Home Serie A Preview – Sfida tra due Rivoluzioni: Cantù alla prova Torino

Preview – Sfida tra due Rivoluzioni: Cantù alla prova Torino

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Abass Awudu, cantù

Sfida delicata quella in programma Domenica al Pala Ruffini (ore 18.15, diretta per la Lombardia su Milanow, canale 191 DTT) tra il fanalino di coda Manital Torino (5v-13p) e l’Acqua VitaSnella Cantù (8v-10p) alla rincorsa dei playoff. La classifica cortissima e l’andamento altalenante degli ospiti nonostante la consistente rivoluzione nel roster dopo il cambio di proprietà rendono difficilmente pronosticabile una partita i cui i fattori emotivi rischiano di contare pù di quelli tecnici.

Qui Cantù – A 12 partite dalla fine della regular season la rincorsa playoff dei canturini non può prescindere dal successo contro formazioni di bassa classifica. Alla squadra di Bazarevich continua a mancare di stabilità tecnica, alternando prestazioni convincenti per gioco e risultato come la vittoria a Sassari a sconfitte inopinate come le trasferte di Bologna e Varese. La caduta interna della scorsa settimana contro Reggio sembra dire che Cantù non è pronta per salire di livello, la regia congiunta di Ukic (9ppg con 6.7 assist in tre gare in biancoblu) e Hodge (13.4ppg più 6.5 assist) ha bisogno di ulteriore rodaggio, mentre l’arrivo di Fesenko (15.7ppg più 6.3 reb in tre gare) è coinciso, numeri alla mano, con il calo di JaJuan Johnson (18 di media nelle prime 7 uscite, 9.3 dall’arrivo del centro ucraino). Presto per dire se i due fattori siano collegati, di certo ai brianzoli manca la chimica di squadra per valorizzare apieno il talento a disposizione, con i soli Abass (14ppg e 6.7 reb nelle ultime 4) e Heslip (16.3ppg con il 45.5% da tre, primo in serie A per numero di triple sia tentate che realizzate) , parlando di rotazione principale, superstiti del roster di inizio campionato. In settimana è arrivata anche l’eliminazione dalla Fiba Europe Cup, per differenza canestri rispetto ai russi dell’Enisey, ma in un girone che questo roster avrebbe dovuto, se non dominare, cavalcare tranquillamente verso gli ottavi della manifestazione.
Qui Torino – La Manital, a suo tempo tra le sette squadre che si opposero al tesseramento di Johnson da parte di Cantù contestando la possibilità di passare al 3+4, ha invece intrapreso in settimana lo stesso percorso, con Dawkins (10.4ppg col 37.6% da tre) e Miller (10.2ppg) di fatto già tagliati, che saranno della partita prima di salutare la compagnia la prossima settimana. Priva di Dyson per i noti motivi e con lo stesso Mancinelli (12.1ppg più 4.9 reb) sotto osservazione, la squadra del presidente Forni ha inserito a tempo di record Eyenga in uscita da Sassari, che debutterà domani. La regia nel frattempo è in mano a un altro recente arrivo, l’olandese Charlon Kloof (5 di media e 1.3 assist in tre partite) che non ha incantato fin qui (compreso un inguardabile 1/8 ai liberi), ruolo condiviso col veterano Giachetti. La Torino attuale è più solida sotto canestro, con l’energia non sempre sotto controllo di Ebi (7.9ppg con 5.9 reb) e il talento di DJ White (17.7ppg con 8.3 reb in 10 partite), il migliore dei suoi dopo il lungo stop di inizio stagione per infortunio. Vitucci spera nel contributo degli italiani Rosselli (20 e 4 assist nella sconfitta di Reggio partendo in quintetto) e Fantoni, la cui esperienza può incidere in partite punto a punto.
Fattori chiave – Difficile individuare i temi tattici in un match che vede di fronte le due squadre che più hanno – o stanno – cambiando in corsa. Cruciale sarà il duello nel pitturato, con l’intrigante matchup tra White e Johnson, ma nell’interesse di Cantù rientra una partita ad alto ritmo, come quella impostata in settimana contro Chalon in coppa, che può esaltare il tasso tecnico superiore della squadra di Bazarevich. Nettamente più perimetrale l’attacco biancoblu (oltre 26 triple tentate a partita contro le 19.6 di Torino), che tira anche con percentuali più alte dai 6.75 (oltre il 36% a fronte del 31.7 della Manital). Il buco in regia di Torino si legge alla casella assist, terzultima con 12.1 (14.7 quelli di Cantù), frutto di una circolazione poco efficace, 0.81 il quoziente con le perse (14.9) rispetto all’1.13 degli ospiti. Un occhio sempre al confronto sotto le plance, che vede di fronte due tra le peggiori formazioni a rimbalzo d’attacco (14^ Manital con 8.6, 15^ Vita Snella con 8.5), con Torino nel complesso più efficace nel difendere il proprio tabellone, 4^ in serie A con 34.9 rimbalzi concessi agli avversari, a fronte di una Cantù penultima che lascia 38.1 palloni agli avversari, 11.4 dei quali sotto il proprio canestro.
Precedenti ed ex – Cinquanta incontri agli annali di una classica degli anni ’80 del basket italiano: Cantù guida con 31 successi, ma solo 10 quelli in Piemonte, dove Torino si è invece imposta in 14 delle 24 occasioni. Due gli ex della partita, con Wojciechowski in gialloblu dal 2012 al 2014 tra Serie A Dilettanti e Legadue e Stefano Mancinelli, protagonista di uno spicchio di stagione nell’annata 2013, dopo la partenza di Manu Markoishvili verso il Galatasaray nel Gennaio di quell’anno.

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