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Walter De Raffaele: “I cavalli vincenti si vedono alla fine.”

Intervista a Walter De Raffaele, coach dell’Umana Reyer Venezia, sull’edizione odierna de Il Corriere dello Sport. Un estratto delle sue dichiarazioni.

La soddisfazione di un positivo 2019. “Il bilancio di questi 365 giorni non può che essere eccellente. Abbiamo portato a Venezia due tricolori in un triennio. Vincere, lo sappiamo, è difficile. Ripetersi, per una piazza come la nostra, è complicato.”

Il segreto. “Difficile capirlo. E non sto facendo melina. Certamente basilare è l’unità di intenti tra le componenti, quella tecnica e quella societaria. È stato un collante, specie nei momenti più difficili e ci ha consentito di superarli. Penso all’eliminazione dalla Coppa Italia dello scorso anno. Si potevano cercare colpevoli, puntare dita. Invece abbiamo fatto gruppo, superando tutto insieme. E si è spalancata la porta alla cavalcata decisiva.”

Il peso che la città veneziana si aspetti di più dalla Reyer. “Nella vita e nello sport nulla ti viene regalato ma va conquistato sul campo. Bello lo scudetto sul petto, ma lo abbiamo perchè ce lo siamo meritati. Le delusioni fortificano, le vittorie aumentano lo spessore morale. Su questo stiamo crescendo sempre di più.”

La classifica attuale però recita un’Umana Reyer solamente ottava… “Siamo un po’ delusi, non si può negare. Però se analizziamo a freddo il cammino c’è la Final Eight di Coppa Italia conquistata, seppur all’ultimo respiro, e l’ingressso nelle TOP16 di EuroCup. Quindi obiettivi centrati. Ovvio però che la classifica in campionato non ci soddisfa. Non abbiamo equilibrio, andiamo a sprazzi. Una squadra con grandi ambizioni non deve permetterselo. Aspettiamo il recupero di Goudelock per cercare di limare i nostri limiti attuali.”

A chi dice che comunque tra qualche mese la Reyer sarà in alto con le migliori, cosa risponde? “Il mio amico Massimiliano Allegri amava spesso fare una battuta: ‘basta il corto muso’. Insomma i cavalli vincenti si vedono alla fine. Se il muso è avanti vinci, se dietro perdi. Intanto per ora siamo inseguitori. Poi più avanti capiremo dove saremo arrivati.”

Un nome in prospettiva? Luca Possamai, un ragazzo del nostro settore giovanile. E’ un pivot del 2001. Non metto la mano sul fuoco per non scottarmela ma ha grandi potenzialità. Mi ricorda, per tecnica, il primo Marconato. In quel ruolo fatichiamo ad avere giocatori autoctoni. Lui può avere un grande futuro.”