Recalcati: Avremmo potuto vincere di più, ma abbiamo raggiunto l’obiettivo

carlo Recalcati, cantù, 2017-03-06

Il coach della MIA, Carlo Recalcati, ha incontrato i giornalisti per un bilancio di fine stagione: “Per correttezza e abitudine mi sembra giusto, arrivati al termine di un campionato, ripercorrere ciò che è successo. Inoltre mi sembra doveroso da parte mia, anche se so che è già stato fatto da Marco Sodini, ringraziare tutti i collaboratori e gli staff. Ho trovato dei compagni di viaggio in questi due mesi che mi hanno permesso di lavorare nelle migliori condizioni possibili. Ho scoperto grandi professionalità, ognuno con le proprie competenze, e tornando a Cantù ho incontrato tanti amici o figli di amici e mi è stato facile andare indietro con la memoria ai miei trascorsi bianco- blu. Ovviamente devo ringraziare anche voi e i vostri colleghi che hanno lavorato con me. Spero di essere stato collaborativo nei limiti e nei modi in cui un allenatore può esprimersi. Ho sempre avuto il massimo rispetto per tutti chiaramente con ruoli e responsabilità differenti. La Pallacanestro Cantù ha bisogno non dico  che la si pensi sempre allo stesso modo, ma che ognuno cerchi di rendersi utili a ciò che si fa e si farà”.

“Se devo considerare le mie dieci partite – ha continuato l’allenatore della MIA – devo dire che c’è stata, fortunatamente, una crescita esponenziale all’inizio mentre poi l’andamento è stato più ondulatorio e meno esaltante. Sicuramente avremmo potuto fare qualcosa di più e anche io, come ho detto loro, avrei potuto aiutare maggiormente i miei giocatori. Mi piace essere diretto e sincero e prima di giudicare l’operato degli altri voglio pensare a me stesso. Mi sarebbe piaciuto mettere questi ragazzi nelle condizioni di esprimere al massimo il loro potenziale e ottenere qualche vittoria in più. Questo però non toglie niente alla sostanza del nostro finale di campionato. Abbiamo raggiunto il risultato possibile e, meritamente o fortunatamente, lo abbiamo fatto in fretta senza dover soffrire troppo. So che tutti, in cuor loro, speravano di arrivare ai playoff, ma ho detto sin dall’inizio che mi sembrava un traguardo irrealizzabile. Parlare di post season per la nostra squadra nel momento in cui avevamo due punti di vantaggio sull’ultimo posto e solo dieci gare da disputare mi sembrava davvero vendere fumo. E’ giusto cercare di creare entusiasmo e interesse. Io però sono un amante dei numeri e noi per conquistare i playoff avremmo dovuto ottenere 9 vittorie in 10 giornate. Questo è quello che dice la classifica finale. E’ vero che dal punto di vista statistico non abbiamo fatto molto meglio del periodo precedente, passando da 7 successi in 20 partite a 4 in 10 match. La cosa importante però è aver raggiunto il nostro obiettivo e questo non sarebbe stato possibile senza il lavoro di chi è venuto prima di me ed è per questo che estendo a loro i miei ringraziamenti”.

“Una cosa – ha aggiunto coach Recalcati – che mi rende orgoglioso e ottimista e di cui voglio che mi sia dato merito è che siamo cresciuti nell’utilizzo dei giocatori italiani dal 7% al 29%. Questo per me è un motivo di soddisfazione perché credo che si sia messo un bel tassello per il futuro. Cournooh che gioca 30 minuti è una garanzia da cui partire così come il fatto che Parrillo abbia dimostrato in campo che è un elemento che può dare un contributo non solo dal punto di vista emotivo, ma anche da quello tattico. Abbiamo messo dei mattoncini di cui tenere conto nella costruzione della prossima squadra. Sono inoltre molto felice di aver scoperto un professionista come Marco Sodini. Non ci conoscevamo personalmente, abbiamo cominciato a lavorare insieme a inizio marzo e ho avuto modo di apprezzare un allenatore capace e competente e una persona di grande dirittura morale con cui mi sono integrato perfettamente sia sotto l’aspetto tecnico che caratteriale”.

“Questa – ha concluso l’allenatore canturino – è stata una squadra più a produzione offensiva che difensiva. Uno degli obiettivi che mi ero posto in avvio della mia avventura era di invertire questa tendenza. Però devo dire che, a parte qualche segnale iniziale, non ci siamo riusciti e infatti anche numericamente non c’è stato un grande miglioramento. Il nostro campionato premia soprattutto chi ha un occhio particolare sull’aspetto difensivo, come dimostrato dal fatto che tra le 8 squadre qualificate ai playoff ci siano le migliori 7 difese della Serie A. Questo aspetto deve essere un motivo di disamina nel momento in cui andremo a impostare la stagione futura e a costruire il prossimo roster”.