Home Serie A De Raffaele: “La miglior dedica va ai giocatori: sacrificio e disponibilità da parte di tutti”
De Raffaele: “La miglior dedica va ai giocatori: sacrificio e disponibilità da parte di tutti”

De Raffaele: “La miglior dedica va ai giocatori: sacrificio e disponibilità da parte di tutti”

0

Walter De Raffaele, coach dell’Umana Reyer Venezia, commenta la vittoria degli orogranata nel match contro Banco di Sardegna Dinamo Sassari per 99-92.

“E’ stata una gran bella partita da parte nostra. Una grande vittoria contro una grande squadra che lotterà fino in fondo per lo scudetto ed è di grande talento. Sono molto contento per i miei giocatori, perchè onestamente hanno fatto qualcosa superandosi: Vidmar non doveva giocare e si è sacrificato; Watt ha giocato con grande difficoltà; in più dobbiamo ricordare che ci mancava Austin Daye, che Julyan Stone non si è allenato per tutta la settimana, Andrea De Nicolao con il mal di schiena… Ho visto veramente tanta disponibilità e sacrificio da parte di tutti, credo che la miglior dedica sia ai giocatori stessi: lo stesso Stefano Tonut, sono contento per Mazzola, Isaac Fotu… molti giocatori entrati nel mood della squadra portando a casa una partita di grande spessore.”

Segnale di attaccamento alla maglia da parte dei giocatori.
“Era un momento difficile per tutti cercare di mantenere la concentrazione, il focus sul lavoro. Perchè siamo diventati tutti esperti aspettando il bollettino del pomeriggio… Credo che la squadra abbia avuto la capacità di isolarsi, di saper affrontare una squadra al loro livello e di sacrificarsi per il bene della squadra, giocando però una partita di grande spessore tecnico cambiando difese. Abbiamo trovato un’avversaria di grande qualità capace di segnare diversi punti, trovando tiri aperti. Michael Bramos e Julyan Stone della vecchia guardia hanno segnato come stare in campo. Mi è piaciuto il senso di sacrificio della squadra, sono rientrati con la voglia di sbattersi. C’è stata tanta qualità nel modo di giocare, nelle proposte fatte, nelle contromosse. E’ stata veramente una bella partita. La pallacanestro è così: ti da la possibilità ogni volta che cadi di rialzarti, di dimostrare qualcosa di più, se ci sono dei valori che sono tutta l’unione dei giocatori, ma se i valori non ci sono la squadra non c’è e ne esce distrutta. Questo gruppo ha dei valori, e sfrutta ogni occasione ogni volta che cade per compattarsi, per rialzarsi, per fare un passo ognuno verso l’altro e avere dei contenuti tecnici di grande sostanza che ci serviranno per le prossime partite, non so come ci presenteremo mercoledì, però era importante dare un segnale per il campionato italiano a un’avversaria e a noi stessi che eravamo rimasti alla Semifinale di Supercoppa e invece ci dovevamo convincere che il nostro modo di giocare lo si è visto in campo con tanta energia e tanta umiltà.”

Ultima partita giocata davanti al pubblico presente, ma si va avanti con lo sport.
“Dando per scontato il dispiacere anche per queste poche persone con le quali riusciamo a condividere magari a rotazione le gioie di vivere una partita, è naturale che in questo momento la cosa più difficile per noi è riuscire a lavorare, per noi è un lavoro e una fonte di sostentamento per tutte le famiglie e non solo, parlo di giocatori ma parlo di tutto l’indotto che c’è attorno, quindi da chiunque abiti nel mondo basket a tante persone. Quindi la situazione non è facile, stare in mezzo a tutto quello che succede sarà isolarsi e ancora più difficile sarà motivarci, perchè senza pubblico la motivazione la trovi all’interno del gruppo, dalla panchina e con la partecipazione dei giocatori. Perchè non ci sarà fattore campo come non c’è stato fino a questo momento, ma la cosa più difficile sarà razionalizzare questa situazione difficile ogni giorno di più. Senza essere retorici, siamo molto preoccupati, cerchiamo di non farlo notare e di fare il nostro lavoro, non è una condizione facile come non è facile per tante categorie ancora peggio della nostra. Chiudo che l’importante è andare avanti, avere la possibilità di lavorare e cercare di farlo in una stagione che definire strana, difficile e particolare è poco”