Home Serie A Cremascoli. “Decisione dolorosa, ma irrinunciabile. Il nostro progetto va avanti. Presto il nuovo inserimento”

Cremascoli. “Decisione dolorosa, ma irrinunciabile. Il nostro progetto va avanti. Presto il nuovo inserimento”

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Si apre in un atmosfera quasi liturgica la conferenza stampa in cui una Anna Cremascoli visibilmente emozionata parla ufficialmente per la prima volta del caso Markoishvili: «L’oggetto della conferenza stampa è la cessione da parte della Pallacanestro Cantù di Manuchar Markoishvili al Galatasaray – esordisce –  Purtroppo capita che per dei beni superiori nella vita ci troviamo a dover prendere decisioni che non avremmo mai voluto prendere. Ma ci tengo a precisare che la decisione è frutto di una mia scelta personale, molto dolorosa e sofferta, sia per l’importanza che Manu aveva nella nostra società sia per le

sue caratteristiche tecniche sia per le stranote doti umane. Noi nostro malgrado ci siamo trovati davanti ad un’offerta che per un club delle nostre dimensioni era assolutamente impossibile rifiutare, tenendo conto del momento economico generale, sia per il momento contingente nostro a causa dei ritardi nei pagamenti del main sponsor, sia per l’incertezza sul palazzetto dove giocheremo la prossima stagione.

La somma di questi fattori ci crea delle problematiche quando cerchiamo di guardare al futuro, e intendo le prossime stagioni, e purtroppo l’offerta del Galatasaray ci dà un po’ di respiro. E’ ovvio che per noi oggi sportivamente parlando sia un giorno veramente triste, però non possiamo che essere orgogliosi – e qui la voce trema per un attimo – che Manu vada a giocare in una società così prestigiosa e ambiziosa e lo ringraziamo per l’enorme contributo che ci ha dato sia come atleta che come persona meravigliosa. Io sono certa che Manu resterà uno dei più grandi giocatori che sia mai passato per la pallacanestro Cantù. Gli mandiamo il più grosso in bocca al lupo e gli auguriamo di raggiungere tutti i traguardi che si merita.»

Verrà rimpiazzato, la prima domanda della stampa?: «Si, spero a breve, cercheremo di chiarirci le idee e fare la scelta migliore, anche se non voglio parlare di rimpiazzo perché non è un giocatore sostituibile, andremo a fare un nuovo inserimento in squadra».

Trinchieri come l’ha presa? «Male, come tutta la società. E’ giusto che sappiate che erano tutti contrari a questa decisione,  prima che la prendessi… nel momento in cui l’ho fatto tutti l’hanno capita. Oggi credo che non ci sia nessuno contrario, l’hanno digerita, chiaramente loro non l’avrebbero mai presa, com’è giusto che sia.

Le giornate più difficili della sua gestione? «Sicuramente sì – risponde senza esitare – Siamo ben consci di ciò che la mancanza di Manu creerà, un punto di riferimento per tutti. Dovremo far capire a tutti i compagni cos’è successo e cercare di motivarli lo stesso. Ho preso questa decisione sapendo a cosa andavo incontro.»

State pensando a Mancinelli, per fare un nome disponibile subito, o pensate anche al mercato americano? «No il mercato americano lo vedo difficile da sondare perché poi dovremmo cedere due giocatori. Vogliamo inserire il miglior giocatore che possa arrivare nel minor tempo possibile. Vorrei avere le idee chiare già da domani, questa sera faremo una lunga riunione, che non ha previsto orario di fine e spero che usciremo con un nome, penso che resteremo sul mercato italiano o comunitario».

Quanto hanno inciso nella vicenda  i ritardi nei pagamenti dello sponsor. «Tantissimo… – e l’espressione del volto dice tutto – Al di là del fatto che fosse un’offerta difficilmente rifiutabile, però un buon 80% secondo me. Con delle spalle un po’ più coperte saremmo stati più sereni nel dire ‘no’, in realtà la nostra prima risposta è stata no, così come la prima risposta di Manu è stata no, poi… poi hanno insistito, sia con noi che con lui. » Continuerà questa sponsorizzazione: «Io la vedo veramente nera, adesso dobbiamo trovarci con loro ma la vedo molto difficile come possibilità»

Cambia qualcosa per voi in ottica stagionale nelle prospettive per l’immediato? «Penso sia una domanda un po’ prematura, adesso voglio cercare bene di capire chi, come, quando potremo inserire. Sicuramente la decisione l’ho presa pensando al lungo periodo e ci permette di poter guardare a un futuro, che non sono i prossimi mesi ma un po’ più in là in maniera più serena. Non so se nell’immediato si possa dire subito cos’è cambiato. E’ un momento molto difficile non solo per noi ma per tutta la pallacanestro. C’è una sola società che sta bene tutte le altre sono in situazioni problematiche.»

