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Basket paralimpico: offese razziste a Beatrice Ion. Il padre interviene e viene ferito

Basket paralimpico: offese razziste a Beatrice Ion. Il padre interviene e viene ferito

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Sembra che qualcuno non abbia notato che il 2020, a parte la tragedia causata dalla pandemia da Covid-19, è l’anno in cui il mondo sta gridando a voce alta che è giunto il momento di farla finita con il razzismo.

La notizia arriva da Ardea dove Beatrice Ion, giocatrice della nazionale di basket paraolimpica, è stata aggredita verbalmente da un uomo a causa del fatto che alla ragazza fosse assegnato un posto auto per disabili.
“Handicappata di mer**”, “tornatevene al vostro paese”. Sono queste alcune delle offese che Beatrice, di origini rumene ma che da 16 anni vive nel nostro Paese, ha dovuto subire prima dell’aggressione fisica al padre che è intervenuto nel tentativo di difendere la figlia.

Questo il racconto che arriva direttamente da Beatrice sulla propria pagina Facebook.

“Vivo in Italia da 16 anni, ho la cittadinanza italiana e ho fatto qui tutte le scuole. Sto continuando gli studi all’Università, gioco a basket in carrozzina con la nazionale italiana e mi considero in tutto e per tutto italiana. Eppure sono stata aggredita. Mio papà è in ospedale probabilmente con uno zigomo rotto perché a detta loro siamo stranieri del ca**o che devono tornare al loro paese. Tralascio le offese che mi sono presa perché sono disabile. Io e mamma eravamo dentro e un tipo ci urlava di uscire. Papà stava tornando dalla sua consueta passeggiata e non è riuscito quasi a parlare, colpito da una testata e altro. Urlava anche davanti ai carabinieri: ho un curriculum criminale, a tua figlia handicappata la becco per strada e mi faccio fare un lavoretto… Sono stati davvero brutti momenti. E non mi dite che il razzismo in Italia non esiste. L’ho vissuto oggi dopo 16 anni che vivo qui e fa molto male. A chi ci ha aggredito dico di vergognarsi, saremo anche stranieri ma abbiamo più dignità di loro e chi ha guardato tutto senza fare nulla si dovrebbe vergognare ancor di più”.