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A2 Gold – Williams e difesa, Agrigento si conferma bestia nera di Casale

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Fortitudo Agrigento, Alessandro Piazza Quando si arriva da un periodo nero, non c’è nulla di meglio che affrontare la Junior Casale: era successo a Trapani nel girone d’andata, poi a Jesi solo quattro giorni fa, ora è la volta di Agrigento uscire dal tunnel (1-5 il bilancio delle ultime sei giornate).

Tre squadre, quelle appena nominate, rilanciate tra le mura amiche dal confronto con i monferrini, irriconoscibili in una settimana che doveva proiettarli verso le vette della classifica, e rischia invece di trascinarli verso il basso. Al Palamoncada finisce 64-57, con Agrigento saldamente al timone del match a partire dal terzo quarto, dopo un primo tempo abbastanza sonnolento, in cui le difese avevano avuto la meglio su attacchi molto approssimativi, con la conseguenza di andare a riposo sul 31-29 interno. Ritmi bassi, attenzione massima in marcatura, poche giocate in grado di aprire il campo e creare tiri ad alta percentuale: mettete assieme questi tre elementi, e avrete il quadro di 20’ con pochi momenti degni di nota.

A dispetto dei soli 2 punti di margine, Agrigento dà un’impressione nettamente migliore, sia per la fluidità del gioco offensivo, orchestrato con freddezza da Piazza e incendiato dal trottolino Williams, che per l’energia messa in campo dall’intero roster. Nel terzo quarto gli indizi diventano prove, i piccoli casalesi non sanno che pesci pigliare con Williams e il folletto agrigentino se ne inventa di tutti i tipi, con successo, per scardinare l’arcigna difesa avversaria. Il partner in crime Dudzinski, indecifrabile per la varietà di movimenti in repertorio e la mano morbida da distanza ravvicinata, spacca la gara con la tripla del 43-35, in un momento in cui la Moncada può correre grazie agli errori offensivi di Casale. Il periodo è un’agonia per gli ospiti, traditi in regia da un Tomassini incapace di mettere in ritmo la squadra e rimasti senza soluzioni offensive quando pure Marshall si mette a sparare a salve. Non arrivano palloni sotto, non si va in penetrazione, il tiro da fuori è una chimera (5/26 alla fine, con Marshall a 2/9): il 22-14 di parziale è presto spiegato.

Sprofondata a -10 (53-43 al termine del terzo spicchio di gara), la NoviPiù trae finalmente un po’ di linfa vitale dalle incursioni di Amato che, praticamente per primo tra i compagni, si avventura nell’area rivale con regolarità, provocando qualche crepa nel sistema difensivo, fin lì pressoché perfetto, di coach Ciani. Una sua tripla, seguita poco dopo dall’unico sussulto di Tomassini, dà il là alla rimonta: la Moncada si blocca completamente, ma la Junior sfrutta solo in parte le ambasce dei dirimpettai, fermandosi sul 57-55 a 3’31” dalla sirena, dopo aver sprecato molte occasioni per far svoltare la partita a proprio vantaggio. Il tiro da 6.75 di Evangelisti per il 62-55 a 2’26” mette in ghiaccio il risultato.

La Moncada ha messo in campo maggiore intelligenza cestistica, facendo la differenza non soltanto con l’unica variabile impazzita dell’incontro, Williams, ma soprattutto con l’apporto determinante di ogni singolo uomo sceso sul parquet. Scorrendo le statistiche, vediamo allora gli 8 assist di Piazza, mai in tilt nonostante gli oltre 35’ di sgasate da una linea di fondo all’altra, il 5/5 di capitan Chiarastella ai liberi (100% di squadra con un lussuoso 19/19), il 6/9 da 2 di Dudzinski. Quello che i numeri non possono comunicare, è la straordinaria pressione messa in atto per tutto l’incontro: non ricordiamo passaggi a vuoto di Agrigento nella propria metà campo, Ciani neanche nelle migliori fasi REM avrebbe potuto immaginare un’esecuzione così perfetta dei suoi dettami. Sulla sponda piemontese, c’è poco da salvare: i sei minuti e mezzo di furore che stavano rimettendo in bolla la gara non possono nascondere le grosse mancanze odierne. In troppi sono stati dei fantasmi in Sicilia: Samuels, sufficiente solo a rimbalzo (6 palloni catturati), è arrivato presto a 4 falli senza incidere; Blizzard, tolta una tripla in avvio di secondo parziale, è entrato e uscito dal campo alla chetichella (3 punti, 1/5 dal campo, 1 assist, 2 perse) ; Fall, privo di un’opposizione di alto profilo, avrebbe dovuto dominare, e non si è visto (2 punti, passabile a rimbalzo con 6 palloni presi). Ancora negativa la regia di Tomassini, nullo anche nelle conclusioni (5 punti, 3 assist, 4 perse).
Si salvano Martinoni, spentosi però con l’andare dei minuti, Marshall, pur con un’imprecisione eccessiva (3/15, mitigata dall’8/9 ai liberi), frutto anche dell’assenza di opzioni offensive valide, e Amato per la fiammata della speranza. Troppo poco. E ora la classifica, ottima fino ad oggi, si complica.

BasketItaly.it MVP: Pendarvis Williams. L’ago della bilancia, in una partita povera di contenuti tecnici di rilievo, è il moto instancabile della guardia statunitense e la sua agilità di pensiero. Il ragazzo distribuisce i suoi 19 punti con regolarità, non uscendo mai dal campo non solo fisicamente (riposa 2’ in tutto l’incontro) ma proprio come atteggiamento, perché entra da protagonista in tutte le azioni dei suoi. Rapace in difesa (4 recuperi, che mandano su tutte le furie Ramondino), oltre a quanto già elencato mette in fila questi numeri: 7/14 dal campo, 4/4 ai liberi, 3 rimbalzi difensivi, 1 assist, 2 stoppate.

Moncada Agrigento – NoviPiù Casale M.to 64-57 (16-14, 31-29, 53-43)

Moncada Agrigento: Vai ne, Evangelisti 10, Williams 19, Chiarastella 9, De Laurentiis 4, Saccaggi 2, Piazza, Udom 2, Portannese ne, Dudzinski 18: All. Ciani F.

NoviPiù Casale M.to: Amato 11, Tomassini 5, Natali, Blizzard 5, Martinoni 14, Ruiu ne, Fall 2, Valentini ne, Samuels 4, Marshall 16: All. Ramondino M.

Arbitri: Eduardo Ciano, Gianguido Vanni degli Onesti, Achille Ascione

Tiri da 2: Agrigento 15/33 45%, Casale M.to 11/28 39%
Tiri da 3: Agrigento 5/14 36%, Casale M.to 5/26 19%
Tiri liberi: Agrigento 19/19 100%, Casale M.to 20/21 95%
Rimbalzi: Agrigento 25 (4 offensivi), Casale 30 (12 offensivi)
Palle perse/recuperate: Agrigento 15/8, Casale M.to 19/5
Assist: Agrigento 13, Casale M.to 6
Usciti per falli: Nessuno

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