Home Serie A Olimpia Milano. Ettore Messina: “Chiedo scusa per aver sottovalutato il Covid-19, mi sbagliavo”
Olimpia Milano. Ettore Messina: “Chiedo scusa per aver sottovalutato il Covid-19, mi sbagliavo”

Olimpia Milano. Ettore Messina: “Chiedo scusa per aver sottovalutato il Covid-19, mi sbagliavo”

0

Nell’intervista a ANSA.it, Ettore Messina, coach A|X Armani Exchange Olimpia Milano, è turbato e preferisce “non commentare” l’ipotesi di cancellazione definitiva della Serie A e la conseguente mancata assegnazione dello scudetto.
“Per un’eventuale ripresa della Serie A ci atterremo alle disposizioni della Lega Basket e della Fip. Durante l’ultima assemblea tutti i club hanno deciso di far parlare esclusivamente il presidente Gandini per non generare confusione, commentare sarebbe una mancanza di rispetto, non tanto verso lui ma verso noi stessi”.

Messina fa pubblica ammenda per aver sottovalutato il problema Covid-19 (“pensavo fosse un’influenza più dura, mi sbagliavo di grosso e chiedo scusa se ho detto sciocchezze a qualcuno”), si mostra comprensivo verso le istituzioni italiane (“una guerra inaspettata”), criticando invece le autorità americane, dove lui ha vissuto gli ultimi 5 anni come assistente di Popovich a San Antonio.
“Giudicare con il senno di poi sarebbe disonesto, ho notato però in Italia una sufficiente rapidità nel prendere le decisioni. Negli Stati Uniti invece non hanno ancora idea. Trump dice che sarà un successo se conterranno il numero dei decessi a meno di 100mila: la contabilità dei morti è un abominio, un insulto, una cosa spregevole”.

Ma le preoccupazioni principali, ovviamente, sono rivolte all’Italia.
“Pervade il senso di scoramento, l’ignoto per il futuro, il dolore per le famiglie e i loro lutti. Dobbiamo dire grazie a chi lavora senza sosta: medici, infermieri, cassieri, chi svolge mansioni socialmente utili. Ma non torneremo alla quotidianità di prima, fatico a pensare a migliaia di persone dentro lo stesso palazzetto per una partita o una metropolitana piena di gente ammassata. Ci sarà inevitabilmente una forte tensione sociale ma speriamo di portarci dietro questo bel senso di insolita coesione”.