe Cup, battendo nelle due finali la Scandone Avellino con Haynes a segnare in gara2 al PalaTaliercio 16 punti.

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Stagione 2018-19 e Haynes viene rinnovato da Venezia con un biennale.

Dopo l’addio con ritiro dalla pallacanestro giocata di Tomas Ress, il texano diventa il nuovo capitano della squadra, un motivo di grande orgoglio per un giocatore che pochi mesi dopo l’inizio della sua esperienza reyerina nel 2016 doveva essere addirittura tagliato secondo la stampa e qualche tifoso.

Durante il campionato in regular season trova alterne prove individuali e non sempre i tifosi oro-granata sono contenti delle sue prestazioni. Alla fine del quarto di finale di gara5 contro Trento, con Haynes a segnare 23 punti con 6/8 dall’arco, coach De Raffaele lo abbraccia e silenzia il pubblico del PalaTaliercio, difendendo il suo giocatore accusato durante la stagione di brutte prestazioni, dimostrazione di quanto l’allenatore livornese ci tenga e ci abbia tenuto a lui.
E’ poi storia recente di quasi un mese fa della vittoria del suo secondo scudetto in maglia Reyer con Haynes a dichiarare ai microfoni di Eurosport: “E’ stata una stagione difficile, tanti non pensavano potessimo arrivare qui… Sono orgoglioso”. Orgoglio di un giocatore che concretizza la vittoria dello scudetto oro-granata, il suo secondo in tre anni, con 21 punti in gara7 contro il Banco di Sardegna Dinamo Sassari.

https://twitter.com/Eurosport_IT/status/1142552667744604163

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Haynes alla Reyer Venezia è diventato:
– il miglior assistman della storia della società con 413, lui che play non doveva nemmeno essere;
194 presenze in tre stagioni, ha saltato una sola partita per problemi familiari e non per infortunio;
– il giocatore con più punti nei playoff della Legabasket della società, 480;
terzo di sempre nelle triple segnate;
ha vinto due scudetti;
ha vinto la Fiba Europe Cup.

Sostituire il capitano dei Campioni d’Italia in carica non è e non sarà semplice per molti, troppi motivi. Per quello che dava con la sua leadership, la sua abnegazione in allenamento e in partita, il suo talento e la forza di andare in campo con voglia, come la schiacciata finale in gara5 contro Sassari. Era la mente in campo di coach De Raffaele, l’uomo di fiducia. Perchè Walter l’ha difeso a spada tratta in più di un’occasione (abbiamo citato l’episodio di fine gara5 con Trento quest’anno, ma non è l’unico).
Tre stagioni finite da vincente, tre stagioni da leader.