Venezia, parlano Recalcati e Stone “Bisogna limitare l’attacco di Varese”

 Reyer - Roma: panchina ReyerOrdinaria conferenza stampa pre-partita per coach Carlo Recalcati.

L’Umana Reyer Venezia si prepara ad affrontare al PalaTaliercio di Mestre (domenica 2 Novembre ore 19:00) il match contro l’Openjobmetis Varese.

 
Il coach inizia parlando della settimana appena trascorsa: “Non abbiamo avuto grandi problemi, qualche acciacco da gestire come consuetudine per tutte le squadre che fanno questo lavoro con giocatori di continuo messi sotto stress fisicamente. Lavorato bene, pressoché al completo, Julyan Stone è tornato dagli States sabato scorso quindi ha avuto modo lui soprattutto di giocare con la squadra e con i suoi compagni; abbiamo preferito fino a oggi di puntare sulle nostre cose più che pensare in modo approfondito agli avversari, cominceremo oggi con la riunione e dopo sul campo vedremo cosa fare sul punto di vista difensivo. Abbiamo così preferito per dare la possibilità a Julyan di rientrare e di riappropriarsi di quelle che sono le nostre situazioni offensive dove lui deve avere una parte rilevante dato le sue caratteristiche. Oggi cominciamo a preparare la partita prima con il video poi vedendo sul campo le caratteristiche dei nostri avversari.”
 
Poi la presentazione dell’avversaria: “Varese nelle prime tre partite ha mostrato quanto sia particolarmente dotata per fare tanti punti, gioca ad altissima intensità di tiro, forse senza quell’equilibrio che Pozz vorrebbe tra attacco e difesa, dato che è maggiore la parte individuale dei giocatori con propensione a fare canestro come Khuba Diawara, Andy Rautins, Dawan Robinson, tutti giocatori che fanno canestro facilmente e hanno avuto un rendimento molto alto come Kristjan Kangur, giocatore di squadra e sistema, anche lui di responsabilità con tante situazioni di tiro; questo vuol dire che dobbiamo essere molto attenti perché è una squadra con molti giocatori che si possono accendere in qualsiasi momento della partita e soprattutto con grandissima continuità di realizzazione. Noi dovremo essere attenti a non giocare contro di loro segnando un canestro in più ma dovremo cercare di tenerli sotto la loro media abituale, costringerli a sbagliare di più, a farli tirare di meno e i tiri che proveranno con pochi secondi di preparazione dovranno farli con una pressione necessaria addosso. Noi in attacco a nostra volta dovremo fare la nostra parte trovando le nostre soluzioni, però con una squadra così bisogna cercare di limitarli il più possibile dal punto di vista offensivo. ”
 
Escludendo la gara con Milano, dopo le vittorie con Avellino e Roma, con Varese un’altra sfida contro una diretta concorrente per i play-off . ” Sì, proprio per quello che ha dimostrato finora. Prima era una squadra corta nelle rotazioni ma con l’arrivo di Willie Deane si è completata ed è diventata una di quelle squadre che hanno il potenziale per entrare nei play-off. In ogni campionato ci sono quelle 5-6 squadre che si giocano la posizione dal 7° al 11° posto, Varese è una di queste.
Per noi è una partita casalinga e quindi non possiamo sbagliare. I campionati e le posizioni in classifica le fai in base al rendimento in trasferta, e chi vuole vincere, se ha la mentalità per farlo e non fa differenza tra casa e fuori, deve essere capace di farlo sia in casa che in trasferta.
Così è più facile alimentare la classifica e si sopperisce a qualche passo falso che si può avere in casa, però è evidente che le partite casalinghe diventano un passaggio obbligato per la squadra che vuole puntare a una posizione di classifica abbastanza alta.”
 
Durante la settimana Cameron Moore ha dichiarato che le sue prestazioni altalenanti, escludendo i problemi del ginocchio, sono caratterizzate da una propria dimensione indefinita, cioè capire il suo spazio nel pitturato e il ritmo da trovare con la squadra. “ Speriamo che in questa settimana l’abbia trovata… Quando uno prende coscienza del problema è l’inizio della soluzione dello stesso. Noi stiamo lavorando con tutti, l’interpretazione che io posso dare la vedo più come una percezione di voler abituarsi a essere in una rotazione con tanti compagni di reparto che sono bravi come lui, quindi può capitare che in una partita giochi di più e in un’altra di meno, aldilà della collocazione sul campo. Una mia convinzione è che bisogna mettere tutti i giocatori nelle condizioni migliori di esprimersi, compatibilmente con le esigenze di squadra. Chiaro che poi ci sia qualche giocatore che poi soffre di più rispetto ad altri o chi si abitua più in fretta capendo il proprio ruolo più rapidamente. Il tempo da questo punto di vista dovrebbe giovare a nostro favore.”
 

Reyer - Roma: Lulyan Stone

Julyan Stone è tornato ad allenarsi a pieno regime dopo la settimana scorsa passata negli States per la nascita del figlio. “E’ stata una grandissima esperienza, da impazzire. Il jet lag è un problema ma l’ho smaltito, diventare padre è qualcosa di indescrivibile. Ho dovuto fare tutto in fretta però è stata un’emozione grandissima.”. Dopo essere catapultato per il match di Milano con una prova molto mediocre, finalmente una settimana di lavoro a pieno regime. “Non cerco scuse per la partita di domenica scorsa aldilà del fatto che ho avuto poco tempo per prepararla, sono mancato soprattutto sull’aggressività e nell’approccio, questo non voglio che si ripeta. Perciò in tutta questa settimana ho cercato di dare il massimo in allenamento a livello di intensità cercando di mostrare quello che devo fare per giocare al meglio contro Varese.”
Nonostante i malumori di molti tifosi sulle sue prove finora offerte, tutti i compagni e la squadra stanno aspettando che si sblocchi presto. “Avverto la sensazione, credo che sia naturale e normale, io cercherò di fare del mio meglio mostrando che sono più aggressivo su ogni fondamentale: non solo attaccare di più il canestro ma fare meglio tutte le cose che servono per vincere, come passare la palla e facendo girare la squadra. E’ un’aspettativa giusta e per me è uno stimolo in più. Pressione negativa? No, penso che la pressione faccia parte di questo lavoro per cui non può essere negativa, anzi mi trovo a mio agio quando sono pressato, quella maggiore me la mette mia madre dopo ogni partita quando vuole sapere com’è andata e mi chiede tante cose. Non è una pressione negativa anche perché so di essere all’interno di una società con un ottimo staff, posso contare sulla fiducia e sull’aiuto dei miei compagni per cui da questo punto di vista è solo che positiva.”
Il giocatore fa autocritica su Milano, ma è mancata tutta la squadra per atteggiamento. Contro Varese è atteso un approccio diverso. “ Dobbiamo essere soprattutto più fisici. Milano senza dubbio. è una squadra con caratteristiche particolari anche per il campionato di Serie A, contro Varese non dobbiamo avere timori in questo tipo di approccio.”
 
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