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Home Nazionale Meo Sacchetti: “Serie A a 18 squadre? Fatico a capire. Ai playoff vorrei divertirmi ancora un po’ ”.

Meo Sacchetti: “Serie A a 18 squadre? Fatico a capire. Ai playoff vorrei divertirmi ancora un po’ ”.

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E’ l’uomo del momento per aver conquistato la storica Coppa Italia con la Vanoli Cremona ed è alla ricerca del pass Mondiale con la sua ItalBasket dopo 13 anni. Nel corso di una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, Romeo, per tutti Meo Sacchetti, ha parlato della sua Cremona, di Coppe Europee e campionato a 18 squadre.

Questa mattina, guardandosi allo specchio cosa ha pensato.
”Alla Nazionale. La Coppa Italia me la sono gustata domenica, ora sono immerso nella gara di venerdì con l’Ungheria”.

La sua Cremona, a partire da Aldo Vanoli.
“Uomo d’altri tempi. Di principi e senza fronzoli. Persona mansueta, ma ho l’idea che non convenga farlo arrabbiare”.

Gianmaria Vacirca, l’uomo mercato.
“Ci conosciamo da tempo. Gli dico in faccia quello che penso e lui fa lo stesso con me. È un grande vantaggio”.

Saunders e Crawford.
“Il primo è un giocatore universale con margini di miglioramento, spero lo capisca. Il secondo un grande professionista: ha lavorato come un matto per uscire dall’infortunio”.

Mathiang e Aldridge.
“Mangok è gioviale, positivo ed è migliorato molto. Aldridge uno scolaretto alla prima esperienza fuori dagli Usa: vorrei fosse più sbruffone in campo”.

Stojanovic e Demps.
“Il primo ha un po’ di ruggine ma anche tanto talento. Demps vive per il canestro, mi spiace averlo sacrificato a Firenze ma ho dovuto fare delle scelte”.

Ricci e Ruzzier.
“Giampaolo è mentalizzato, rigoroso, avrebbe fatto bene in qualsiasi altro sport. Il secondo sta imparando il mestiere da Travis, la mia paura è che ora si accontenti”.

Diener.
“Ho finito gli aggettivi. La cosa che mi piace di più di lui è che si diverte a stare nel gruppo”.

Nostalgia dell’Europa.
“Sì, ma bisogna essere attrezzati per fare le coppe. Cremona non lo è, pagherebbe un prezzo troppo alto in campionato”.

Il prossimo anno la Serie A passa a 18 squadre.
“Fatico a capire e penso a Milano che avrà anche l’Eurolega a 18. Non so come ne uscirà”.

Sogni del cassetto.
“Certo. Fateci arrivare ai playoff, che vorremmo divertirci un altro po’. Ho una mia forma di pragmatismo: vivo i sogni e mi godo il presente”.