the amazing Lba: Scola e Teodosic, due vecchietti alla conquista della serie A

Teodosic contro Venezia, fonte Facebook/Virtus Segafredo Bologna

Quante volte, tra telecronache, articoli o semplici commenti da bar, abbiamo sentito dire di qualcuno che è come il vino, più invecchia, più diventa buono? Questa affermazione, che certamente ha un fondo di verità, diventa un semplice luogo comune quando non facciamo una puntalizzazione: solo il vino pregiato, ben conservato e di qualità rimane buono (o migliora) col passare del tempo.

In serie A questo weekend abbiamo avuto testimonianza che, per primeggiare ad una certa età devi essere un po’ speciale e i due ragazzini terribili di cui parliamo decisamente lo sono: Luis Scola e Milos Teodosic.

Entrambi all’esordio assoluto sui parquet italiani (l’argentino aveva esordito in maglia Olimpia già giovedì in Turkish Airlines Euroleague), hanno guidato le rispettive squadre ad importanti successi.

Scola, a 39 anni suonati, è arrivato a Milano a stagione già iniziata e con l’obiettivo di formare, con un altro fuoriclasse non certo di primo pelo come Sergio Rodriguez, la base di un roster con cui ritornare al top in patria e dire la propria anche in campo internazionale, guidati in panchina da un vincente come Ettore Messina. La stagione dell’Olimpia è iniziata in modo altalenante, una sconfitta in campionato su 3 partite e soprattutto l’esordio flop a Monaco di Baviera in Eurolega; un trascinatore come l’ex Rockets in questo senso potrebbe rappresentare un trascinatore in più e la prestazione di domenica (13 pti 7 assist ed altrettanti rimbalzi) , oltre che l’etica del lavoro già mostrata in allenamento ne sono la prova. Sulla tenuta fisica è difficile fare pronostici ma il mondiale disputato il mese scorso da assoluto protagonista fa ben sperare.

Per quanto riguarda Teodosic invece, la situazione è lievemente diversa: il play ex Clippers e CSKA, di 7 anni più giovane, è in età matura ma non sarebbe certo a fine carriera se non fosse per alcuni infortuni che lo hanno tenuto troppe volte lontano dal campo nelle ultime stagioni. Accolto da eroe da una tifoseria che di fuoriclasse (soprattuttto balcanici) se ne intende e che muore dalla voglia di tornare ai livelli degli anni 90, già quest’estate, prima della partenza per il mondiale di Cina con la sua Serbia ha risentito dell’ennesimo problema al piede: niente nazionale e prime 3 partite delle V nere vissute da spettatore prima dell’ingresso e del devastante impatto nel match di domenica scorsa contro Venezia; concluso con una prestazione montare da 22 pti senza nemmeno un errore dall’arco. Se questo è il Teodosic circa al 50%, come dichiarato da lui e da coach Djordjevic, un suo completo recupero ed una soddisfacente tenuta fisica legittimerebbero l’innalzamento delle ambizioni virtussine.

Due fenomeni hanno scelto l’Italia per concludere o rilanciare due carriere straordinarie entusiasmando le proprie tifoserie, ma se le prestazioni offerte dovessero seguire i rispettivi debutti, sarà l’intero movimento cestistico italiano a guadagnarci.