Home Editoriali Reyer Venezia: campioni d’Italia a due facce tra campionato ed EuroCup

Reyer Venezia: campioni d’Italia a due facce tra campionato ed EuroCup

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Ora si deve solo che risalire. Perchè il ko di ieri contro l’A|X Armani Exchange Olimpia Milano per l’Umana Reyer Venezia di coach Walter De Raffaele è arrivata dopo tutto sommato una buona prova corale, ma c’è l’evidente doppio rammarico, ossia le 6 sconfitte in trasferta, e di come quella coppia di liberi sbagliati di Michael Bramos abbia confermato una serata negativa dalla linea della carità della squadra veneziana (6/13 con il 46,2%) seguita dalla tripla, la folgore di Vladimir Micov, che a 4”3 dalla sirena ha suggellato il successo dell’Olimpia con Austin Daye e Julyan Stone braccati dalla difesa avversaria nell’ultimo vano tentativo della Reyer.
Resta una consolazione, che la prestazione (almeno dal punto di vista del gioco) di ieri con una corazzata come Milano in campionato ha messo alle spalle quella scialba contro Pistoia di due settimane fa. Come ha fatto notare coach De Raffaele con riferimento ai 6 ko fuori casa – “Ho visto una grande difesa nell’ultimo quarto. Se avessimo giocato tutte le partite con questo ardore, passione ed attenzione avremmo qualche punto in più. Non dobbiamo accenderci solo quando arriva Milano” – la classifica di Venezia non sarebbe così avara e indigesta, perchè l’applicazione di intensità e mentalità andrebbe mostrata ad ogni allacciata di scarpa, ma si sa che la palla è rotonda e, senza fare troppa retorica, ora come ora manca il classico killer instinct da campionato. Poi, certo, si può affermare che sul +2 a 22”5 dalla fine potresti mandare in lunetta l’avversario con consueto fallo sistematico e cerchi, mal che ti vada, di avere nelle tue mani il tiro per la vittoria su pareggio subito. Oppure, invece che Bramos provi a mandare in lunetta un tuo giocatore con una % più alta ai liberi, per esempio Austin Daye. Ma purtroppo, con i se e i ma si sa che non si va da nessuna parte. E per carità, non insegniamo il mestiere a un coach due volte campione d’Italia, e non si tirino croci e pietre a capitan Bramos e ai suoi errori decisivi dalla lunetta, non ce ne voglia un giocatore che ha fatto/sta facendo la storia con la maglia oro-granata. Ma sta di fatto che Venezia l’ha persa e adesso si trova a rincorrere in classifica.

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È quindi costretta a vincere le 4 partite rimanenti del girone d’andata contro la Grissin Bon Pallacanestro Reggiana al PalaBigi di Reggio Emilia (domenica 22 dicembre), i due impegni consecutivi al Taliercio contro Virtus Roma e il fanalino di coda Carpegna Prosciutto VL Pesaro (rispettivamente il 26 e il 29 dicembre) e infine al PalaLeonessa contro la Germani Leonessa Brescia (il 5 gennaio) per inseguire quell’obiettivo delle Final Eight di Coppa Italia. Un tentativo di miracolo sportivo per la formazione oro-granata,  anche a sperare in risultati favorevoli altrui, contando che la formazione lagunare ha gli scontri diretti a sfavore con chi gli sta davanti con squadre come Treviso e Varese. Insomma, difficile, molto difficile. Sul record attuale di 5-7 dopo 13 giornate di campionato, a 4 dalla fine dell’andata, è statisticamente la peggior partenza in Regular Season per una squadra campione d’Italia in carica negli ultimi 10 anni, l’ultima compagine a fare peggio fu la Roosters Pallacanestro Varese nel campionato 1999-2000 che si ritrovò con record di 4-8 dopo lo stesso numero di partite ma in un campionato a 16 squadre.

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Austin Daye intervistato nel post partita da Il Gazzettino filtra ottimismo e ci crede: “Alle Final Eight dobbiamo arrivare. Abbiamo davanti quattro partite e andranno vinte tutte. Contro Milano siamo molto dispiaciuti per averla persa nel finale commettendo alcuni errori costatici molto cari. Adesso dobbiamo solo continuare a lavorare, migliorare e risalire in classifica”. Fa pensare che una squadra campione d’Italia e che in 7 DAYS EuroCup è reduce da 7 affermazioni consecutive (in cerca dell’ottava mercoledì 18 contro i lituani del Rytas Vilnius al PalaTaliercio nell’ultimo round di Regular Season) sbanchi campi ostici come Vilnius, come la Stark Arena di Belgrado battendo il Partizan imponendosi con autorità, a Bursa in Turchia contro il Tofas, e in Francia contro il Limoges. Vero che nella competizione continentale Venezia può utilizzare i sette stranieri in attesa che esordisca Andrew Goudelock, ufficializzato dalla società lo scorso 21 ottobre e ancora in attesa di essere presentato alla stampa (esordirà a gennaio?) ma ciò non giustifica le sconfitte esterne con Pistoia con una prestazione scialba, quella di Brindisi, a Varese, le due al PalaDozza contro le due bolognesi, il derby con Treviso… si possono trovare tremila giustificazioni, ma il record recita 5-7. Bisogna guardare forse ai singoli, forse guardare a chi sta deludendo? Ma la faccia negativa, si diceva, è stata mostrata solo in campionato, mentre in EuroCup la squadra ha fatto vedere il volto migliore con la miglior prova stagionale battendo il Partizan Belgrado a domicilio con una prova di portata storica per la società oro-granata e un record attuale di 7-2. Attenzione però, va detto che Venezia non deve solo guardare all’Europa, se no si rischia di ripetere la stagione 2017-18 della Grissin Bon Reggio Emilia che è finita sì in una magnifica semifinale di EuroCup ma senza il raggiungimento dei playoff scudetto. La Reyer ha comunque tutte le carte in tavola per risalire la china in campionato a partire da domenica a Reggio Emilia, a patto che mostri la stessa determinazione di ieri con Milano senza più commettere errori veniali. Per credere nel traguardo Final Eight.