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Quanto costa abbonarsi in Serie A? | Centro

Pala Carrara Pistoia

Continuiamo il nostro confronto sul costo degli abbonamenti in Serie A, dopo questa prima parte che riguardava le squadre al Nord e spiegava i criteri con cui abbiamo scelto le fasce di prezzo.

 

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Ancora una volta le società più care si dimostrano le due emiliane, anche se i costi per Reggio diminuiscono via via che si arriva alla zona VIP. La società reggiana, inoltre, applica degli sconti molto sostanziosi, e collabora attivamente con il Sassuolo calcio, con diverse promozioni per i suoi tifosi. La Virtus Bologna è stata per anni la società con i prezzi più cari d’Italia, ma aveva lo stesso, e di gran lunga,  il pubblico più numeroso dello Stivale. Così non è più, l’anno scorso superata dall’Olimpia Milano, tanto che la società aveva pensato ad uno storico ritorno al PalaDozza, meno capiente ma con più adatto ad un pubblico che viaggia intorno alle 5000 presenze. La flessione rispetto agli anni oro era già iniziata nelle ultime stagioni con Sabatini propietario e di sicuro una stagione sportiva poco esaltante come quella passata non ha fatto bene alla Granarolo, anche se ha guadagnato oltre un milione di euro dal botteghino. Pesaro si è salvata, ha ritrovato uno sponsor e guarda con fiducia al futuro. Una piazza storica, che ha sempre fame di basket e che nonostante le alterner fortune della squadra, ha sempre dato il proprio sostegno, anche l’anno scorso con quasi 4000 spettatori di media. I prezzi più che popolari non possono che aiutare in questa direzione, e non ci stupiremmo di vedere un incremento in questa stagione, anche perché la capienza da oltre 10000 posti lascia ampi margini di manovra. Discorso simile per Pistoia che ha ottenuto uno storico accesso ai playoff lo scorso e che ha visto nel PalaCarrara uno tra i palazzetti più caldi d’Italia. I prezzi sono rimasti bassi e c’è tanto entusiasmo intorno alla squadra. Tutti i presupposti ci sono per rifare i quasi 3500 spettatori di media e migliorare una quota abbonamenti già vertiginosa dopo il ritorno in A.
Discorso a parte per la Virtus Roma, che ha un’emorragia di pubblico costante nonostante le buone stagioni che stia disputando. Lo scorso anno è stata quartultima per media spettatori, nonostante arrivasse da una finale scudetto. I prezzi sono sicuramente alla portata di tutti, ma l’interesse per la squadra di basket è scarso. E deve essere letta in questo senso la scelta di due anni fa di Toti di far giocare la finale al PalaTiziano anziché al PalaLottomatica, in risposta a chi arriva solo per i grandi eventi. La scelta è stata difficile e quest’anno si è provata un’altra strada, cercando di spingere i tifosi ad abbonarsi per tornare al PalaLottomatica e fissando l’asticella piuttosto in alto: 2400 abbonamenti. 

Tra queste squadre si vedono buoni/ottimi risultati rispetto al bacino d’utenza e la capienza del palazzetto, valorizzate da prezzi bassi, mentre chi ha a disposizione un’Arena da 10000 posti e oltre fa fatica ad andare lo zoccolo duro dei propri tifosi, sia per i risultati sportivi sia per le alterne vicende della società.

Tra qualche giorno concluderemo il quadro con le ultime 5 squadre di Serie A.

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