Il ruggito di Cantù: Siena sconfitta, la Supercoppa vola in Brianza

Finisce con il 105 Stadium di Rimini, trasformato per l’occasione in succursale del Pianella, in delirio, mentre Jerry Smith fa morire l’orologio con la palla in mano. Il tabellone dice 80-73 Cantù, gli uomini di coach Trinchieri conquistano la Supercoppa al secondo assalto consecutivo, infliggendo a Siena la prima sconfitta dopo un’incredibile serie di successi. Partita intensa, molto fisica, come ci si poteva aspettare in questo momento della stagione:

Cantù la interpreta meglio, rimanendo incollata al match nel primo quarto – quando Siena fa male sotto canestro e chiude l’area alle penetrazioni canturine – e ritrovando di lì in avanti il proprio gioco, con i tiratori ad aprire la scatola per i pick’n’roll centrali di Smith e Tabu ed i lunghi a monetizzare gli scarichi. I biancoblu chiudono con il 50% (9/18) dall’arco, compensando un rivedibile 40% (20/50) da due, pareggiano la battaglia a rimbalzo, portando a casa 14 extra possessi e dimostrano di essere più squadra, con 18 assistenze su 29 canestri dal campo, oltre a trattare meglio la palla (17 recuperi a fronte di sole 11 palle perse).

Manuchar Markoishvili, premiato MVP della partita con 15 punti, 3/5 da tre e 5 rimbalzi, guida la Mapooro al successo, con lui sono i tre Usa a decidere il match: Jerry Smith gioca una partita di grande personalità, chiusa a 14 punti e 9 assist, rimanendo mentalmente in partita nonostante lo 0/6 da due (ma 3/5 dall’arco) e vincendo lo scontro diretto con Bobby Brown (18 punti, ma 2/8 da tre, con 7 palle perse e soli 2 assist), meno efficace nel coinvolgere i compagni e nelle letture nei minuti finali.

Alex Tyus mette in mostra un’energia devastante, segna 18 punti con 7/9 dal campo e 6 rimbalzi e, a dispetto dei pochi centimetri, svolge un lavoro di grande efficacia nel pitturato, soprattutto in coppia con Jeff Brooks (11 punti, 5/11 al tiro e 7 rimbalzi di cui 5 offensivi): nella serata sottotono di Maarty Leunen, l’ala da Penn State gioca una partita in crescendo, diventando decisivo nel quarto periodo per rapidità difensiva e per due canestri nel finale che orientano la partita verso Cantù.

La Menssana deve piegarsi ad una avversaria che, per una volta, la batte sul suo stesso terreno, quello della lucidità e cattiveria nei possessi decisivi. Non bastano alla squadra di coach Banchi i 17 punti, frutto di un 5/6 dal campo e 7/8 dalla lunetta, con 16 rimbalzi di Viktor Sanikidze e i 10 punti più 6 rimbalzi di un Moss spentosi alla distanza. Detto di un Brown che ha mostrato grossi limiti nelle scelte offensive, Siena paga le pessime percentuali dall’arco (5/22) e non trova dalla panchina le risorse necessarie per contrastare la maggior voglia canturina.

In cronaca. Trinchieri parte con Aradori (4 punti con 2/11 dal campo alla fine) e Markoishvili da esterni, con Smith play e la coppia Leunen-Cusin sotto canestro. Dall’altra parte Siena schiera Janning da guardia e Eze da centro, Moss e Sanikidze le ali e Bobby Brown a dirigere le operazioni. Attacchi freddi nei primi minuti, è Siena a trovare il primo allungo, grazie ai canestri di Moss e Eze, 9-4 dopo 5’. Entra Tyus per Cusin e subito dà un assaggio della sua idea di pallacanestro, con un paio di giocate di energia che impediscono ai biancoverdi di scappare. Siena difende molto bene sul pick’nroll bianco blu, negando peraltro comodi scarichi sul perimetro e attacca bene l’area canturina con i lunghi. Cantù sbanda e Sanikidze in contropiede schiaccia il +11 sul 25-14, prima che Aradori limiti i danni a –9, 25-16 sulla prima sirena.

Secondo quarto. Cantù schiera Tabu (5 punti più 4 preziosi assist per lui) da play e il belga ripaga subito con la tripla e l’assist per Markoishvili per altri tre dall’angolo, rimettendo i biancoblu in scia sul 22-25. E’ l’inizio di un parziale di 10-1, chiuso dallo stesso Tabu con il long two del 26 pari a poco più di 6’ dall’intervallo. Cantù entra presto in bonus e Siena ne approfitta dalla lunetta, pur lasciando qualche tiro libero per strada. Si iscrive alla partita Brooks con la tripla, mentre Tyus continua a far danni nell’area biancoverde. Janning segna gli unici suoi due punti del match per il 42-37 Siena dell’intervallo.

Cantù esce più concentrata dagli spogliatoi, Smith smazza subito due assist per Markoishvili e Cusin (6 punti e 5 rimbalzi, buona presenza difensiva a dispetto di falli evitabili in attacco)  e Cantù sorpassa sul 42-44. La squadra di Trinchieri cambia faccia in difesa, Siena avrebbe bisogno di punti dal perimetro che non arrivano (2/11 nel secondo tempo), mentre i biancoblu trovano l’equilibrio perfetto in attacco con le triple di Markoishvili e Smith (2 consecutive) e le conclusioni al ferro di Tyus e Brooks. Brown e Daniel Hackett (7 punti, 2/4 dal campo) tengono lì la Menssana, 57-59 alla terza sirena, ma l’impressione è che l’inerzia del match sia cambiata.

La Montepaschi inizia il quarto di coda con una fiammata. Moss e la tripla di Ress rimettono avanti i biancoverdi 62-59, ma ancora la bomba di Smith sancisce il nuovo vantaggio canturino, prima di uscire per crampi poco dopo. Cantù ha più armi nel proprio arsenale, Markoishvili colpisce ancora da tre, Brooks segna dalla media, poi vola sulla testa di Moss per il tap-in del +5, 68-73 con poco meno di 4′ da giocare. Siena fa appello alle proprie energie nervose, Sanikidze in tap-in la riporta a –2, 71-73 a 2’ dalla fine. Qui Trinchieri fa il suo capolavoro: rimette Tyus disegnando nel timeout successivo il pick’n’roll perfettamente eseguito da Tabu che manda l’ex Gator a schiacciare in testa a Moss. Rientra Smith in tempo per mettere in ghiaccio la vittoria dalla lunetta. La Menssana non ne ha più, finisce 80-73 per Cantù, che può finalmente alzare il primo trofeo dell’era Trinchieri/Cremascoli. Nella commozione della presidentessa e nella gioia selvaggia degli oltre 2000 tifosi biancoblu c’è il significato di un successo a lungo atteso e che appare questa sera, non ce ne vogliano i tifosi senesi, quanto mai meritato.

Stefano Mocerino

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