Home Serie A Coppa Italia Road to Final8 – La Reyer Venezia contro Vu Nere e la maledizione del Quarto di Finale
Road to Final8 – La Reyer Venezia contro Vu Nere e la maledizione del Quarto di Finale

Road to Final8 – La Reyer Venezia contro Vu Nere e la maledizione del Quarto di Finale

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L’Umana Reyer Venezia da anni è una delle grandi del campionato italiano, tanto che dal 2014-2015 raggiunge le semifinali playoff, ha raggiunto le Final Four di FIBA Champions League nel 2017 e vinto gli Scudetti nel 2017 e 2019, senza dimenticare nella stagione 2018 la conquista del suo primo alloro europeo di sempre, la FIBA Europe Cup. Anche per questa stagione la compagine oro-granata si candida ad essere una delle pretendenti al Titolo Tricolore. Ma le Final Eight di Coppa Italia sono gare secche senza domani e rappresentano totalmente un’altra storia come dimostrano le ben sette eliminazioni su sette al primo incontro. Una specie di scimmia sulle spalle di coach Walter De Raffaele e dei suoi giocatori divenuta col passare degli anni un “King Kong” difficile da togliere. Ma gli oro-granata Campioni d’Italia in carica vogliono e sono intenzionati a spezzare finalmente questa cabala dal primo avversario, la capolista del campionato Segafredo Virtus Bologna.

STORIA

Impietosa. E’ la settima partecipazione consecutiva per il team oro-granata, ottava negli ultimi nove anni. Si è sempre fermata alla prima partita dei Quarti di Finale (2012 contro Pesaro, 2014 e 2015 contro Brindisi, 2016 contro Milano, 2017 contro Brescia, 2018 contro Torino, 2019 contro Sassari).

LO STATO DI FORMA

È buono, se si considera il rendimento con le ultime due vittorie tra EuroCup e campionato contro i tedeschi di EWE Baskets Oldenburg e nel sentito derby regionale contro la De’ Longhi Treviso. Ma se si analizza lo stato fisico, l’Umana Reyer non sta passando un bel periodo con tanti giocatori infortunati e a rischio partecipazione alle Final Eight: Stefano Tonut è in dubbio causa lesione adduttore alla coscia sinistra rimediata prima del match di campionato contro la Virtus, era in panchina contro Treviso, ma non ha giocato; Ike Udanoh ha un problema al piede; Gasper Vidmar ha problemi al ginocchio e gioca infiltrato. Infine, c’è la solita gestione di Andrew Goudelock che necessita di recuperare dopo ogni sforzo. Venezia occupa ad ora la 7° posizione in LBA alla pari di Fortitudo Bologna e Trento, e se la giocherà nell’ultimo turno di TOP 16 di 7 DAYS EuroCup al PalaLeonessa di Brescia contro la Germani Basket per il passaggio del turno ai playoff in una manifestazione che ha visto però protagonisti gli oro-granata.

PUNTO DI FORZA

E’ una squadra costruita con un’identità precisa da coach Walter De Raffaele e dal suo staff nel corso degli anni alla guida del team oro-granata; è basata su circolazione di palla e il tiro da tre punti con un numero assoluto di specialisti di quantità e qualità come capitan Michael Bramos, Austin Daye, Jeremy Chappell, senza dover citarli tutti. Ma in una squadra e in un gruppo profondo di tiratori il principale terminale offensivo è senza ombra di dubbio il pivot Mitchell Watt che solo in tre partite di campionato non è andato in doppia cifra e viaggia a 14.5 punti, 7.4 rimbalzi e 1.3 stoppate. Oltre a ciò, il lungo nativo di Goodyear è stato portato a giocare anche in posizione di ala forte in 7 DAYS EuroCup marcando giocatori più piccoli o più leggeri. Non bisogna scordarsi del playmaker Andrea De Nicolao che sta giocando la sua miglior stagione in carriera per rendimento offensivo e difensivo, da lui dipende la regia e la costruzione della squadra nelle dinamiche offensive. Julyan Stone è l’architrave e uno dei fattori principali del team: quando è ‘connesso’, per rimbalzi e carica agonistica è un giocatore su cui coach De Raffaele non può fare a meno assolutamente. Come Jeremy Chappell, uno dei migliori difensori del torneo, uomo indispensabile negli equilibri del gruppo oro-granata. Anche grazie a questi elementi l’Umana Reyer ha la quarta miglior difesa del torneo con 75.3 punti a partita e subisce dietro Cantù e Treviso il minor numero di tentativi dall’arco con 23 di media con il 33.3 %, uno dei dati più bassi dell’intero campionato. Ha un’elevata profondità del roster, un gruppo di giocatori che si conosce dato che è poco mutato nel corso delle annate. E come nella conquista dello scudetto 2019, è un dato che può fare la differenza nel corso della stagione.

