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Draft Prospects : Mario Hezonja, il talento croato alla conquista della NBA

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Draft Prospetcs - Mario Hezonja

Ci siamo, siamo finalmente arrivati alla notte del Draft NBA. Dopo questo lungo percorso in cui abbiamo analizzato quasi tutti i migliori giocatori che entreranno nella NBA l’anno prossimo, vogliamo chiudere in bellezza analizzando Mario Hezonja : un talento europeo che potrebbe lasciare il segno oltreoceano. 

CHI E’. Mario Hezonja nasce il 25 febbraio 1995 a Dubrovnik (Croazia) da Roland Hezonja (ex pallanuotista) e mamma Petrica. La tranquilla vita della famiglia Hezonja viene sconvolta dal conflitto di Jugoslavia. A seguito del referendum di indipendenza Croato del 25 giugno 1991 inizia un conflitto che interesserà tutta la Croazia fino al 1995. La città natale di Hezonja, centro culturale ed economico della Croazia, iniziò ad essere bombardata nell’inverno ’91 e messa sotto assedio dall’esercito Jugoslavo. Il conflitto, ovviamente, interessa la vita di tutti gli abitanti di Dubrovnik e la famiglia Hezonja in particolare in quanto il padre Roland è direttamente interessato nel conflitto essendo a capo di un battaglione di resistenza cittadina. La guerra terminerà, sulla carta, nel dicembre 1995 (Accordo di Dayton) dopo le operazioni militari “Tempesta” e “Tuono” ad opera delle truppe croate coordinate dall’intelligence americana. 

 

 
Tornando alla pallacanestro, Mario inizia a giocare all’età di 13 anni nella squadra di Dubrovnik trasferendosi poi, nel 2010, al KK Zagabria. Al KK Zagabria si ritrova a giocare con Dario Saric, talento croato di primissimo livello classe 1992, scelto con la 12° chiamata al draft dello scorso anno e attualmente in forza all’Efes (per la cronaca resterà un altro anno in europa) . Questo super duo croato porta il settore giovanile del KK Zagabria al vertice d’europa, vincendo l’Adidas Next Generation Cup 2010/2011. Nella finalissima lo Zagabria si impone per 76-65 contro lo Zalgris Kaunas e sia Hezonja che Saric chiuderanno con 19 punti a tabellino. 
Sempre in quell’anno Hezonja parteciperà al mondiale U19 e all’europeo U16. Nella prima manifestazione la Crozia terminerà solamente ottava nonostante i 18 punti di media di Dario Saric. Mario Hezonja, appena sedicenne, chiuderà la manifestazione con 8 punti, 2.2 rimbalzi, 1.1 assist per gara con il picco di 21 punti contro il Canada.
Nell’europeo U16 disputato in Repubblica Ceca, invece, Hezonja porta la nazionale croata alla vittoria finale imponendosi per 67-57 contro i padroni di casa nella finalissima mettendo a referto 20 punti e 10 rimbalzi. Hezonja dominerà in lungo e in largo il torneo vincendo il premio di MVP del torneo con 20 punti, 8.2 rimbalzi e 2.7 assist di media per partita. 
 

mario hezonja, tiro, barcellona

Nella stagione successiva, attesissima da tutti gli scout e gli addetti ai lavori avendo visto nel giovane talento croato un potenziale incredibile, Hezonja si infortuna prima alla caviglia e poi viene colpito da una monucleosi tornado disponibile solo in estate per i mondiali U17. Nonostante quasi una stagione ai box Hezonja disputa un mondiale strepitoso, chiudendo con 20.8 punti di media, portando la nazionale croata sul terzo gradino del podio. Hezonja viene anche inserito nel primo quintetto della competizione in compagnia di : Dante Exum (5° scelta allo scorso draft e attualmente in forza agli Utah Jazz), Justise Winslow (campione in carica NCAA con Duke e scelta in lottery quest’anno), Gabriel Deck e Jahlil Okafor (campione NCAA in carica con Duke e quasi certamente nelle prime 3 scelte al prossimo draft). 
 
Per la stagione 2011/2012 Hezonja si allontana dalla Croazia approdando al Barcellona che diventerà il suo trampolino di lancio vero e proprio per l’NBA, nonostante incontri non poche difficoltà durante i suoi anni in blaugrana.
I primi due anni trascorsi in Catalogna non sono molto prolifici per Hezonja in quanto durante il primo anno fa spola tra Barcellona B e Under 18 mentre, nella seconda stagione, si ritrova aggregato alla prima squadra trascorrendo però molti minuti in panchina non trovando spazi (20 partite giocate con una media sul a parquet di 11 minuti). La situazione era difficile da digerire per il ragazzo tanto che si pensava che un suo trasferimento fosse inevitabile.
 
