Torino: per il ritorno di Jamil Wilson manca solo la firma

jamil wilson, torino

La ricerca del sostituto di Roycee White sembra aver raggiunto l’esito tanto sperato dai tifosi della Fiat Torino: a meno di ripensamenti o intoppi dell’ultimo secondo (non infrequenti nel recente passato societario), i supporter gialloblu potranno riabbracciare il proprio beniamino, Jamil WIlson.

Larry Brown, dopo aver vagliato altri nomi, come ad esempio quello di Orelik, ha fatto di tutto per convincere l’ex Los Angeles Clippers a ritornare “sotto la Mole”, dimostrandosi pronto a modificare l’architettura della squadra per far posto all’ala grande, che ha concluso ( a onor di cronaca in modo del tutto incolore) la scorsa stagione con la maglia della Virtus Bologna. Anche il suo nome rappresenta una scommessa visto che la stagione appena conclusa dall’americano è stata a dir poco altalenante, fermando così il percorso di crescita realizzato nel 2016-2017 quando ha difeso proprio i colori dell’Auxilium.

Con la maglia della Fiat aveva chiuso l’annata con oltre 12 punti di media, proponendosi come una delle migliori ali grandi del campionato italiano: il suo impatto nella seconda parte di stagione non è passato inosservato a diversi allenatori e scoutman di club di Eurolega che lo hanno cercato nell’estate 2017.

Dopo aver inizialmente accettato la proposta del Bamberg allora allenato da Andrea Trinchieri, ha ricevuto un’offerta dai Clippers con i quali ha firmato il “classico” two way contract: anche a causa della miriade di infortuni che hanno falcidiato la squadra di Doc Rivers, Wilson è riuscito a ritagliarsi un proprio spazio disputando 15 partite (7 punti di media in oltre 15 minuti di media sul parquet con un high di 17 il 26 Dicembre 2017 contro i Kings), salvo poi essere tagliato dalla stessa squadra anche a causa di un presunto scandalo sessuale.

Jamil Wilson sembra che abbia voluto inserire nel contratto due tipologie di “escape clause”: una in caso di chiamante da parte di club di Eurolega, esercitabile entro Novembre e l’altra esercitabile in caso di chiamata da team NBA entro Febbraio 2019.

Sul piano tecnico e atletico, pochi dubbi ci sono sul fatto che Roycee White e Jamil Wilson siano giocatori quasi antitetici: il secondo è molto più agire ed in attacco fa della duplice capacità di attaccare il ferro e segnare da fuori la propria arma principale mentre il primo invece sarebbe stato un “playmaker aggiunto” con scarsi oneri realizzativi. Spetterà a coach Brown, atteso in Italia il 31 Agosto, ripensare la squadra in modo tale da far risaltare il talento di Wilson, i cui lampi hanno già stregato i tifosi piemontesi.