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Photo Esposito - Uff. Stampa Napoli Basket #napolibasketisbA1ck: la vittoria della programmazione

#napolibasketisbA1ck: la vittoria della programmazione

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Missione compiuta: sin dalla presentazione del nuovo logo, avvenuta a fine Agosto al Museo Archeologico Nazionale, il Napoli Basket targato GeVi non aveva fatto mistero delle proprie ambizioni, ovvero riportare la città partenopea in Serie A a 13 anni di distanza dal fallimento della Eldo del patròn Maione.

Il Presidente Federico Grassi, già in quella occasione, aveva sottolineato che Napoli aveva rifiutato il ripescaggio nel massimo campionato, preferendo puntellare le fondamenta del progetto ed arrivare all’obiettivo attraverso una stagione da protagonisti.

Il primo tassello era stato posto già nella stagione precedente, quando sulla panchina azzurra era stato chiamato un coach di altissimo profilo come Pino Sacripanti al posto di Gianluca Lulli: anche l’ex tecnico di Cantù, pur mantenendo opportunamente un basso profilo, non si è mai nascosto, consapevole della voglia della società di lottare per il vertice.

Al GM napoletano Antonio Mirenghi è stato affidato il non facile compito di allestire un roster di altissimo livello, senza però sforare il budget pianificato dal sodalizio azzurro: operazione perfettamente riuscita, sia sotto il profilo economico (come sottolineato da Grassi nel “Media Day” di presentazione della squadra al Palabarbuto), sia soprattutto dal punto di vista tecnico.

Sacripanti ha avuto a disposizione un’autentica corazzata, indicata da tutti come la favorita del torneo: confermati capitan Monaldi e l’ex Roma Sandri, la squadra è stata puntellata sia sugli esterni, con l’arrivo di Pierpaolo Marini e Lorenzo Uglietti, sia sotto le plance, con gli acquisti di Eric Lombardi nel reparto ali e delle “torri gemelle” Iannuzzi e Zerini, tanto simili dal punto di vista fisico quanto efficaci sui due lati del campo.

Le ciliegine sulla torta azzurra sono stati i due USA, Josh Mayo in cabina di regia e Jordan Parks a migliorare ulteriormente la squadra in termini di punti, energia e verticalità; Sacripanti ha quindi ottenuto la squadra che voleva, capace di poter cambiare volto più volte durante la partita e di reggere l’urto dei lunghi avversari.

Nonostante i favori del pronostico, l’inizio di stagione per la GeVi non è stato però semplice: tra le difficoltà legate al covid e il fastidioso infortunio che ha tenuto a lungo Mayo ai box, i partenopei hanno accusato qualche battuta a vuoto, come la scoppola nel derby di Supercoppa a Scafati e l’incredibile rimonta subita a Ferrara dalla Top Secret, capace di rimontare 13 punti di svantaggio negli ultimi 3 minuti.

Il merito della società napoletana e di coach Sacripanti è stato quello di continuare a credere nella bontà del progetto, anche quando, dopo lo stop interno contro Rieti ad inizio 2021, erano in molti a chiedere il taglio di Mayo, ancora non al top.

Il play ex Varese avrebbe ripagato la fiducia dello staff ad inizio Aprile, trascinando i compagni alla splendida vittoria in Coppa Italia, suggellata dalla rimonta in finale contro L’APU Udine di coach Boniciolli.

Il successo nelle Final Eight di Cervia è stato l’autentico momento di svolta per la GeVi, che ha acquisito la consapevolezza di avere le carte in regola per centrare la promozione: concluso il Girone Rosso alle spalle di Forlì, Parks e compagni hanno accelerato nella Fase ad Orologio, vincendo 4 partite su 6 nel Girone Bianco e concludendo la stagione regolare in testa, con relativo vantaggio del fattore campo acquisito nel Tabellone Oro dei Playoff.

E’ a questo punto che arriva l’ultimo capolavoro di Mirenghi e della società: da Cremona arriva Christian Burns, l’uomo giusto per far crescere ancora il peso specifico di Napoli in termini di chili, centimetri, pericolosità offensiva e carisma.

Il resto è cronaca di questi giorni, con una post-season da incorniciare: spazzate via Pistoia e Ferrara (pur con qualche sofferenza di troppo in Gara 2) in 3 incontri, in Finale la GeVi ritrova Udine, già battuta nell’ultimo atto in Coppa.Dominique Johnson e soci, autori di una splendida stagione, vendono cara la pelle in almeno 3 partite, ma sono costretti ad arrendersi al termine di Gara 4 al PalaCarnera.

Difficile trovare l’MVP stagionale in una squadra splendidamente allenata, che ha avuto nella forza del gruppo e nell’intensità difensiva le armi migliori: troppo facile fare i nomi dei 3 americani, un autentico lusso per la categoria, mentre una menzione spetta di diritto a Lorenzo Uglietti, specialista difensivo capace di incidere in attacco nei momenti topici, e non a caso sempre sul parquet nei finali di partita, sia in Coppa che nei Playoff.

Il saluto ai tifosi regalato ieri al Palabarbuto ha chiuso nel modo migliore una stagione esaltante per i partenopei, ma la sensazione è che il meglio debba ancora venire: la società del terzetto Grassi-Tavassi-Amoroso ha dimostrato di poter dare continuità al progetto intrapreso 3 anni fa, e di poter finalmente garantire alla Napoli dei canestri un futuro a tinte…azzurre.