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Pistoia: firmato per due mesi con Czerapowicz. Presentato Linton Johnson

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Pistoia, Paolo Moretti e Linton Johnson

Prima tegola in casa Giorgio Tesi Group. L’americano Fuquan Edwin si è infortunato, probabile infiammazione al tendine di Achille e ne avrà per oltre un mese. La società non si è fatta cogliere impreparata e si è tutelata, accordandosi per due mesi con lo svedese Chris Czerapowicz. Nato a Goteborg il 15 settembre 1991, guardia di 203 cm per 92 kg, Czerapowicz è considerato uno dei migliori prospetti del basket scandinavo.

Il ds Giulio Iozzelli spiega le motivazioni di questa scelta e fa chiarezza sulla situazione fisica di Edwin. “Abbiamo ritenuto di fare questa operazione a tempo, con un accordo di 2 mesi, perchè Fuquan Edwin da quando è arrivato, non ha mai potuto allenarsi. Appena arrivato, dopo un paio di giorni, ha fatto presente di avere dolore ad un piede ed è stato verificato un problema al tendine, derivante dagli ultimi mesi in America. Tutto andrà approfondito, ma questa cosa gli imporrà di star fermo ancora 10/15 giorni e detto ciò, abbiamo pensato di prendere questo comunitario a gettone, per dare un pò di forza lavoro all’allenatore con l’auspicio che Edwin possa, verso la metà di settembre, ricominciare ad allenarsi e vedere come reagirà. Siamo consapevoli del fatto che la sua preparazione inizia con una ventina di giorni di ritardo, rispetto agli altri. Un imprevisto che è una bella scocciatura, ma fa parte di questo mondo. Abbiamo aggregato anche Matteo Canavesi in quanto, non avendo squadra, lui aveva voglia di allenarsi e noi bisogno di qualcuno che potesse darci un contributo in questa fase della preparazione”.

Nella matinata odierna è stato presentato anche Linton Johnson, giocatore dal nobile passato che, dopo la stagione non esaltante dello scorso anno con le maglie di Sassari e Varese, è atteso alla stagione del riscatto. “Ci inorgoglisce e ci fa molto piacere averlo qua – le prime parole di coach, Paolo Moretti -. Johnson è un’ala pivot di grande spessore e ill passato parla per lui, ma ci auguriamo che da oggi parlino il presente ed il futuro. Giocatore importante e giorno dopo giorno ci renderemo conto di quanto lo sarà; la sua esperienza e leadership di atteggiamento, di buoni esempi in campo e fuori, in un gruppo giovane ed ambizioso che sta nascendo, sarà fondamentale. Può coprire il ruolo di 4 e 5 con atletismo e verticalità enormi, con una rapidità speciale per il suo ruolo. Ha giocato ad Avellino, Sassari e Varse, prima ancora in Nba e questo è Linton Johnson. E’ uno dei giocatori che non avremmo mai portato a Pistoia, se non ci fosse stata la sua forte volontà di scegliere questa piazza e questo ci inorgoglisce”.

Johnson si sforza di parlare italiano e questo lo rende molto apprezzabile, vista la scarsa propensione degli americani, ad imparare la nostra lingua. “Il basket è il mio lavoro e questa è un’opportunità per giocare. Ho scelto Pistoia perché mi piace molto come lavora il coach. Ho visto l’anno scorso come è cresciuto il gruppo, avendo giocato due volte da avversario contro di voi e mi ha impressionato lo stile di questa squadra. L’allenatore sa far crescere la squadra durante il campionato e per questo ho molto rispetto per lui. E’ la prima volta che gioco con una squadra cosi giovane, ma questo mi piace. Mia moglie ha lavorato qua per 10 anni in banca (senese) ed ama questa zona”.

Quando parla della sua carriera, fa quasi impressione pensare ai campioni con i quali ha diviso lo spogliatotio e, proprio per questo, Johnson vuol trasmettere tutta la sua esperienza ai più giovani. “Ho giocato 6 anni in Nba e ho avuto allenatori importanti, come Gregg Popovic, quindi di basket capisco molte cose. Credo di poter dare molto ai più giovani in termine di esperienza; ho ascoltato i consigli di Scottie Pippen e tanti atri grandi giocatori, oggi voglio essere io a consigliare i più giovani”.

Non vuol sentire parlare di stagioni del riscatto perché Linton Johnson è un “hombre vertical” ed in cuor suo sa di aver sempre dato il massimo. “Lo scorso anno, sia con Sassari che con Varese, abbiamo giocato bene, per cui sono state dette cose sbagliate su di me. A Varese sono arrivato in un momento di difficoltà perché eravamo quasi a fondo classifica. Mi piace questo paese, anche se il vostro campionato l’ho sempre vissuto con alti e bassi. In campo sono uno che gioca forte e il basket mi piace da morire ed ho la fortuna di aver giocato con Jordan, Pippen, Garnett. Fuori dal campo sono un ragazzo simpatico e mi piace imparare, amo la vita e amo sorridere”.