L’Orlandina sciupa, Pesaro trova due punti d’oro. La Betaland chiude quinta

La Consultinvest Pesaro si conferma bestia nera per Capo d’Orlando: settima gara in serie A e settimo successo per i marchigiani. E così come le altre volte, la partita si decide nel finale: il punteggio recita infatti 70-68.

Capo d’Orlando spreca perchè regala sostanzialmente due rimesse: una a fondo campo, con Ceron bravo ad anticipare Diener; l’altra laterale, -2 con 13 secondi sul cronometro, in cui Archie riceve in angolo in condizioni precarie e poi pesta la linea.

Le due rimesse sono soltanto parte degli errori che compie la Betaland in questa partita: da sottolineare, infatti, le 22 palle perse totali, un po’ troppe se si vuole portare a casa una partita, specie in trasferta.

Di contro, Pesaro sembra non avere voglia di vincerla, soprattutto nei primi tre quarti, dov’è costretta quasi sempre a rincorrere gli ospiti e solo con alcuni canestri di Thornton, molti a fil di sirena, riesce a restare incollata concedendo massimo 6 punti di svantaggio.

In questi frangenti Capo d’Orlando non ha la spinta decisiva per scappare via. Si affida a Tepic in cabina di regia, il quale non sfigura e risulta il migliore, ma è certamente una soluzione scelta in situazione d’emergenza: giocando fuori ruolo, infatti, gli si può perdonare qualche leggerezza in fase d’impostazione.

Troppe le palle perse, come detto prima: sono 9 quelle di Archie, che tripla nei minuti finali a parte, sembra non godere di un ottimo stato di forma nelle ultime uscite.

Per Pesaro buone notizie dai lunghi, da cui si va ad inizio primo e terzo quarto come prima opzione offensiva: Nnoko e Jones trovano più volte la via del canestro, costringendo spesso Delas (poi uscito per falli), Archie e Iannuzzi a dover interrompere l’azione con un fallo. Prova fantasma per Jasaitis, ex della gara, che chiude il girone d’andata con 0/3 dal campo e poca sostanza in generale.

Il migliore, invece, risulta Marcus Thornton, a tratti incontenibile, che segna per ben 4 volte al limite dei 24 e poi, nel secondo tempo, è il motore della mini-rimonta pesarese.

Con questa vittoria Pesaro sale a quota 10 e resta a distanza di sicurezza da Cremona e Varese, ultime a 8. Capo d’Orlando chiude negativamente un girone d’andata comunque da incorniciare: con 16 punti e la quinta posizione in tasca non può che essere soddisfatta. Ad attenderla a Rimini ci sarà Reggio Emilia, che chiude quarta al giro di boa.

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