Datome: “Avevo ricevuto due offerte dalla NBA, ma per l’Eurolega ho deciso di restare un altro anno”

Gigi Datome 11-10-2016

Lunga intervista di Tuttosport al capitano della nazionale Gigi Datome, soprattutto in vista dell’imminente inizio della nuova Eurolega

Datome, l’Eurolega riparte, ma è tutta nuova La sua impressione?
«E’ un campionato vero, tostissimo. D vantaggio per i tifosi è vedere tutte le migliori squadre contro la propria. Sarà molto dispendioso, ma i club si sono attrezzati, con rose ampie per sopperire alla stanchezza. E con questa formula vincerà davvero la più forte, mentre in passato potevano prevalere le situazioni. Il numero di partite non è aumentato molto, 6 partite per noi. Il segreto è come sempre pensare a un incontro alla volta. Di sicuro i giocatori possono migliorare. E s’è visto in passato».
Cambia qualcosa per lei alla seconda stagione a Istanbul?
«Cambia che nel 2015 ero un po’ un oggetto misterioso dopo un paio d’anni in cui avevo giocato poco in Nba. M sono fatto conoscere, mi sento a casa e ne ho una mia, ho punti di riferimento. Sul piano tecnico la squadra è più o meno la stessa».
Come si vive a Istanbul dopo quanto successo, il tentato golpe e la “normalizzazione”?
«E’ stata la cosa di una notte, quasi non ci si accorge, in atta Anche l’atmosfera è rimasta la stessa. O almeno mi sembra Io poi abito in un quartiere tutto nuovo nella zona asiatica. Sembra più europea della Istanbul europea». L’Italia vista da lontano?
«La vedo da italiano comunque. Mi sembra che il Paese dipenda dal prossimo referendum costituzionale. Ma visto da lontano rimane un posto dov’è bello vivere, forse di più di quanto sembri stando qui».
E il nostro basket?
«Milano è più forte, ha 15 giocatori veri per l’Eurolega dove farà strada. è da playoff. Il divario si è ampliato. Ma resta competitivo, non come altrove. In Germania il Bamberg vince di 40, 48, al limite 26 punti le partite. Io spero che si crei l’occasione per impiegare di più italiani, far crescere i giovani in un livello competitivo alto. Credo che per i club sia ora di azzardare piuttosto che puntare su americani di passaggio, che vengono per mettersi in mostra»
Si finisce a parlare di Nazionale e Preolimpico, lo sa…
«Brucia moltissimo. Una botta bella tosta Se ripenso a quel pubblico, all’occasione. Ma lo sport è bello perché conta quello che farai. C’è un Europeo, cercheremo di arrivare preparati al meglio, ancora più esperti, rafforzati dalla partecipazione alle coppe. Non so se ci manchi cinismo, ripensando alle occasioni sfumate in volata, ai supplementari con Lituania, Croazia. Serve anche un po’ di fortuna come ha mostrato la Spagna che nel 2015 rischiava di uscire subito e ha vinto».
Per migliorare la finale 2015 il Fenerbahce ha un solo risultato possibile. Con la finale a Istanbul, dove avete perso una volta in due anni.
«Sarebbe meraviglioso, ma sarà difficile. Il Cska è una potenza, poi l’Olympiacos, il Real, altre 5 da titolo. Per questo obiettivo alcuni di noi hanno rinunciato alla Nba Vesely, Bogdanovic. Anche io avevo ricevuto due offerte molto interessanti, ma per un anno ancora ho deciso di restare. E il basket più interessante. Poi vedremo. Il Fenerbahce qui si porta dietro i tifosi del calcio, ha un seguito pazzesco. In Supercoppa 4/5 del palasport di Ankara erano nostri, pochi venuti da Istanbul».
Da un punto di vista privilegiato, che ne pensa del caos coppe?
«Per questioni politiche ci rimettono i protagonisti che trascinano lo sport: giocatori, allenatori, tifosi. Sono felice di far parte dell’Eurolega. Pensate a Reggio Emilia e ai miei compagni azzurri che non hanno un confronto internazionale».
Il suo libro per la stagione?
«Giorni selvaggi, rautobiografia di William Finnegan, giornalista e surfista Che continua a surfare».

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