Home Serie A Pesaro batte Brindisi per 94-90: ecco il countdown!

Pesaro batte Brindisi per 94-90: ecco il countdown!

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All’Adriatic Arena Pesaro batte Brindisi per 94-90 in una partita condotta per tutti i 40 minuti. I Pesaresi hanno avuto vantaggi anche in doppia cifra ma nel finale hanno dovuto subire il ritorno dei pugliesi. Bravi i padroni di casa a non perdere la testa e ad aggiungere i 2 punti in classifica che permettono alla banda di coach Markovski a lasciare l’ultimo posto in classifica. Ecco il countdown dell’incontro!

10 a Cavaliero che ne mette 12 nell’ultimo quarto per 24 punti totali, eletto Mvp a furor di popolo  nell’Adriatic Arena grazie alla grinta che l’ha spinto ad una prestazione super che vanta anche un grandioso 5/6 da tre. Fermarlo era cosa impossibile, ci si poteva riuscire per 23 secondi ma all’ultimo istante a disposizione le sue mani erano sentenza.

9 ad Antywane Robinson che da 3 metri è infallibile: 7/8 per l’ala brindisina che mette anche un 3/3 dalla lunetta e tira giù 10 rimbalzi. 27 di valutazione complessiva e se non è lui l’Mvp è solo perché tutti i suoi compagni abbiano perso la voglia di vincere.

8 le palle perse di Scottie Reynolds: a Brindisi si dice “avere le mani di ricotta”, ovvero mani molli. Che sia una questione di testa è evidente: nel suo primo quarto è stato il miglior giocatore della VL Pesaro. 6 perse in 10 minuti che hanno fatto scrollare tutta la pressione dalle spalle marchigiane e lanciato Pesaro alla vittoria, alla conquista di 2 punti fondamentali per la salvezza. Testa altrove ed è un peccato visto il talento che si ritrova e che mette in mostra nell’ultimo quarto con 13 punti 3 recuperate e 1 assist con 17 di valutazione in 10minuti. Ogni riccio un capriccio!

7 a testa per il trio Stipcevic, Barbour, Kinsey. Il primo è il metronomo di Pesaro e si presenta in conferenza stampa forte di 22 punti e 5 assist e sentenza : “Io non so di paura!” Dategli torto! Il secondo  16 punti, 6 assist, 3 rimbalzi e due recuperate mentre Kinsey riesce addirittura a fare di meglio coi suoi 18 punti in 27 minuti durante i quali colleziona anche 6 rimbalzi e 4 recuperate: di un altro livello.

6 a Crosariol che nonostante metà palazzo lo inviti, non tanto gentilmente, a cambiare sport si sbatte in difesa come fosse un mastino. Mette a segno soli 5 punti anche perché i giochi offensivi di Markovski favoriscono spudoratamente gli esterni.  E Andrea allora cattura 7 rimbalzi e si fa valere contro Simmons.

5 i punti di Robert Fultz che subentra a Reynolds e riporta ordine in campo. Non avrà il talento del numero 7 riccioluto ma di certo non è un caso che gli unici due quarti con un parziale positivo per i pugliesi siano quelli in cui il buon Robert abbia messo i piedi in campo.

4 i punti di Jerai Grant che ci mette tanta voglia che lo fa emergere nonostante il grande momento di forma del pivot titolare Simmons. Che il ragazzo abbia dei limiti tecnici è evidente ma che ci metta tanto di quell’impegno necessario per migliorare ogni giorno è altrettanto sotto gli occhi di tutti. In 12 minuti in campo cattura ben 6 rimbalzi.

3 le bombe messe a segno dal capitano Klaudio Ndoja su 3 tentativi. Piedi rivolti a canestro, gambe che spingono, polso spezzato e dopo un attimo lo vedi tornare nella sua metà campo esultando con cattiveria agonistica e ricordando l’aquila a due testa della bandiera albanese. 23 minuti in campo, 2/2 da 2, 3/3 da tre 18 di valutazione: cuore di capitano.

2 le mascotte in campo: un’ape e una tartaruga e se tra un quarto e l’altro l’ape la metteva da tre come se fosse Ray Allen allora ci spieghiamo le percentuali al tiro dalla lunga: Pesaro ha tirato con un clamoroso 17su31 (53%) mentre Brindisi si ferma “soltanto” ad un 9/18.

1 il punto messo a referto dall’ex di turno Sylvere Bryan. Il pivot pesarese parte in starting five ma si capisce subito che non è giornata: sbaglia per due volte quello che è il suo tiro frontale e in undici minuti in campo riesce a mettere a segno un solo libero al quale aggiunge 2 rimbalzi. L’ex non ha inciso.

Zero” all’anagrafe Andrea Zerini dopo il rientro dall’infortunio,  siede in panca per la terza volta consecutiva senza essere chiamato in causa e curiosamente la sua squadra perde per la prima volta la terza partita di fila . Coincidenza o no, alla prossima ci penserei su due volte a tenerlo a scaldare la panchina.