Home Serie A Pietro Aradori: “Non posso buttare via il rapporto con coach Sacchetti per delle incomprensioni”
Pietro Aradori: “Non posso buttare via il rapporto con coach Sacchetti per delle incomprensioni”

Pietro Aradori: “Non posso buttare via il rapporto con coach Sacchetti per delle incomprensioni”

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Intervista a Pietro Aradori, guardia-ala della Fortitudo Bologna, per Il Resto del Carlino edizione bolognese. Tema principale il suo rapporto con l’attuale coach della Effe e della Nazionale Italbasket Romeo “Meo” Sacchetti che prima del Mondiale disputato in Cina nel 2019 lo aveva tagliato dal roster definitivo. Un estratto delle sue dichiarazioni.

“Per due anni il mio rapporto con Meo Sacchetti è stato perfetto. Per questo motivo non lo posso buttare via per cinque giorni di sbandamento e di incomprensioni. Penso che in quella settimana lui abbia preso decisioni sbagliate e che abbia commesso un errore, ma nessuno di noi può cambiare il passato, per cui penso solo al futuro. Dopo tanti mesi la cosa è stata superata e per me è come se non fosse successo nulla”.

Se è adatto alla Fortitudo? “Sicuramente. Il suo è un gioco frizzante basato sulla corsa e sul talento. E’ un sistema che ti fa vincere se viene impostato nella giusta maniera, per cui si sposa bene con il pubblico della Effe perché non dà solo risultati, ma trasmette anche emozioni e questo è molto importante, anzi direi fondamentale, per il popolo biancoblù”.

Ripartire senza pubblico? “Abbiamo l’esperienza del calcio e di altre leghe in Europa, ma non mi sembrano significative. Non ho mai giocato partite ufficiali senza pubblico e per rispondere dovrei prima vivere questa situazione sulla mia pelle. Quello che posso dire è che per noi giocare in casa senza i tifosi non sarà così facile: è chiaro a tutti che l’anno scorso la loro spinta è stata determinante. A rovescio le cose saranno più semplici in trasferta”.

Possibili problemi con Banks? “No, assolutamente no. Nella mia carriera mi è sempre piaciuto avere come compagni giocatori forti, che fanno la differenza e che sono rispettati dai compagni. Quando giochi con compagni forti tutto diventa più semplice e io sono molto contento che sia arrivato”