Home Serie A Countdown: Peric espone le lacune di Cantù, il solito Goss dà il colpo di grazia

Countdown: Peric espone le lacune di Cantù, il solito Goss dà il colpo di grazia

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Peric Hrvoje Phill Goss VeneziaCade ancora davanti al proprio pubblico l’Acqua VitaSnella, contro una Reyer che rimedia la sconfitta interna contro Reggio per mantenere la testa della classifica. Cantù rimane in partita per 40′, anzi comanda per buona parte della ripresa, ma paga la staticità del proprio attacco nell’ultimo quarto, finendo per commettere quegli errori che non ti puoi permettere sui possessi decisivi. Venezia ha la lucidità e il cinismo sufficienti per girare la partita a proprio favore, con un grande Peric e la prova chirurgica di Nelson.

Oltre al solito fatturato di un Goss che quando vede le maglie di Cantù raramente di esime dal ventello. Ai brianzoli non bastano le grandi prove di Johnson-Odom e Dequan Jones, nella serata negativa di Hollis e della panchina, oltre ad un Feldeine che lascia negli spogliatoi all’intervallo il fosforo, marchio distintivo della sua pallacanestro. In Count Down riviviamo i numeri chiave della sfida del Pianella:

10 come i miseri punti segnati da Cantù nell’ultimo quarto, contro i 19 di Venezia. VitaSnella si pianta sul più bello, dopo un primo tempo in cui tirava 15/22 da due (contro l’8/19 di tutto il secondo). Nell’ultimo quarto i brianzoli tentano di resistere con scarsa lucidità, affidandosi all’iniziativa privata e fermando la palla, fattori che generano il 3/14 dal campo nei 10′ conclusivi. Venezia non fa molto meglio (6/18 dal campo nel quarto periodo), ma mette i tiri decisivi e recupera tre palloni, trasformati in transizione, che cambiano l’inerzia della gara e le permettono di sorpassare negli ultimi 2′.phil goss, venezia

9 come i rimbalzi di uno Hrvoje Peric (19, 6/9 da due, 2/5 da tre, 26 di valutazione) diabolico , che legge alla perfezione il match: l’ala croata porta lontano da canestro gli avversari più grossi, attacca il ferro nella ripresa, contro il quintetto a quattro esterni di Cantù, quando abusa di un Abass ingenuo. Suo anche il canestro della staffa, quando vola in contropiede a schiacciare il 70-75 dopo la rubata di Viggiano a meno di un minuto dal termine.

8 su 10 da due per un Phil Goss (20, e 7 assist, 24 di valutazione) che non sbaglia nulla a livello di scelte, per sé e per i compagni. Non ci prende da oltre l’arco dei 6.75 (0/4), dato trascurabile in una partita di basse percentuali di tiro, ma è a tratti imprevedibile con la palla in mano e gelido nel mettere 4 liberi nei secondi finali che sigillano la vittoria Reyer.

7 come i punti di uno Spencer Nelson (anche 4 rimbalzi) a dir poco chirurgico. L’Ammiraglio sale al proscenio nell’ultimo quarto, dopo che Ress è costretto a lasciare la partita, rispondendo con i 6 punti e le giocate sui due lati del campo che contribuiscono non poco a cambiare l’inerzia. E soprattutto inchioda la tripla del sorpasso orogranata, 70-71 a 2′ dalla fine, congelando le speranze canturine di riuscire a tenere il naso fuori dall’acqua della rimonta ospite. E il suo +14 di plus/minus, il migliore dell’incontro, racconta della sua importanza, anche in prospettiva, per coach Recalcati.

6 come i rimbalzi di un Dequan Jones (17, 7/9 dal campo) aggressivo e centrato come non mai. L’ex Magic butta il suo tremendo fisico nella lotta, attacca il ferro si prende tiri nel traffico resistendo ai contatti. E nel quintetto a quattro esterni si sacrifica in difesa su Goss, risultando il migliore nel tentativo di limitare il folletto veneziano.

