Trieste. Coach Dalmasson: “Il gruppo sta crescendo, stiamo dimostrando regolarità”

Intervista a Eugenio Dalmasson, coach della Pallacanestro Trieste, per il quotidiano Il Piccolo.
Un estratto delle sue dichiarazioni.

Cinque vittorie consecutive per la squadra bianco-rossa tra Trofeo Palladio, amichevole con il Lokomotiv Kuban e Memorial Bertolazzi.
“Dimostrano che il gruppo sta crescendo. Aver vinto in volata aiuta a tenere alto il morale e dà fiducia. Quando la lucidità e le forze sono venute meno, rispetto agli avversari abbiamo saputo esprimere qualcosa di più. Il lavoro fisico ha pagato. Forse siamo meno reattivi in avvio di gara rispetto ad altri ma emergiamo alla distanza. Dobbiamo ancora lavorare sulla brillantezza ma sappiamo che il tempo è dalla nostra parte. Altre note positive? Stiamo dimostrando una certa regolarità. Non abbiamo picchi ma nemmeno cali di rendimento, siamo costanti nel corso dei parziali. In questo precampionato non ci siamo concessi sconti. Abbiamo voluto affrontare squadre al nostro livello per far capire ai nuovi dove sono arrivati. I risultati sono soddisfacenti. Anzi, direi che in confronto a 12 mesi fa il rendimento in precampionato è stato migliore”.

Jon Elmore fa ancora fatica.
“Gli mancano i canestri e in questo momento sente di non essere veloce come vorrebbe per poter esprimere al meglio il suo gioco. Con la crescita della condizione atletica si sbloccherà. Intanto mi piace rilevare che è un play che perde pochi palloni, ad esempio”.

Gli altri nuovi stranieri, quanto sono entrati nei meccanismi della squadra.
“Servono tempo e pazienza. Nel frattempo hanno legato con gli altri giocatori, hanno voglia di allenarsi e di stare insieme. Ciascuno può migliorare. Può sembrare un paradosso, ad esempio, ma quello più indietro nella condizione in questo momento è inevitabilmente Jones. Ha perso diverse settimane di preparazione rispetto ad altri, gli manca la brillantezza e infatti sta attaccando poco il canestro, lui che è uomo da uno contro uno, ma con l’esperienza si rende utile comunque. Cooke, per fare un altro esempio, è un generoso, anche a Parma è planato tra il pubblico per recuperare un pallone ma deve gestire bene le energie: tende a dare tutto appena entra in campo e poi accusa i segni della fatica. Il progresso della squadra sarà la somma di questi dettagli”.