“V Torneo della Calzatura”: Brindisi allunga nel finale, Roma perde 60-56

Reyer - Roma: Luca Dalmonte

Finisce 60-56 la gara tra Enel Brindisi e Acea Virtus Roma, prima semifinale del 5° Torneo della Calzatura. Buona prova per l’Acea, che perde negli ultimi secondi una gara dal risultato sempre in bilico. La squadra tornerà in campo domani alle ore 17 contro la Consultinvest Pesaro. Brindisi giocherà invece la finale per il primo posto contro Pistoia.

Buon avvio della Virtus, che si porta subito in vantaggio di 4 lunghezze e chiude il primo quarto 13-17. La reazione avversaria arriva nel secondo periodo: Brindisi impatta a metà frazione, Roma si riporta avanti ma i pugliesi allo scadere chiudono il primo tempo 32-29.
Nella ripresa la Virtus trova il pari e il nuovo vantaggio a metà del terzo quarto, ma Brindisi torna a condurre sul finire della frazione. L’Acea sorpassa ancora nell’ultimo periodo portandosi anche sul +4, ma nei secondi finali la squadra pugliese capovolge il risultato e chiude 60-56.
Bobby Jones ha concluso la sua gara anzitempo a causa di una distorsione alla caviglia: il giocatore è stato richiamato in panchina per precauzione dopo 7′, le sue condizioni verranno valutate nella giornata di domani.

Enel Brindisi-Acea Virtus Roma 60-56 (13-17, 32-29, 41-39)
Acea Virtus Roma: Petty 1, Jones 4, Morgan 12, D’Ercole 7, Ejim 5, Kushchev, De Zeeuw 6, Gibson 12, Triche 7, Pullazi 2. All. Dalmonte
Brindisi: Harper 5, James 2, Crotta ne, Bulleri ne, Cournooh 5, De Gennaro, Ayers 8, Denmon 18, Zerini 2, Henry 6, Mays 12, Ivanov. All: Bucchi.

Questo il commento di coach Dalmonte al termine della gara: «Se volessimo parlare solo dell’andamento del punteggio ci sarebbe grande rammarico, perché avanti di 4 lunghezze a 90” dalla fine e con la palla in mano avremmo dovuto chiudere la partita, ma ad oggi questo tipo di valutazione lascia il tempo che trova. Analizzando la tipologia della gara credo che abbiamo giocato in modo giusto, cercando di fare le nostre cose per larga parte dell’incontro, commettendo errori evitabili che ci condizionano ma fanno parte del nostro essere giovani.
Al di là del risultato, c’è una positività moderata ma certificata dai fatti. Continuiamo a lavorare insistendo sulle cose giuste, cercando di limare quegli errori che, se evitati, possono dare più concretezza a ciò che riusciamo a costruire».

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