Venezia: Le dichiarazioni di Mazzon, Peric, Taylor e Smith

Andrea MazzonPer il coach veneziano di nascita Andrea Mazzon è la quarta stagione consecutiva (aggiungendo anche la seconda metà del campionato di LegaDue 2009-2010) sulla panchina orogranata. In LegaUno solo il coach della Banco di Sardegna Sassari, Romeo Sacchetti, lo batte per continuità sulla stessa panchina. “All’interno della nostra società , come quella di Sassari, c’è un’impostazione di solidità frutto di tanti anni di lavoro, sul puntare a migliorarsi e nel mantenere le basi. Ci si capisce molto meglio e ci si mette molto meno tempo nel trovare una linea di comunicazione all’interno dello staff tecnico e sanitario. E’ di sicuro e un onore e ti da tanti motivazioni.”

Una Reyer che ritorna come 2 anni fa al 5+5. Una Reyer rivoluzionata. “Questa deve essere una squadra con più rapidità, con giocatori più scattanti, molto più veloci negli spazi brevi e bravi a muoversi senza palla. Deve essere la caratteristica di una squadra che avrà giocatori con elevato Q.I. (quoziente intellettivo). Rosselli, Linhart, le guardie italiane, Taylor…. sono tutti giocatori che capiscono la pallacanestro.” E per chi gli chiede del ‘caso Ware’“La nostra idea dal giorno uno, anzi, dal giorno zero è stata quella di andare sulle guardie italiane. Ci sono state sì le tipiche difficoltà di mercato, Jacopo (Giachetti ndr) aveva un gran numero di estimatori nonostante i suoi pochi minuti giocati l’anno scorso. Siamo riusciti a prenderlo e il mercato ti dice praticamente dove andare. Ripeto, l’idea base è stata quella.”

L’assenza di Candussi? “La società sta facendo solo che il bene del giocatore, qualunque decisione sarà fatta per Candussi, sarà solo che per il suo bene. Per la possibilità di sbagliare, di avere tanti minuti a disposizione, circa una ventina… In LegaUno a 19 anni avere 20 minuti di media non è per niente facile”.

Questi giocatori rispecchiano le tue esigenze difensive? “Nella costruzione di un gruppo la difesa è basilare. Non abbiamo un super specialista come poteva essere Young l’anno scorso, ma abbiamo tanti giocatori con tante qualità molto solide. Hanno tutti delle motivazioni per fare bene. Giachetti vuole riscatto, Vitali dopo la sua miglior stagione vuole confermarsi, Guido vuole migliorarsi, Linhart dopo tanti anni di gavetta è nel suo anno di crescita migliore… questo gruppo stupirà.”
 

Hrvoje PericDopo il coach è il turno di tre nuovi acquisti, a partire da Hrvoje Peric, arrivato in estate da Cremona.

“Io credo che Venezia sia una buona scelta per me. Dopo l’anno di Cremona era l’esperienza giusta che ci voleva. Non vedo l’ora di iniziare a giocare.”

Il fatto di giocare con Vitali come l’anno scorso a Cremona è un vantaggio? “Vitali è un gran giocatore, è un leader. E’ molto importante per la squadra un tipo di giocatore così.  E’ una specie di allenatore in campo.”
Cosa ti aspetti dalla nuova stagione? “Spero sempre di fare le migliori cose, soprattutto come squadra. E naturalmente di vincere più partite possibili”
L’anno scorso hai già assaggiato l’ambiente del PalaTaliercio da avversario, come ti sembrerà per l’anno prossimo? “E’ un ambiente giusto per caricare la squadra e spero che i nostri tifosi siano soddisfatti delle nostre prove che diamo in campo”
 

