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Spettacolo in campo e non solo: il primo derby di Coppa va alla Sigma

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La tribuna lato monte del PalaFantozzi

Pronostici ampiamente rispettati al PalaFantozzi di Capo d’Orlando: presente il pubblico delle grandi occasioni, circa 2500 spettatori per un match di Coppa (un migliaio dalla città del Longano) che poco vorrà dire in termini di risultati ma che invece conta molto in termini di entusiasmo e spettacolo. (foto orlandinabasket.it)

Se quella di ieri è stato soltanto un antipasto del campionato che verrà, allora ci sono tutti i presupposti per aspettarci un campionato di alto livello e, soprattutto, dei derby molto infuocati.

 

 

Nel segno del rispetto dei valori sportivi e non solo, ad inizio gara è stata consegnata una targa all’ex allenatore dell’Orlandina Basket, Giovanni Perdichizzi, adesso in sella alla Sigma Barcellona. Il match, poi, ha preso il via con in campo lo starting five già ampiamente previsto nel pre-gara: per i biancoazzurri Passera in regia, poi il duo americano Battle e Young e sotto le plance capitan Benevelli e George; Barcellona risponde con l’ultimo arrivato Green, Bell, Sanders, Callahan e Cittadini.

Sin dalla prima azione, nella quale Sanders ha subito messo a segno una tripla, si è capito che tipo di partita sarebbe stata: ritmi altissimi, azioni veloci e tiri in transizione.  Prima Bell da una parte, poi Young e Battle dall’altra. Segnano un pò tutti, soprattutto da fuori, con percentuali altissime (Barcellona addirittura chiuderà con un incredibile 15/26 da tre punti), Capo d’Orlando regala momenti di spettacolo puro con le schiacciate di Young

La schiacciata di Alex Young(nella foto a destra, orlandinabasket.it) e Benevelli, infatti il primo quarto si chiude sul 34-22 per l’Upea.

L’Orlandina prova il primo allungo, prova a scappare e raggiunge un massimo vantaggio di 15 lunghezze. A metà secondo quarto esce Marco Passera, il quale ha avuto un impatto importante sul match, ed entra al suo posto il giovane Matteo Palermo: coach Bernardi decide così di sfruttare Battle da playmaker, ma qualche possesso sbagliato costringe l’allenatore romagnolo a rimettere in campo il play ex Piacenza e Cremona.

La partita procede a ritmi elevatissimi, Perdichizzi becca il primo tecnico per proteste e dopo solo qualche minuto è costretto ad abbandonare il campo venendo espulso a causa del doppio tecnico fischiato alla panchina (per regolamento, dopo un doppio tecnico alla panchina, l’allenatore deve tornare negli spogliatoi). L’Orlandina può quindi allungare nuovamente e chiudere il secondo quarto con 10 lunghezze di vantaggio, grazie anche al buon impatto del giovane Pellegrino, subentrato al posto di George gravato di 3 falli. Dieci lunghezze che non sono tantissime, ma è già un buon bottino da poter sfruttare nei successivi due quarti per restare sempre col naso avanti.

Con la squadra giallorossa affidata, quindi, all’assistente Coppolino, Barcellona paradossalmente fa un gioco meno ragionato e più istintivo, ideale per le guardie americane che si ritrova: Taurean Green entra finalmente in partita, Bell mette a segno 3 bombe consecutive e Barcellona riesce ad impattare e nel finale di terzo quarto rischia pure di passare in vantaggio, anche se poi dopo 30’ il punteggio dice 74-72 a favore dei padroni di casa.

Bernardi riesce a proporre delle difese interessanti ben preparate in allenamento, alterna la 3-2 alla difesa a uomo e in alcuni possessi impone un pressing che mette in seria difficoltà la squadra ospite. Queste azioni difensive risultano molto efficaci nelle prime due frazioni di gioco ma successivamente, con la squadra un po’ sulle gambe, possono presentare delle defezioni che obbligano il coach a tornare a uomo.

Ancora Young e Battle, al centro degli attacchi paladini, riescono a tenere in equilibrio il punteggio, anche Rullo(l’ultimo arrivato per sostituire l’infortunato Portannese) risponde bene quando viene chiamato in causa, ma è proprio quando segna anche capitan Bucci, tiratore formidabile ma fino a quel momento fuori dalla partita (per lui, infatti, soltanto 9 minuti totali), che si capisce che Barcellona è col tiro da fuori che potrà portare a casa la partita. L’Orlandina non ci sta e cerca di rimanere aggrappata e riesce a non far scappar via i giallorossi di più di 6 lunghezze. Nel finale però, dopo una palla quasi recuperata da Passera che avrebbe consentito di riportare in parità in punteggio, Barcellona riesce a concretizzare la vittoria con dei canestri molto importanti da parte dei lunghi Callahan e Cittadini, risultati decisivi nel momento clou della gara con dei punti da sotto canestro di pregevole fattura.

La Sigma espugna il PalaFantozzi di Capo d’Orlando con il punteggio di 92-96, mette una seria ipoteca sul passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia e conferma, se ce ne fosse bisogno, di essere una delle candidate al salto di categoria nella massima serie, nonostante abbia ancora qualche problema di gioco specialmente negli schemi d’attacco (ma il 15/26 da tre, ovviamente, è “bastato” per sopperire questo handicap).

Per quanto riguarda l’Orlandina, invece, l’ottima prestazione offensiva lascia intendere che quest’anno il pubblico di casa si divertirà molto con canestri e schiacciate spettacolari; da migliorare, però, la fase difensiva in cui qualche distrazione di troppo sotto le plance, oggi dettata probabilmente dal problema con i falli per George (3 nei primi due quarti), ha permesso dei canestri troppo comodi agli attacchi barcellonesi.

Lo spettacolo offerto in campo dalle due squadre è stato pazzesco, quello sugli spalti altrettanto, con tifoserie assolutamente da applaudire per la sportività dimostrata prima, durante e dopo la partita. La gara di ritorno tra Sigma e Upea si giocherà domenica sera al PalAlberti, con Barcellona chiaramente favorita sul passaggio del turno, ma in questo precampionato, al di là del risultato, deve servire soprattutto a testare la forza della propria squadra per capire fino a dove può realmente arrivare al termine di questa stagione.