Si tratta di un  ridimensionamento?: «No, abbiamo ceduto Manu perché ci è capitata l’occasione, se avessimo un progetto di ridimensionamento saremmo stati noi a cercare di cedere qualcuno. La nostra prima risposta è stata no, poi non abbiamo proprio potuto, era un’occasione più grande di noi. La stessa risposta la potrebbe dare Manu… lui non voleva andare poi anche a lui è stata fatta una proposta più grande di lui e certe occasioni oggi non si possono non cogliere, ma noi non abbiamo altri progetti. L’importante è far capire ai giocatori che non è un abbandono, la società ha dovuto cogliere un’opportunità per fini superiori, però vogliamo fare bene lo stesso e verso di loro il presentarsi subito con un sostituto sia un segnale forte.»

E il pubblico? «Qualsiasi giocatore arriverà,  non andrà bene a nessuno, visto chi è partito ed è giusto così. Io mi preoccupo di motivare la mia squadra, poi chiunque arriverà, farà bene e farà innamorare il pubblico, ora la botta è troppo dolorosa per tutti, anche arrivasse Kobe Bryant non sarebbe la stessa cosa…»

Markoishvili, Micov, Shermadini, lo stesso Trinchieri è diventato coach della Nazionale Greca, è una conferma di come abbiate operato bene in questi anni?: «Sicuramente è una conferma del fatto che probabilmente qua lavoriamo bene e riusciamo a far crescere le risorse, ma è anche una conferma di quello che è Cantù: noi siamo una realtà piccola, di provincia, non saremo mai paragonabili a questi colossi. Alla fine è ciò che ci fa rimanere con i piedi per terra. Noi scendiamo in campo per fare il nostro meglio e lo faremo sempre… Non sogniamo di vincere l’Eurolega, perché non sarà mai fattibile, quando arriviamo a certi livelli certi personaggi vanno via e noi non abbiamo la forza di trattenerli»

Si può dire che la cessione del contratto di Markoishvili rappresenti per voi la fonte di un primo sponsor?: «Assolutamente si, credo che dopo gli incassi in biglietteria sarà la seconda voce d’incasso quest’anno»

Si è sentita tradita da qualcuno in questi anni, specie nel rapporto con il territorio e le istituzioni?: «No non mi sento tradita, non dai giocatori certo… Non posso biasimare un giocatore, in questo caso per Manu… neanche da dirlo, ma anche in generale, che cambia squadra perché fa parte del gioco:  loro hanno una carriera molto beve e devono cercare di crescere il più possibile. Se se ne fa una questione di troppi sentimenti non si va avanti. Riguardo al territorio, non so davvero cosa dire – aggiunge quasi sconsolata – noi abbiamo veramente provato di tutto per coinvolgerlo maggiormente, a volte parzialmente riuscendoci, ma la maggior parte delle volte no. Colleghi di altre società chiedevano “com’è possibile che nella patria del mobile non ci sia il nome di  una grande società del settore sulle nostre maglie…”. Più che sfiducia ciò genera soprattutto depressione.»

Alla fine però i sentimenti emergono comunque: cosa ha detto a Manu prima della partenza «Che lo ricorderò sempre come uno dei più grandi giocatori e uomini passati per la Pallacanestro Cantù…» Con lacrimuccia? «Di entrambi… ma abbiamo pianto, credo, tre giorni, e non dormito tre giorni…»

E lo striscione dei vostri tifosi? Segno che hanno capito anche loro? «Si, hanno fatto uno striscione molto bello, Manu a fine partita è rimasto molto colpito,  si è fermato a guardare la curva in realtà cercava di leggere lo striscione, era molto dispiaciuto di non essere riuscito a portare a casa una vittoria nella sua ultima partita, purtroppo a volte va così…»

Stefano Mocerino

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