Fiat Torino, l’AD Feira sul caso Nunnally: “Basket italiano al dilettantismo. Avellino doveva avvisare Milano.”

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Massimo Feira, amminstratore delegato della Fiat Auxilium Torino, dice la sua sul “caso Nunnally” in un’intervista concessa a La Stampa.

“Quanto accaduto rimarca alcune carenze che non sono solo di Milano. Nel calcio, Lega e Uefa comunicano a inizio stagione i giocatori che hanno squalifiche pendenti: perché nel basket non capita? Sotto questo aspetto, siamo al dilettantismo. Fatico anche a credere che la fonte da cui è partito il tutto sia stato un tifoso sui social.”

Feira chiama in causa la Sidigas Scandone Avellino: “La verità è che chi sapeva avrebbe dovuto comunicarlo prima di tutto all’Olimpia: nello specifico, se Avellino era a conoscenza della squalifica di Nunnally (il cui stop era appunto risalente ai tempi della sua permanenza in Irpinia, ndr), avrebbe dovuto avvisare Milano”.

L’affondo alla FIP “Credo sia opportuno allargare il discorso. Al momento la Federazione è vista solo come un soggetto che tassa le società e commina multe: dovrebbe avere un atteggiamento diverso e, insieme alla stessa Lega, ammodernare il sistema per farlo diventare professionale e professionista. In questa stagione è successo di tutto, non lo si può negare. Bisogna cogliere la palla al balzo per migliorarsi, tutti insieme. Quanto appena accaduto è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di problemi. Siamo partiti in sedici, ma i rumours dicono che almeno il 25% delle società faticherà ad arrivare a fine stagione: così si perdono credibilità e capacità di attrarre investimenti. In una situazione del genere, come si può pensare che l’anno prossimo ci siano 18 squadre al via?

Feira sull’introduzione del fairplay finanziario. “Chi inizia il campionato deve avere la certezza di arrivare alla fine. I controlli vanno fatti su tutti gli aspetti della vita societaria, non solo sullo stipendio dei giocatori. Lo dico da dirigente, consapevole delle difficoltà in un cui una società può venirsi a trovare nell’arco di una stagione: è fondamentale che le verifiche vengano fatte in estate, attraverso garanzie patrimoniali certificate. Oggi la fidejussione per iscriversi alla serie A è di 250.000 euro: troppo poco. Mi rendo conto che la mia sia una posizione impopolare, ma i primi che devono porsi come obiettivo la valorizzazione e la reputazione del prodotto basket sono i proprietari e i dirigenti.”

I due punti dati a Pistoia complicano intanto il cammino salvezza di Torino: “Quanto accaduto può alterare la corsa salvezza, che ci riguarda direttamente. Il campo deve rimanere il giudice unico: è lì che vogliamo salvarci”.