Virtus Roma. Coach Piero Bucchi: “Il gruppo sta lavorando bene, obiettivo salvezza”.

Il coach della Virtus Roma neopromossa in Serie A, Piero Bucchi, traccia un bilancio della prima settimana di lavoro precampionato della formazione capitolina per il quotidiano Il Tempo.
Eccone un estratto delle sue parole.

Le prime impressioni rispetto alla sua nuova Virtus.
“Gruppo di ragazzi volitivi, ci sono tanti giovani esordienti nella categoria consapevoli che per loro si tratta di una grande occasione. Tra tanti debuttanti assoluti o chi ritrova la massima serie con uno status differente, tutti hanno grande entusiasmo e lo si è visto fin dalle prime battute. Mancano ancora Dyson (arrivato ieri a Roma, ndr) – e Jefferson, ma i primi passi in allenamento sono stati interessanti”.

Sul roster a disposizione.
“Soddisfatto, abbiamo fatto quanto di meglio era possibile, insieme al ds Spinelli abbiamo condiviso la scelta di comporre un mix tra giocatori più giovani ed altri con esperienza. Chiaramente ci sono delle scommesse bilanciate da qualche elemento più collaudato, ma siamo convinti delle scelte che abbiamo compiuto. Ci apprestiamo ad affrontare questo campionato con fiducia, ben sapendo che non sarà semplice, con due retrocessioni su diciassette squadre è come se ne scendesse una su otto e mezzo quando fino allo scorso anno era una su sedici. Ogni particolare sarà fondamentale, anche fuori dal campo, perché ci sarà tanta concorrenza”.

Che tipo di stagione ci si deve aspettare sulla Virtus.
“La salvezza resta l’obiettivo primario, se poi dovesse arrivare qualcosa di più saremo tutti più contenti. È chiaro che nella testa c’è l’auspicio di alzare l’asticella, ma non possiamo permetterci di essere presuntuosi e pensare di salvarci facilmente, ci sarà da lottare e soffrire. La Virtus si riaffaccia in serie A dopo diversi anni e sarà importante consolidarsi a certi livelli, procedendo per piccoli passi. È stata un’estate di rinnovamento in cui abbiamo fatto un grande lavoro, in questo senso voglio esprimere il mio ringraziamento al direttore operativo Francesco Carotti che non si è fermato mai e insieme a Davide Ivagnes e Alan Di Forte ha rimesso in piedi una società da A. Sembra scontato, ma c’è tanto da fare ed è doveroso riconoscere i meriti di chi lavora nell’ombra per preparare la macchina alla corsa”.