Feldeine, Cantù5 come gli assist del miglior Johnson-Odom stagionale (23pti, 7/13 dal campo, 8 falli subiti per 32 di valutazione) se si esclude la passeggiata contro Dijon in Eurocup. Il mancino da Marquette gestisce bene la palla, lima le forzature, soprattutto nel decision-making (1 sola persa, anche se purtroppo sanguinosa, nei minuti finali) e trascina Cantù ad un passo dall’impresa. Se qualcuno tra i compagni di reparto, a parte l’ottimo Jones, ne avesse raccolto il testimone, oggi parleremmo di un finale diverso.

4 come le perse di un Feldeine (7, 2/13 dal campo, 6 assist), che mostra il meglio e il peggio di sé nelle due metà: un primo tempo in cui spiega pallacanestro pur segnando poco (5 con 2/7 dal campo dopo 20′), ma dove distribuisce tutti e sei i suoi assist, per lasciar spazio ad una ripresa dove sbaglia tutte le scelte, mentre cerca di mettersi in partita con canestri che non arriveranno. E la pecca della palla persa che lancia la schiacciata di Peric in contropiede che di fatto chiude i conti.

3 come le sconfitte consecutive di Cantù al Pianella in campionato. Bisogna risalire di parecchio indietro nel tempo, per trovare una circostanza analoga. Il mitico “fortino” biancoblu sembra essere diventato terra di conquista, per una squadra in cui gli aspetti psicologici iniziano a pesare non poco, vista la facilità nel costruire margini, anche significativi, di vantaggio e l’analoga difficoltà nel difenderli, quando serve controllare il ritmo partita e non farsi prendere dall’ansia. Gli ultimi due appuntamenti interni dell’andata riservano l’arrembante Reggio Emilia e quella Roma, in crisi in campionato, ma capace di dominare il girone C di Eurocup: Sacripanti spera di trovare qui le risorse per provare a dare una svolta alla stagione, in un troneo livellato al massimo dove la difesa del fattore campo diventa una priorità assoluta.

Johnson Odom (Cantù)2 come i punti di Hollis nel quintetto e quelli di Gentile e Abass dalla panchina. Se il capitano aveva la parziale scusante del problema muscolare che lo ha condizionato in settimana, il rendimento degli altri due sta diventando un caso: il 4 ex-Biella non ha mai trovato l’approccio giusto alla massima serie, tanto che quando la Presidente Cremascoli parla di possibili, ancorché prematuri, interventi sul mercato, il primo pensiero di tifosi e addetti ai lavori non può che essere per lui. Il figlio di Nando sembra l’ombra del giocatore dello scorso anno, quando spesso il suo ingresso provocava impatto immediato sulla partita. Oggi appare confuso e incerto nelle decisioni, ma la risalita di Cantù non può non passare dal recupero del play casertano, fondamentale per mantenere altea l’intensità nelle rotazioni e magari aggiungere lucidità quando serve.

1 come il primo posto che la Reyer mantiene dopo una trasferta comunque difficile e impegnativa. Che la squadra di Recalcati fosse tra le più accreditate non è certo una sorpresa, la profondità e la versatilità del suo roster, specie dopo l’aggiunta di Nelson, daranno parecchi grattacapi a tutte le concorrenti per un posto nei piani alti del campionato .

0 come le triple di Cantù (su 5 tentativi) in tutto il secondo tempo. VitaSnella è in un periodo estremamente negativo dal perimetro (17/75 pari al 22.7% nelle ultime 4 partite, tutte perse), figlie di una selezione di tiro certo non ottimale, ma che lascia perplessi per una squadra che viaggiava oltre il 40% nelle prime 5 giornate. I biancoblu hanno il merito di non abusarne (3/15 in totale), vista la serata no, con anche qualche errore piedi per terra, ma ritrovare percentuali almeno decenti, per il peso specifico che il tiro da tre riveste nel basket del terzo millennio, è conditio sine qua non per uscire dalla crisi.

Stefano Mocerino

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