The Amazing LBA: 4500 candeline per Pietro Aradori

 

Certe cose arrivano senza troppi preavvisi. Un traguardo a cui non hai mai dato troppo peso dopo tanti anni da professionista. Eppure quel traguardo ha comunque qualcosa di speciale per te, per il movimento italiano e per i tuoi tifosi.

E proprio immerso nell’abbraccio dei tifosi, giunti nella periferia bolognese per mostrare il proprio calore alla squadra in un’occasione mondana, scambi due parole con i reporter e giornalisti presenti. È la vigilia di una gara di campionato importante. Una vecchia conoscenza per la metà bianco-blu di Basket City e neanche farlo apposta la terra che ti ha visto crescere e muovere i primi passi in questo mondo di passione. Una domanda su tutte coglie la tua attenzione:

«17 punti ai 4500 segnati in Serie A! Sei il giocatore con più punti ancora in attività. Ci pensi a questo nuovo traguardo?»

In quel momento realizzi la portata di quelle 4 cifre e vedi in un attimo il tragitto percorso da professionista vestendo casacche diverse ma tenendo sempre un punto fermo: l’amore per la pallacanestro.

«Sinceramente? Non lo sapevo! È una bella cosa… vediamo di raggiungerlo domenica!”

Poche parole pronunciate con un tiepido sorriso. Non poteva esser diversamente nella concentrazione per una gara importante. Dietro quell’espressione e quelle parole si cela l’amore per io gioco più emozionante del mondo. Invalicabile però la tensione pre-gara che ti accompagna da sempre con un filo di scaramanzia.

In uno schiocco di dita arriva la sera della partita. Le luci, il calore del PalaDozza, il profumo delle canotte nuove di pacca. È anche l’occasione per il ritorno nella città emiliana di un pioniere della pallacanestro italiana anni ’90. Uno dei primi che da ragazzo varcò l’Atlantico per approdare nel campionato dei giganti NBA.

Una sfida frenetica per una neopromossa che sfida un organico compatto e costruito per l’Europa. Il tentativo di rimanere agganciati al ritmo e all’atletismo degli ospiti che raggiunge la sirena di metà tempo. Le parole del coach negli spogliatoi per dare la scossa ai suoi ragazzi. Di nuovo in campo. La Leonessa domina il parquet e risponde ruggendo alle triple avversarie. Scegli una penetrazione per capitalizzare un possesso e rispondere all’assedio. Fischio arbitrale. Fallo. Tra il sudore, la stanchezza e le pacche dei compagni ti disponi sulla linea dei liberi. Prendi la concentrazione con un rapido palleggio, guardi il ferro e fai quello per cui ti sei allenato tutta la vita e continui ad allenarti. Un palazzo intero che guarda il pallone danzare prima di accarezzare la retina. Centro!

Ed è proprio lì che raggiungi il traguardo che non avevi nemmeno considerato nel preparati a questa sfida come alle centinaia che hanno scandito la tua vita. La società e i tifosi applaudono per la pietra miliare da te posata per tutta la pallacanestro italiana. Con loro tutta la comunità cestistica ti rende omaggio indipendentemente dai confini sportivi.

Tanti auguri Pietro Aradori per un compleanno sportivo che ha dell’incredibile. Una celebre frase dell’Iron Man interpretato da Robert Downey Jr. può essere riadattata per l’occasione e dimostrare tutto l’amore che il movimento ha per te:

Il basket italiano ti ama 4500 Pietro!