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Oggi la sentenza per Daniel Hackett, futuro lontano da Milano

 daniel hackett, milanoOggi il Giudice unico Andrea Tavazza deciderà sulla richiesta del Procuratore federale Marco Lucente che ha deferito Hackett.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, «L’accusa» chiederà una squalifica intorno ai sette mesi perché il giocatore ha lasciato il ritiro della nazionale «senza giustificato motivo e senza autorizzazione» (pena minima 5 mesi) a cui si aggiungono le aggravanti per quanto Hackett ha scritto su Facebook con l’intento di spiegare la propria posizione. La decisione del Giudice sportivo nazionale rappresenta la sentenza di primo grado. Hackett ha poi 24 ore per annunciare ricorso e altre 24 per presentarlo alla Commissione Giudicante. Dopo di che può, entro 30 giorni dalla pubblicazione della sentenza, rivolgersi al Collegio di Garanzia del Coni per l’ultimo grado di giudizio. La sentenza definitiva dunque non ha tempistiche immediate e, di certo, Milano non può aspettare tutta l’estate per varare un piano B. Già dopo i primi due gradi di giudizio potrebbe essere presa una decisione. 

Hackett però potrà quasi certamente giocare l’Eurolega, in quanto il torneo è un ente privato e autonomo, e tende a difendere il diritto dei giocatori di rispondere o meno alle convocazioni delle nazionali, anche se poi valuta caso per caso. L’infrazione di Hackett, in verità, non è di principio (in nazionale è andato) ma di comportamento. La fattispecie non è proprio la stessa, ma ciò non gli precluderà di giocare l’Eurolega, aprendogli contestualmente il mercato estero. Strade aperte verso Grecia, Spagna e Turchia.

Davanti a uno stop significativo, scrive sempre La Gazzetta dello Sport, il breve matrimonio tra Hackett e Milano, che sia cessione o licenziamento per giusta causa, è destinato a finire. Innanzitutto per motivi tecnici: l’idea di creare due squadre, per serie A (un play andrebbe comunque preso) ed Eurolega (con Hackett), non è considerata dal club un’opzione praticabile. Poi c’è anche una questione di rapporti: sono ai minimi termini, dopo le tante esternazioni del giocatore e gli strascichi anche umani che questa vicenda ha prodotto.

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