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Recalcati nel post-gara di Venezia-Cremona “Secondo tempo di grande intensità. Abbiamo trascinato il pubblico.”

<Coach Carlo Recalcati (Venezia)L’Umana Reyer sconfigge la Vanoli Cremona 82-56 (Qui la cronaca) e continua il suo viaggio in vetta. Coach Carlo Recalcati in sala stampa appare soddisfatto e molto sereno per la vittoria acquisita.

 

“Mi aspettavo un primo tempo abbastanza così, Cremona ha dimostrato tutta la sua posizione e i suoi punti in classifica creandoci qualche problema a suon di cambi difensivi e mettendoci un po’ in agitazione. Per noi era prevedibile, dopo aver giocato una partita come quella di Trento. Però è stato un primo tempo del quale abbiamo fatto tesoro, perché siamo rientrati in campo con la consapevolezza che Cremona era una squadra con la quale non potevamo assolutamente scherzare e rischiare di portarla punto a punto, dato che ha le risorse per vincere contro chiunque. Abbiamo fatto un inizio di secondo tempo di grande intensità, alzato la difesa e questo ci ha permesso di correre per fare canestro in contropiede; questo ci ha aiutato dal momento in cui non giocavamo più contro la difesa schierata. Abbiamo bisogno di giocare partite di questo tipo e prendere coscienza delle nostre qualità e del fatto che nessuno verrà al Taliercio pensando che hanno perso in partenza, tutti ci vorranno provare squadre come Cremona che aveva vinto a Reggio Emilia, quindi dobbiamo essere molto soddisfatti della nostra prestazione.”

 
Alla vigilia del match, il coach oro-granata poneva le attenzione sull’asse Vitali-Cusin/Campani, alla fine limitato benissimo dalla Reyer. “In corsa abbiamo fatto qualche accorgimento e preparato alcune soluzioni, quella che ci ha dato il maggior risultato è stata la difesa di Stone su Vitali senza aiuti esagerati rispetto al primo tempo dove avevamo supportato molto su Vitali e abbiamo preso canestri da Campani dove non arrivavamo con le rotazioni. Volevamo stare sui loro tiratori, abbiamo così scelto di accettare il loro pick and roll 2vs.2 senza esagerare nell’aiutare Stone che è stato bravo a isolare Vitali.”
 
Da quando Goss è tornato a prendere fiducia nell’attacco, la squadra gira molto meglio. “Non è un caso, è una cosa voluta. Phil nelle partite precedenti non era in condizioni di salute e non era in grado di prendere le redini dell’attacco, dovevamo quindi prendere soluzioni diverse come la compatibilità tra le nostre due guardie dove il play è il nostro rimbalzista, gioca per la squadra e difende mentre la guardia tiratrice deve costruire qualcosa per se, questo l’abbiamo cercato e l’abbiamo voluto. Quando questo funziona vuol dire che va tutto bene, altrimenti si fa fatica come in qualche partita in precedenza.”
 
Sull’uscita dal campo di Peric per un problema alla caviglia: “Non sembra una cosa gravissima, mi era stata data dallo staff medico la disponibilità che lui potesse continuare ma obiettivamente mi sembrava stupido rischiarlo nella partita che stava andando in un certo modo, avevo finalmente la possibilità di far giocare Spencer Nelson più a lungo rispetto alle partite precedenti che ha bisogno di prendere il ritmo partita.”
 
Un fine anno da capolista in compagnia di Milano. “Continuiamo a sostenere questo momento senza farci illusioni o pensare all’improvviso di essere diventata la miglior squadra del campionato. Noi ci teniamo strette queste vittorie che non ce le toglie nessuno. Ma non è tanto il primo posto, è la posizione che aiuta nel nostro processo di crescita perché i nostri problemi, basti pensare a quello che ho detto di Goss, ce li abbiamo. Vincendo diventa tutto più facile e lo fai con serenità e tranquillità. Anche perché non pensavamo di ritrovarci in questa posizione e di avere 11 vittorie su 13 partite.”
 
A inizio della stagione Recalcati diceva che sta alla squadra far accrescere l’entusiasmo della gente, una cosa che sta sempre più riuscendo. “Anche oggi. Prima di iniziare la partita le ultime parole che ho detto alla squadra sono state:- Oggi è una partita dove dobbiamo essere noi a trascinare il pubblico. – Perché oggi c’era un’atmosfera natalizia, da prima in classifica dove magari noi siamo più consapevoli dei problemi che abbiamo mentre chi viene a vederla non è obbligato a saperlo e ha negli occhi la partita di Trento. C’era un ambiente soft, quindi anche noi ci abbiamo messo un po’ però era una cosa che si percepiva durante il riscaldamento. Dovevamo dare noi una svegliata al pubblico.”
 
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