PUNTO DEBOLE

Delle ben 10 sconfitte in campionato subite dall’Umana Reyer, 7 sono arrivate con scarto inferiore o uguale ai 5-6 punti, ma sono 5 anche le vittorie arrivate con uno scarto inferiore o uguale ai 5-6 punti: questo comporta che la Reyer nel finale delle partite o non riesce a chiudere i match per mancanza di killer-instinct, o lotta fino alla fine per non mollare di un centimetro e per batterla devi segnare un canestro in più. Venezia ha inoltre mostrato ampi segni di debolezza nelle partite in trasferta (finora 8 sconfitte su 10 partite disputate in campionato) e ha dato una discontinuità di rendimento. Venezia deve cercare poi di non ripetere le prestazioni rischiose in Supecoppa a Bari quando in entrambi i casi, con Brindisi in semifinale e con Sassari in finale, ebbe un brutto approccio alle partite (massimi svantaggi di –22 con l’Happy Casa, -19 contro il Banco di Sardegna) salvo poi rimontare in entrambi i casi con la vittoria contro i pugliesi e il raggiungimento dell’overtime, ma poi perso, contro i sardi. È uno degli aspetti su cui dovrà lavorare coach De Raffaele per il match senza domani contro la Virtus Bologna, l’unica squadra del torneo ad aver finora battuto tra andata e ritorno Venezia (75-70 al PalaDozza, 71-83 al PalaTaliercio). Oltretutto, il rovescio della medaglia di una squadra costruita come Venezia per il tiro da tre, sta nel basso numero di tiri liberi conquistati con solo 16,2 tentativi (terzultima della Legabasket) ed è nona per precisione tirando con il 72,9%, una scarsa percentuale per chi vuole ambire alla Coppa Italia anche se bisogna notare che l’avversaria Virtus Bologna è ultima nella speciale classifica con 66,9%. Non sempre, poi, la Reyer è in grado di superare le difficoltà che le si presentano nell’arco della gara e giocare sotto al suo ritmo: molte sono le partite ondivaghe dell’MVP delle finali scudetto 2019 Austin Daye, nota dolente è Ariel Filloy che non sta rendendo in una stagione di troppi passi falsi con medie quasi disastrose (4.2 punti, 29% da due, 28% da tre) e non dà adeguate garanzie dalla panchina per rilevare De Nicolao o Stone, quest’ultimo sì fattore a rimbalzo, ma poco capace di attaccare e guidare la squadra a difesa schierata. E se la squadra si intestardisce con il tiro da tre senza trovare varchi in area colorata, spesso sono gli stessi avversari a dettare legge come successo nel match di campionato della 20° giornata perso contro la stessa Virtus Bologna, quando con il pacchetto di lunghi e la regia di Markovic e Teodosic, Venezia non è riuscita a spuntarla.

OBIETTIVO

Ovviamente e naturalmente quello “minimo” è cercare finalmente di superare “la grande bestia nera” del Quarto di Finale, come si diceva mai oltrepassato da quando la Reyer partecipa alle Final Eight. Per farlo, gli oro-granata devono sconfiggere la Segafredo Virtus Bologna di coach Aleksandar Sasha Djordjevic e Milos Teodosic, che avrà per vicinanza geografica e passione la prevalenza del tifo della Vitrifrigo Arena di Pesaro nel match serale di giovedì 13 Febbraio. Ma al di là della cabala sfavorevole, Venezia ha tutte le possibilità per assicurasi il primo trofeo stagionale a Pesaro dopo aver perso la finale di Supercoppa contro Sassari a Settembre.

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