Taylor Donell

Poi è il turno di Donell Taylor, miglior marcatore uscente del campionato con 19,1 punti di media.
Donell, come si è concretizzato l’arrivo a Venezia? Come ti sei lasciato con Reggio Emilia? “Volevo andare in una squadra dove crescere e  migliorarmi, Venezia è stata la mia meta preferita fin da subito. Dopo la scelta, chi mi ha contattato tramite i social network (Twitter, Facebook…)da Reggio Emilia si è congratulato con me e mi ha augurato il meglio. Sapevano tutti che andavo in una squadra ambiziosa.”
Tu sei un giocatore che si prende tanti tiri durante la partita, ti aspetti la stessa cosa qui a Venezia?
“So già di non aspettarmi la stessa cosa perché so che sicuramente qui abbiamo tanti giocatori di talento con cui dividere i tiri, sarà molto diverso. Il mio ruolo è, come è sempre stato, fare quello che serve per il bene della squadra nel fare punti, rimbalzi, ecc.”
Cosa ti piacerebbe raggiungere quest’anno?
“Cercare di dare il meglio partita dopo partita come giocatore e come squadra, di essere uscito dal campo con la consapevolezza di aver sempre dato il massimo che si vinca o che si perda.”
3 anni fa eravamo di fronte in finale in Legadue, tu a casale. Adesso sei con la maglia di Venezia e Casale è in Legadue. Te lo saresti aspettato?
“Sicuramente 3 anni fa le cose erano abbastanza differenti e pensavamo solo alla partita che si stava disputando. Per me è stato un grande onore  giocare al Taliercio, però all’epoca non pensavo assolutamente di quello che sarebbe potuto succedere, come potessero cambiare rapidamente le cose.”
Tu giochi a Venezia in LegaUno, mentre tuo fratello Ronell gioca a Verona in LegaDue… lo andrai a vedere? “Wow… Sicuramente sarà molto difficile andarlo a vedere perché anche lui gioca di domenica però spero il più possibile di andare a vedere le sue partite… mi aiuta la distanza tra le città.” 
Nelle ultime 4-5 stagioni nel tuo ruolo qui a Venezia ha giocato Alvin Young, lui è stato il capitano della squadra e come te anche lui ha giocato a Reggio Emilia. Che effetto fa sostituire un giocatore che è stato anche tanto amato dai tifosi? “Sicuramente non penso di essere capitano, per cui…(ride) al di la del ruolo giocato, non sarà la stessa situazione… So cosa ha saputo in grado di trasmettere ,con la sua capacità di sorridere cercherò di essere come lui.”

Andre SmithInfine, è il turno di Andre Smith, il ‘top player’ della squadra.

 
Cosa ti ha spinto a venire a Venezia?
“Dopo che a Samara ho vissuto un’esperienza positiva per certi versi, meno per altri, volevo andare in una squadra ambiziosa che mi permettesse di vincere quanto Samara, ma un posto migliore che unisse la qualità della vita. La Reyer mi offriva tutto questo. Poi ho parlato con il coach, alcuni ex giocatori che hanno vestito la maglia orogranata e mi hanno confermato il tipo di squadra. Ed eccomi qui.
Nel mio anno a Samara ho sì vinto l’Eurochallenge senza sconfitte, ho vinto la Coppa di Russia, abbiamo fatto molto bene nella Lega Vtb dove abbiamo avuto un bel piazzamento, ma vivere in Russia per me è stata molto dura. C’era la possibilità anche di venire qui l’anno scorso. La mia agenzia aveva parlato con la società Reyer, però c’erano anche altre offerte e ho preferito accettarle.”
Cosa ti aspetti da quest’anno? “Giocare da squadra, creare fin da subito un bel gruppo. Nella mia testa voglio vincere la maggior parte delle partite, ma se ciò non fosse possibile, dovremo uscire dal campo consapevoli di aver dato sempre il meglio.”
La prima giornata è a Caserta, dove sei stato un idolo 2 stagioni fa. “Il campionato italiano è tra i migliori d’Europa. Era molto impegnativo e lo sarà altrettanto, non è cambiato nulla, a parte i nomi dei giocatori. Rispetto a Caserta, che ricordo con affetto, cambierò il modo di stare in campo. Se quell’anno ero lo scorer della squadra, quest’anno alla Reyer sarò al servizio della squadra”.
 
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