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Il power ranking della Eastern Conference di NBA

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Con l’inizio della lega più spettacolare del mondo di pallacanestro ormai alle porte, con data fissata per il prossimo 29 Ottobre, è giunto il momento di fare una prima panoramica sulle potenzialità e le ambizioni dei roster modellati e in qualche caso rivoluzionati nell’ultimo mercato estivo. In prima analisi ci soffermiamo sui team appartenenti alla Eastern Conference, in cui sono presenti i campioni uscenti nonchè favoriti anche per questa stagione alla vittoria finale, ovvero i Miami Heat.

 

1. MIAMI  Pole position d’obbligo dunque per LeBron e compagni, che partiranno ai nastri di partenza in prima fila come da 3 anni a questa parte, desiderosi di firmare il tris per chiudere un ciclo incredibile, prima di vivere nella prossima estate una sorta di anno zero. Proprio l’MVP delle ultime finali infatti è all’ultimo anno di contratto e al termine della stagione sarà free agent, ma siamo pronti a scommettere che vorrà chiudere con i fuochi d’artificio, così come aveva cominciato la propria avventura in Florida. La struttura di squadra è pressocchè la stessa dell’ultimo trionfo, con la grande scommessa Greg Oden, che se riuscirà a superare gli infiniti problemi fisici che hanno segnato la sua carriera potrà dare quel quid in più ad un team già sul tetto d’America. I conti alla fine si fanno sempre con loro!

2. NEW YORK I Knicks dopo la grande delusione dello scorso anno, in seguito all’eliminazione ai playoff subita dai Pacers, ripartono con grande entusiasmo. Attorno alla stella Carmelo Anthony, il mercato ha portato nomi eccellenti come Metta World Peace e il “nostro” Andrea Bargnani che assieme a J.R.Smith e Felton formano un quintetto di primissima fascia. Importante sarà il contributo di Chandler e Stoudemire (se in buone condizioni fisiche) sotto le plance e l’atletismo di Shumpert, vero ago della bilancia assieme a Melo di una squadra che in passato ha dimostrato una preoccupante fragilità mentale. Il mix esperienza-giovinezza sembra poter essere vincente, la domanda è: sarà l’anno giusto?

3. BROOKLYN La regina del mercato estivo si prospetta ad irrompere nelle gerarchie della Eastern Conference e non solo, pronta a calare i suoi assi sul parquet per cercare di vincere tutto e subito. L’obiettivo è chiaro e d’altronde non può essere diversamente, visto il faraonico roster allestito dal magnate Prokhorov che ha portato nell’altra metà di New York gente come Kevin Garnett, Paul Pierce, Jason Terry e Andrei Kirilenko. La squadra è stata affidata al debuttante Jason Kidd, a cui di certo non manca però l’esperienza per poter gestire un gruppo costruito per puntare all’anello. Determinante sarà la regia di Deron Williams che dovrà sapientemente orchestrare la batteria di campioni al suo fianco in modo tale da non creare mugugni e insofferenze. Outsider!

4. INDIANA Oramai non sono più una sorpresa, e definirli tali sarebbe solo una mancanza di rispetto per il grande lavoro svolto da coach Vogel, capace di trasformare gruppo di buoni giocatori in una squadra con la S maiuscola in grado di sfiorare la conquista dell’ultima Eastern Conference e l’accesso alla finalissima, negata solo dagli Heat che, al termine di una sfida intensa e combattuta come poche, hanno avuto la meglio a gara 7. Il quintetto titolare composto da Hill-Stephenson-George-West-Hibbert è rimasto intatto, completato dall’arrivo dell’esperto Luis Scola e dal lunatico Kris Copeland sperando nel completo recupero di Danny Granger. Osso duro!

