Hackett: “Attratto da Milano, ma finirò a Siena la mia esperienza italiana. Tra un anno chissà se l’NBA..”

Daniel Hackett, MontePaschi Siena

Importante intervista quella rilasciata dall’MVP delle Finali dell’ultimo campionato di Lega A alla “Gazzetta dello Sport”, ovvero il giocatore della Mens Sana Siena Daniel Hackett. Il play classe 1987 ha parlato a 360° sulla passata stagione, sulla calda estate trascorsa a meditare tra un possibile approdo a Milano e sulla mancata partecipazione all’Europeo in Slovenia. Per concludere con le prospettive future che il giocatore nativo di Forlimpopoli non nasconde.

 

“Sono stato lusingato dalle avanches di coach Banchi ed ho avuto per un momento il desiderio di continuare a lavorare con lui, ma quando si è aperto un varco a Siena non ci ho pensato due volte. Più che un rifiuto è stata una scelta di difendere quanto vinto nel 2013 e chiudere qui la mia esperienza italiana. Può essere il mio ultimo anno in Italia, ci tengo a fare bene”.

 

Per rispondere alle critiche di chi lo ha accusato di aver finto un malore per non partecipare ad Euro2013 con la maglia azzura, Daniel controbbatte così: “A livello fisico, mentale e di preparazione non ero al top e non era giusto verso chi si era allenato un’intera estate con la Nazionale. Ora l’infortunio è alle spalle e sto molto molto bene”. Una prima impressione invece della nuova Mens Sana targata 2013/2014 sotto la corte di coach Crespi: “Il gruppo è nuovo ma lavora e ha voglia di migliorare. Molti sono nuovi e spetta a noi far capire che ogni partita è importante a cominciare dalla sfida di Supercoppa Italiana contro Varese. Mi piacciono i big match e vista la rivalità sentita dalla scorsa stagione sarà una battaglia. “

Al termine dell’intervista Hackett volge uno sguardo verso quello che sarà il suo futuro al termine di questa stagione: “L’estate prossima sarò free-agent e spero di avere possibilità in America. Altrimenti vado all’estero ma voglio migliorare ancora e per completare la maturazione sarà importante giocare con più continuità, mostrare più sicurezza in regia e forse nel tiro da fuori”.

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