Cantù, debutto amaro. I ragazzi terribili di Filipovski espugnano il PalaDesio

Prima stagionale in Eurolega da dimenticare per la Mapooro Cantù: gli uomini di Trinchieri escono da parquet amico sconfitti 71-84 dall’Olimpia Lubiana, dopo le sei vittorie consecutive di inizio stagione. E’ stata una versione di Cantù irriconoscibile per quanto fatto finora, andata sotto sul piano dell’energia e della concentrazione, errore fatale, contro una squadra comunque ricca di futuribile talento e che ha visto crescere la convinzione con il passare dei minuti.

Il duello nelle due aree colorate, vinto dagli ospiti, ha fatto pendere la bilancia verso Lubiana, con il centro australiano Aaron Bailey (16 punti e 12 rimbalzi) dimostratosi avversario fisicamente inarrestabile sia per Cusin, andato sotto in termini di aggressività, che per Tyus, cha ha pagato oltremisura il disavanzo di chili e centimetri. Con lui Dylan Page (17 con 3/5 da tre) e un Bubnic molto efficace all’inizio hanno costituito la spina dorsale della squadra slovena nei primi 20’, prima che Blazic (12 e 4 rimbalzi) e Salin (15 più 6 rimbalzi, con tre triple letali) accendessero la trazione posteriore dei biancoverdi nella ripresa, guidati da un Rannikko estremamente lucido (più del supposto titolare Waters).

Persino la faccia tosta del 20enne Prepelic è uscita al momento giusto, con l’unica delle sei triple tentate a bersaglio nel momento più sanguinoso per Cantù. Trinchieri ha visto i suoi smarrire la lucidità, peraltro mai veramente trovata nel corso della partita: la coppia di playmaker Smith-Tabu (7 punti in due con un complessivo 2/11 dal campo) non ha saputo leggere le difese proposte da Filipovski, specie nel secondo tempo, carenza non surrogata dalla regia occulta di un Leunen (7 e 4 rimbalzi) oggi davvero anonimo. Il deficit di concentrazione si è visto anche ai tiri liberi (20/28) e soprattutto nella bassa intensità difensiva: non a caso Cantù cade alla prima occasione in cui concede più di 80 punti agli avversari. Non sono bastati un buon Jeff Brooks (10 e 6 rimbalzi più 4 falli subiti) ed un Markoishvili (13 con 4/11 dal campo) volenteroso, ma poco lucido nelle scelte di tiro, così come un Aradori da 16 e 8 rimbalzi, ma confuso nel momento decisivo.

In cronaca. Avvio non dei più prolifici, con palle perse per gli sloveni ed errori in serie al tiro per i biancoblu.Si preannuncia una lunga serata per i lunghi canturini, Baynes domina le due aree, prendendo bene posizione ed alzando lo scudo difensivo sulle avventure al ferro di Cantù. Page orchestra l’attacco e spesso lo finalizza, mentre la Mapooro non trova linfa dalle iniziative di Smith, con la difesa di squadra biancoverde molto attenta a non concedergli l’1 contro 1 col suo uomo. Poca fortuna anche dall’arco, per Cantù, così che è Lubiana a separarsi sul finale di frazione, 15-20 al 10’, grazie a Bubnic, altrettanto efficace in posizione di ala grande.

Un paio di fischi avversi in avvio di secondo  quarto accendono il PalaDeiso e la squadra, che risponde con i primi punti stagionali di Scekic e l’inchiodata di Brooks sulla rubata di Mazzarino. I biancoblu sistemano il bilancio a rimbalzo con un Brooks attivissimo sotto entrambi i tabelloni. Il torto della Mapooro è di lasciare per strada troppi tiri liberi, Lubiana rimane lì e allunga di nuovo, 30-35 a 4’ dall’intervallo con due triple di Blazic e (ancora) Page. Cantù sceglie male i tiri, ma sfrutta un paio di situazioni di campo aperto per rientrare, 40-41 alla sirena di metà gara.

Cantù manca di continuità difensiva e accetta il ritmo alto di Lubiana, che non chiede di meglio. Salin e Blazic, che trova il miglior momento della sua pregevole partita, non esitano a colpire, mentre i lunghi di Filipovski, con un Bailey monumentale, continuano ad occupare meglio il pitturato. Cantù è poco lucida in attacco e quando perde un paio di volte i biancoverdi in transizione l’ Olimpia scava un minisolco di 6 punti all’ultimo intervallo, 53-59.

Quarto periodo. Aradori suona la carica con la tripla in avvio, preludio ad 8 punti personali che riportano Cantù avanti di 1, 64-63 dopo 3’. La partita si fa sporca e fallosa da ambo le parti, con i biancoblu che vedono scendere progressivamente la qualità delle proprie scelte offensive. La Mapoooro si pianta in attacco e lo stillicidio di tiri liberi viene interrotto dalla scarica di triple biancoverdi: apre Page, da tempo silente, poi Prepelic di pura incoscienza da 8 metri mette tre possessi tra le squadre. I liberi guadagnati da Markoishvili sono l’ultimo segnale di resistenza, prima che la perfetta circolazione dell’Olimpia sia finalizzata da due triple consecutive di Salin che chiudono di fatto la partita. Cantù si deconcentra e, particolare non secondario, paga 13 pesanti punti di scarto agli avversari, che non compromettono il cammino europeo, ma certo lo rendono adesso particolarmente impervio.

Stefano Mocerino

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