Nonostante le voci Hezonja resta ancora in blaugrana e si mette in mostra con delle ottime prestazioni pur patendo un rapporto mai sbocciato con l’head coach del Barça Pascual.
 
La scorsa stagione si è chiusa per Hezonja con 39 partite disputate e 13 minuti di media sul parquet con una media punti di 4.4 per partita nel campionato ACB spagnolo e 16.32 minuti per 7.7 punti di media in Eurolega . 
Queste statistiche non rendono certamente merito al talento del classe ’95 croato che è stato comunque capace di prestazioni sublimi, basti pensare ai 18 punti nella prima partita di playoff contro il Real Madrid delle Finali di ACB di quest’anno (serie terminata sul 3 – 0 in favore del Real Madrid).
 
Per lui l’anno prossimo sarà quasi certamente in NBA e riceverà una chiamata molto alta al draft, visto che le sue qualità non sono assolutamente passate inosservate e, insieme a Porzingris e Mudiay, è uno degli “international” più quotati e attesi.
 
PROFILO TENICO. Mario Hezonja è un’ala piccola/guardia di 202 cm per 97 kg. Questo giocatore ha impressionato tutti per la sua versatilità offensiva e lo sconfinato potenziale, il tutto condito da una ottima fisicità. 
 
Offensivamente Hezonja è un attaccante di primo livello e uno dei migliori (forse il migliore?) scorer di tutto il draft. Come detto la sua fisicità si fa valere molto in campo e spesso si esibisce in giocate spettacolari al ferro (schiacciate e alley-hoop) coordinando perfettamente la sua velocità con il controllo del corpo, soprattutto in contropiede. Ma l’arma principale del croato classe ’95 è senza ombra di dubbio il tiro. E’ un tiratore di primissimo livello capace di far punti sia dal palleggio che con lo step-back prediligendo però il catch-and-shoot, dove ha percentuali realizzative elevatissime. Anche stilisticamente il suo tiro è perfetto : rilascio velocissimo e molto alto. Dall’arco dei 6.75 ha fatto registrare ottime percentuali : 38.2% in Eurolega e circa il 40% nella ACB tra regular season e playoff. L’aspetto su cui certamente deve migliorare, anche se ha fatto vedere diverse giocate di ottimo livello durante la stagione, è la penetrazione al ferro in quanto molto spesso è incline a perdere il pallone sia per letture errate sia per un ball handling che, seppur di buon livello, deve senza dubbio essere migliorato. Hezonja preferisce nettamente il gioco lontano dal canestro e le sole 12 comparizioni in lunetta tra stagione regolare e playoff di quest’anno lo dimostrano.
 
Anche nella metà campo difensiva il giovane croato si fa valere, seppur con frequenti perdite di concentrazioni, mettendo in mostra una difesa molto aggressiva sulla palla e leggendo ottimamente le linee di passaggio. In regular season ha messo a referto 20 palloni rubati in 32 partite, è doveroso però ricordare i soli 13 minuti di media sul parquet. Le sue doti fisiche gli permettono essere un buon difensore in post, reggendo bene il confronto diretto con avversari più fisici di lui, ma anche di potersi accoppiare difensivamente senza troppi problemi contro gli esterni puri avendo una reattività e una rapidità di gambe notevole. 
 
Detto ciò Hezonja ha tutte le potenzialità per essere un giocatore NBA ottimo, coniugando perfettamente doti da puro attaccante a doti difensive . 
Dovrà certamente lavorare sul decision making e sulla costanza sia offensiva che difensiva, trovando la giusta dimensione di gioco. Spesso infatti Hezonja tende ad estraniarsi dal gioco, posizionandosi all’angolo e uscendo dal gioco, non risultando una vera minaccia per gli avversari. Altre volte, al contrario, si ritrova a forzare tiri e giocate mettendo in difficoltà la squadra.
Minuti sul parquet ed esperienza lo aiuteranno senza dubbio a colmare questo gap.
 
MOCK DRAFT BASKETITALY.IT . Lo ammetto, adoro follemente Hezonja come giocatore e spero che lo stesso valga per i GM NBA. E’ impossibile non accorgersi del suo talento e delle sue doti da tiratore eccelso. 
Il carattere di Hezonja è un altro interessante punto da analizzare, in quanto la personalità del ragazzo è molto forte e spiccata (il rapporto “difficile” con coach Pascual è dovuto anche da questo). 
 
Se dovessi azzardare, penso (e spero) che venga scelto con la 5° chiamata dagli Orlando Magic, subito dietro ai “Big Four” : Towns, Okafor, Russel e Mudiay. Però, come ben sappiamo, il draft non è una scienza esatta anzi, tutto il contrario. Comunque difficilmente  uscirà dalla 7-8° chiamata assoluta.