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La notte non fa il miracolo. Markoishvili dice addio alla sua Cantù

Non è bastata una notte di preghiere del popolo biancoblu, appeso quasi irrazionalmente alle parole di Anna Cremascoli nel post partita di ieri, che differivano di 24 ore la decisione definitiva. La ferale notizia della cessione di Manuchar Markoishvili al Galatasaray arriva nella tarda mattinata di Lunedì, sotto la leggera nevicata che imbianca la Brianza, ovattando l’atmosfera di tristezza che da ieri pervade tutto l’ambiente canturino. Troppo pesante l’offerta messa sul piatto dal club turco per essere rifiutata, in un momento reso

oltremodo difficile dai problemi con lo sponsor chebolletta, con il quale è in vista le rescissione del contratto. Se aggiungete la vergogna infinita del nuovo palazzetto fermo al palo, quello metaforico e quello reale, dell’Enel, che blocca il cantiere (foglia di fico per problemi sottostanti di ben altra gravità), la mancata quadratura del cerchio per la società di Via Volta diventa assolutamente comprensibile.

E siccome da queste parti vige la sana abitudine di non fare il passo più lungo della gamba e di non nascondere i problemi sotto il tappeto per vederseli scoppiare in mano quando è troppo tardi, ecco che la dolorosa rinuncia a Manu diventa la condizione necessaria per superare la tempesta e provare a immaginare un futuro per il basket in città.

In attesa del comunicato ufficiale che confermerà l’avvenuta cessione, resta una valigia piena dei ricordi che il georgiano ha saputo lasciare nei tre anni e mezzo a Cantù, coincisi – non a caso – con il ritorno del club ai livelli che gli competono in Italia e in Europa. E tra queste memorie, per il vostro cronista, occupa un posto speciale l’intervista realizzata solo due settimane fa con il giocatore, quando uno scenario simile era assolutamente inimmaginabile e l’attenzione era puntata sui traguardi da raggiungere in una stagione che voleva essere memorabile.

Grazie Manuchar, sappiamo di non sbagliare dicendo che il tuo nome sarà ricordato a lungo nella storia recente (e non solo) della pallacanestro canturina. E che il nostro ‘Picasso’ del parquet possa trovare nella sua nuova carriera le soddisfazioni che merita, portando ovunque andrà un pezzo di Cantù nel suo cuore.

Stefano Mocerino
© BasketItaly.it – Riproduzione riservata

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