ESCLUSIVA: intervista a coach Giampiero Ticchi

Pesaro, piazza storica della nostra pallacanestro. Alla guida dei marchigiani, un marchigiano doc come Giampiero Ticchi. La stagione che ormai è alle porte sarà la prima in serie A per il coach dopo una carriera divisa tra basket maschile (Castelmaggiore e Rimini) e basket femminile (Faenza e Nazionale italiana). Ticchi dimostra di saperci fare sia con i maschietti che con il gentil sesso.

Col Progresso Castelmaggiore in Legadue conquista la salvezza al primo anno (2002) e un ottimo ingresso ai play-off la stagione successiva. A Rimini nel 2007 sfiora una clamorosa promozione in A e conquista, nello stesso campionato, il premio come all’allenatore dell’anno di Legadue. Tra le donne con Faenza raggiunge le semifinali scudetto (2006) e con la Nazionale si qualifica agli Europei del 2009, competizione alla quale l’Italia mancava da ben dieci anni e nella quale le azzurre si fermano solo ai quarti con la Spagna. La ciliegina sulla torta arriva sempre nello stesso anno: ai giochi del Mediterraneo di Pescara è medaglia d’oro battendo la Serbia 70 a 54.

 

Disturbiamo coach Ticchi nel bel mezzo della pre-season.

Coach, come sta procedendo la preparazione in vista della prossima stagione?
La nostra preparazione procede bene, il nostro programma prevede 6 settimane di lavoro per prepararci in vista dell’inizio del campionato. Abbiamo iniziato con il roster non al completo ed ancora ci mancano alcuni giocatori. Cerchiamo , nonostante le assenze, di prepararci al meglio con la disponibilità di giocatori che ancora non hanno trovato squadra e dei giovani della nostra società che ci aiutano durante gli allenamenti.

Lei pesarese alla guida di Pesaro. Emozioni? Sente un maggior carico di responsabilità?
Per un allenatore riuscire ad allenare la squadra di cui è stato tifoso è sicuramente una grande soddisfazione, le emozioni per essere diventato l’allenatore della VUELLE sono ormai un ricordo, ora penso solo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Le responsabilità per un allenatore non sono un peso, sono una parte del nostro lavoro che dobbiamo riuscire a gestire cercando sempre di fare al meglio il nostro lavoro. A Pesaro penso che sarò solo maggiormente conscio del mio impegno sapendo quanto questa città e i tifosi hanno a cuore la squadra.

C’è qualche giocatore che avrebbe voluto portare a Pesaro e che invece la società non è riuscita a tesserare?
La squadra è stata costruita cercando di rispettare dei criteri e delle strategie. Il budget di quest’anno è sicuramente inferiore a quello dello scorso anno, dal primo giorno abbiamo cominciato a cercare giocatori con un target inferiore a quelli dello scorso anno. Le strategie, con grande condivisione di idee, sono state decise da John Ebeling da Umberto Badioli e da me con la supervisione di Mauro Montini che ha cercato sempre di fare quadrare i conti. Alcuni giocatori che ci interessavano ci sono sfuggiti perchè non siamo riusciti a pareggiare offerte di altre squadre, nonostante questo siamo molto contenti della squadra che siamo riusciti a formare rispetto al budget che avevamo a disposizione.

In virtù di un mercato condizionato da un budget sensibilmente ridotto, quale pensa possa essere l’obiettivo stagionale della sua squadra?
L’obiettivo è uno solo: la salvezza.

Il nostro basket ha dovuto fare i conti con una crisi economica che ha costretto quasi tutte le società a ridimensionare gli investimenti. Quale società, secondo lei, ha operato meglio sul mercato pur non avendo risorse illimitate?
La crisi si è fatta sentire per tutti, la maggior parte delle squadre ha dovuto ridimensionare gli investimenti, non conosco il budget delle altre squadre per cui è difficile fare una valutazione che deve essere sempre fatta in rapporto al budget a disposizione. Varese e la Virtus Bologna, comunque, mi sembra che abbiano allestito squadre che possano impensierire le migliori.

Lei è reduce da una positiva esperienza sulla panchina della nazionale italiana femminile ma è dal 2008 che non allena a livello maschile, se si eccettuano sette partite a Rimini nel 2010. Pensa che questo possa condizionarla in questa nuova avventura?
La mia esperienza in Nazionale è stata indimenticabile. Non vivendo l’ambiente maschile per alcuni anni dovrò riprendere confidenza di alcune situazioni , soprattutto la differenza di fisicità e di atletismo. Come assistente ho la fortuna di avere Umberto Badioli che conosco da tantissimi anni e che mi facilita in questo compito.

Proprio a Rimini nel 2007 lei sfiorò la promozione in serie A e ciò le valse anche il premio come coach dell’anno. Che effetto le fa vedere Rimini sperduta nelle leghe dilettantistiche (DNB)?
Sono molto dispiaciuto. Mi auguro che al più presto, le persone che con passione e sacrifici stanno cercando di salvare la società, possano superare i problemi e ritornare nei campionati che le competono.

Per concludere, torniamo al nostro campionato. Un pronostico: chi vincerà il titolo?
Milano 50%, Siena 50%. In stretto ordine alfabetico.

Si ringrazia l’Ufficio Stampa della Victoria Libertas Pesaro e coach Ticchi per la disponibilità concessaci.

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