5. CHICAGO Non è azzardato dichiarare che il futuro imminente e prossimo dei Bulls è legato quasi esclusivamente alla stella Derrick Rose, fermo più di un anno per l’infortunio rimediato al legamento del crociato anteriore sinistro nella gara playoff della stagione 2011-2012. Molto si è scritto e discusso del mancato recupero e apparente voglia di tornare in campo per aiutare i propri compagni da parte del più giovane MVP della storia ad essere insignito di questo premio nella regular season 2010-2011. Ma nella preseason finalmente Rose si è allacciato le scarpe ed ha calcato nuovamente il parquet desideroso di zittire tutte le critiche e dimostrare di poter tornare ad essere il n.1. A Chicago lo attendono come una divinità. Derrick ci sei?

6. CLEVELAND La sorpresa di questa stagione potrebbero essere proprio loro, i bistrattati Cavaliers. Dopo l’addio burrascoso di LeBron, la franchigia e i suoi supporters non si sono mai ripresi del tutto alternando stagioni anonime a propositi non mantenuti di effettivo rilancio. Ma questa potrebbe essere la stagione giusta, per ricominciare una nuova vita allontanando definitivamente la sindrome da abbandono per proiettarsi nel futuro grazie ad un roster giovane e di grandi prospettive. Al fianco di un sempre più irresistibile Kyle Irving, è stata piazzata la prima scelta all’ultimo draft Anthony Bennett più i promettenti Zeller, Karasev e Waiters completando le rotazioni con l’esperienza di Jarret Jack. La vera scommessa è il centro Andrew Bynum, troppo fragile fisicamente ma se in buone condizioni dominante sotto i tabelloni. Sorpresa!

7. DETROIT Nuovo ciclo anche per i Pistons, rivoluzionati nel mercato estivo e improntati per una stagione da vivere sul filo del rasoio per raggiungere il vero obiettivo di entrare nel lotto dei playoff. Volti nuovi e amalgama da ricercare per coach Cheeks, cha ha in mano un’ottima macchina da assemblare e innescare per regalare una gioia ai tifosi del Michigan a bocca asciutta dal biennio 2004/05. Il GM Dumars ha svolto un grande lavoro per rinnovare il roster, accaparrandosi i free agent Smith e Jennings, riportando a casa Billups e pescando in Italia il nostro Gigi Datome. La città è stata dichiarata fallita, ma la franchigia è più viva che mai! Fate largo, ci siamo anche noi!

8. BOSTON E’ stato davvero un arduo compito quello di scegliere il team che nelle previsioni potrà agguantare l’ultima piazza utile per centrare l’accesso ai prossimi playoff NBA. La disparità rispetto alle contendenti della Western Conference è chiara e lampante, ma ciò non toglie che presumibilmente fino alla 82° partita di regular season, questa posizione sarà oggetto di bagarre. Seppur falcidiati e stravolti dall’ultimo mercato, ci sentiamo di affidare una prematura prelazione ai Boston Celtics che partiranno letteralmente da 0. Via le leggende Pierce e Garnett, l’unica star rimasta è Rajon Rondo a cui saranno affidare le chiavi di rinascita del proprio team. Il blasone della franchigia e la responsabilità di indossare quella casacca in quel palazzo potrebbero affossare i progetti del neo coach Stevens, così come potrebbero esaltare i giovani (Sullinger, Bradley,Olynik), i nuovi arrivati (Wallace, Humphries)  e responsabilizzare i “reduci” del vecchio ciclo (Rondo, Bass, Green). Ci fidiamo in prima istanza del lavoro di Danny Ainge. Guardatevi attorno..si molla o si reagisce?

Per onor di cronaca, gli ultimi piazzamenti utili per accedere ai playoff saranno presumibilmente ,come sopra descritto, oggetto di bagarre fino alle ultimissime partite, e numerosi potrebbero essere i colpi di scena. Perciò anche Philadelphia ed Atlanta sono da nominare come possibili contendenti in lizza per agguantare il fantastico mondo del Playoff NBA.